I Mondiali e l’incubo dei fulmini: le partite a rischio e cosa dice il regolamento

Altro che calendario e orari già ben definitivi. Ben 36 delle 104 partite dei prossimi Mondiali, incluse la gara inaugurale e le due finali, rischiano di essere sospese o rinviate per il maltempo. Sia per i possibili e violenti temporali che spesso accadono in alcune delle città ospitanti, sia per il rigido protocollo statunitense stabilito dalla Noaa (National Oceanic and Atmospheric Administration): questo prevede che se viene rilevato un fulmine entro 12,7 km da uno stadio, la partita deve essere interrotta. Tutti i giocatori devono lasciare il campo e i tifosi devono cercare riparo al coperto. Da quel momento inizia un conto alla rovescia obbligatorio di 30′. E nel caso, nel frattempo, cadesse un fulmine nelle vicinanze il conto alla rovescia ripartirebbe.

Il tabellone con l'avviso di forti temporali e rischio fulmini

Il tabellone con l’avviso di forti temporali e rischio fulmini 

Cosa succede in caso di rinvio?

La Fifa trema e prega. Prega soprattutto che non debbano incorrere in questa situazione le ultime partite della fase a gironi che saranno giocate in contemporanea. Il rischio infatti, in caso di interruzione di una è che venga sospesa, per la regolarità del torneo, anche l’altra. E poi non va esclusa la possibilità di rinvio che, molto probabilmente, visto il calendario ristretto, sarebbe stabilito al giorno seguente ripartendo dal minuto in cui la gara è stata interrotta.

Al Mondiale per Club 2025 vennero sospese 6 gare

L’esperienza del Mondiale per Club dello scorso anno non fa presagire nulla di buono: ben 6 gare, infatti, dovettero sottostare alle bizze del tempo. Il calcio d’inizio di Ulsan-Mamelodi Sundowns a Orlando, in Florida, fu rinviato di oltre un’ora a causa di un forte temporale. Salisburgo-Pachuca, disputata a Cincinnati, nell’Ohio, fu sospesa per 1h e 37’ al 54’ per rischio fulmini. Palmeiras-Al Ahly a East Rutherford, nel New Jersey, fu interrotta al 61’ per 40’ a causa dell’annuncio dell’arrivo di una tempesta. Curiosamente in quel momento le due squadre stavano giocando sotto a un caldo torrido. Altre due partite videro coinvolto l’Auckland City: il match con il Benfica a Orlando fu fermato alla fine del primo tempo per un violento temporale. La ripresa iniziò due ore e mezza dopo. I neozelandesi andarono incontro a sorte simile nella partita successiva con il Boca, sospesa al 56’ e ripartita dopo 40’ per un nubifragio. Infine, nella fase a eliminazione diretta, Chelsea-Benfica, in programma a Charlotte, durò ben 4 ore e 38’: il match fu sospeso sull’1-0 all’86’ a causa dell’applicazione del protocollo per il maltempo che vige negli Stati Uniti. Poi, senza che alcuna tempesta s’abbatté sullo stadio, fu ripresa dopo 1h e 53’ e terminata 4-1 ai supplementari visto che alla ripresa del gioco i lusitani pareggiarono in pieno recupero con Di Maria su rigore.

Le città con maggiore allerta meteo

Ai Mondiali, le città che rischiano di andare incontro a maggiori problemi meteorologici sono Atlanta, Houston, Dallas (che sono però tutte e tre dotate di stadi con tetti fissi o retrattili), Boston (si gioca nella vicina Foxborough), Kansas City, Miami e East Rutherford negli Usa più Città del Messico e l’area attorno a Monterrey (si giocherà a Guadalupe), in Messico. Tra tutte trema soprattutto la Scozia che vede a rischio tutte e tre le gare del proprio girone. Ecco le 36 partite a più alta allerta meteo in ordine di data (con orario d’inizio italiano):

11/6: Messico-Sudafrica, ore 21 a Città del Messico 13/6: Brasile-Marocco, alle 24 a East Rutherford 14/6: Haiti-Scozia, alle 3 a Foxborough 15/6: Svezia-Tunisia, alle 4 a Guadalupe 15/6: Arabia Saudita-Uruguay, alle 24 a Miami 16/6: Francia-Senegal, alle 21 a East Rutherford 16/6: Iraq-Norvegia, alle 24 a Foxborough 17/6: Argentina-Algeria, alle 3 a Kansas City 18/6: Uzbekistan-Colombia, alle 4 a Città del Messico 19/6: Scozia-Marocco, alle 24 a Foxborough 21/6: Ecuador-Curaçao, alle 2 a Kansas City 21/6: Tunisia-Giappone, alle 6 a Guadalupe 21/6: Uruguay-Capo Verde, alle 24 a Miami 23/6: Norvegia-Senegal, alle 2 a East Rutherford 23/6: Inghilterra-Ghana, alle 22 a Foxborough 24/6: Scozia-Brasile, alle 24 a Miami 25/6: Messico-Rep. Ceca, alle 3 a Città del Messico 25/6: Sudafrica-Corea del Sud, alle 3 a Guadalupe 25/6: Ecuador-Germania, alle 22 a East Rutherford 26/6: Tunisia-Olanda, all’1 a Kansas City 26/6: Norvegia-Francia, alle 21 a Foxborough 27/6: Panama-Inghilterra, alle 23 a East Rutherford 28/6: Colombia-Portogallo, all’1.30 a Miami 29/6: sedicesimo a Guadalupe 29/6: sedicesimo a Foxborough 30/6: sedicesimo a East Rutherford 30/6: sedicesimo a Città del Messico 3/7: sedicesimo a Kansas City 3/7: sedicesimo a Miami 5/7 ottavo a East Rutherford 5/7 ottavo a Città del Messico 9/7 quarto a Foxborough 11/7 quarto a Kansas City 11/7 quarto a Miami 18/7 Finale 3° posto a Miami 19/7 Finale a East Rutherford

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Guerra in Iran, le news di oggi. Comando Usa: “Nuovi attacchi contro molteplici obiettivi in Iran”. Teheran: “La risposta sarà dura”

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Trump: “Se Iran non firma accordo li faremo a pezzi”

Il presidente Usa ha lasciato aperta la porta a nuovi attacchi all’Iran. A chi gli chiedeva cosa accadrà se Teheran non firmerà un accordo, Trump ha risposto: “Li bombarderemo fino a farli a pezzi domani”.

