Meloni: “Serve figura che rappresenti Ue per Kiev”. Attacco a Vannacci: “Non siete la vera destra”

“La linea dell’Italia non cambia, sostegno a Kiev e pressione su Mosca”. Nessuna delega all’Usa” da parte dell’Europa, ma anche “meno formati che si sovrappongono e che non hanno legittimità per parlare per l’Ue”. “Serve figura che rappresenti Ue per Kiev”. Un chiaro riferimento al recente vertice E3 su Kiev, da cui Roma è stata esclusa. Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni alla Camera in un’ora circa di comunicazioni in vista del Consiglio europeo del 18-19 giugno. Sull’Iran, “sosteniamo il negoziato sempre che sia ancora possibile”. Duro il passaggio contro i coloni e il ministro della Sicurezza nazionale di Israele. Non mancano stoccate alle opposizioni sulle rinnovabili (“massimo storico di energia elettrica prodotta”), migranti (“l’80% in meno”) e la narrazione “del ridicolo armamentario del governo illiberale”.

Dopo l’intervento della premier si è tenuta la discussione generale. Nella replica, durissima la premier contro i 5 stelle che l’avevano accusato di “indossare ginocchiere” con Netanyahu e Trump. Poi ironia contro le opposizioni “per la perdita di Orban”. “Avete presentato 6 risoluzioni”, ha aggiunto. Ai vannacciani: “Avete votato sei volte la fiducia contro il governo, non siete la vera destra.”

Sono in corso le dichiarazioni di voto sulle 8 risoluzioni presentate con gli interventi, tra gli