Trump: “Israele non coinvolto nei raid”

“Gli israeliani non sono coinvolti nell’attuale ondata di attacchi aerei” contro l’Iran. Lo ha dichiarato il presidente americano Donald Trump a Fox News.

Trump: “Il raid non è ripresa della guerra ma risposta all’elicottero abbattuto”

Gli attacchi condotti stanotte dagli Stati Uniti contro l’Iran sono una risposta all’abbattimento dell’elicottero Apache da parte di un drone iraniano e non la ripresa di una guerra ampia. Questo il messaggio che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha inviato all’Iran tramite il Qatar. Lo riporta il Wall Street Journal. Una delegazione del Qatar era a Teheran poco prima del lancio del raid proprio con l’obiettivo di proseguire gli sforzi di mediazione per il raggiungimento di un accordo.

Trump: 49 Tomahawk usati per colpire target in Iran

Gli Stati Uniti hanno usato 49 missili Tomahawks per colpire target all’interno Iran, alcuni dei quali a 65 chilometri da Teheran. Lo ha detto il presidente Donald Trump a Fox. “I jet americani stanno operando nello spazio aereo iraniano”, ha aggiunto Trump.

Trump: “Teheran ha chiesto stop ai bombardamenti, finiranno a breve”

“Gli iraniani mi hanno chiesto di interrompere i bombardamenti” e “i bombardamenti cesseranno a breve”. Sono frasi di Donald Trump riportate da Fox News. “Ho parlato direttamente con ufficiali di Teheran”, aggiunge il presidente americano, che ha spiegato di aver parlato con gli iraniani mentre era nella Situation room.

Guardie rivoluzione: due navi colpite a Hormuz

“Due imbarcazioni che hanno tentato di attraversare illegalmente lo Stretto di Hormuz sono state colpite dopo aver violato le restrizioni di passaggio”. Lo riferisce la Marina delle Guardie Rivoluzionarie iraniane secondo alcuni media iraniani.

Iran, militari annunciano chiusura totale di Hormuz a tutte le imbarcazioni

Il comando militare congiunto iraniano ha ordinato la chiusura dello Stretto di Hormuz al passaggio di tutte le imbarcazioni, comprese petroliere e navi mercantili. Qualunque nave tenterà il passaggio da Hormuz verrà considerata un bersaglio, ha precisato. Lo riporta l’agenzia di stampa Mehr.

Nyt: mediatori del Qatar lasciano Teheran senza progressi

Una delegazione di mediatori del Qatar ha lasciato Teheran senza aver compiuto progressi nei colloqui per arrivare a un accordo tra Iran e Stati Uniti. Lo scrive il New York Times segnalando che si sono ridotte le chance di una svolta politica. La delegazione del Qatar era giunta in Iran nell’ambito di sforzi di mediazione, ma, secondo quanto riportato, ha lasciato il Paese senza aver raggiunto un accordo.

Guardie rivoluzione: F-16 allontanato con lancio missile

“In seguito all’incursione di un caccia F-16 nemico nello spazio aereo del Golfo Persico e al lancio di un missile da parte di un sistema di difesa aerea delle Guardie Rivoluzionarie nei suoi confronti, il velivolo intruso si è allontanato dalla zona”, lo annunciano i Guardiani della Rivoluzione.

Raid Usa su impianto petrolchimico nel giacimento di gas di South Pars

Gli Stati Uniti hanno attaccato un impianto petrolchimico nel giacimento di gas di South Pars, situato ad Asalouyeh, nel sud dell’Iran. Lo ha riferito l’agenzia di stampa Tasnim. In precedenza, la televisione di stato iraniana aveva segnalato l’attivazione della difesa aerea intorno all’impianto energetico di Asalouyeh.

Attaccata la città portuale di Bandar Abbas

I media statali iraniani hanno riferito che diverse esplosioni hanno colpito la città portuale meridionale di Bandar Abbas, vicino a un aeroporto e a una base aerea. Bandar Abbas era già stata colpita in precedenti attacchi.

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I target Usa vicino lo Stretto di Hormuz: nel mirino radar e sistemi difesa

Tutti i target attaccati dagli Stati Uniti in Iran sono nei pressi dello Stretto di Hormuz. Gli Stati Uniti hanno colpito postazioni radar e sistemi di difesa. Lo riporta il Wall Street Journal citando fonti del Pentagono.

Esplosioni a Bandar Abbas, Qeshm e Hengam

I media statali iraniani riferiscono di un’esplosione nella città portuale iraniana di Bandar Abbas.Non sono stati forniti ulteriori dettagli sull’incidente. Altre esplosioni a Qeshm e Hengam causate da “proiettili militari” L’agenzia di stampa iraniana IRNA riporta che le esplosioni udite a Qeshm e Hengam sono state “causate da proiettili…tutti di natura militare”.

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Usa: abbiamo iniziato gli attacchi contro diversi target in Iran

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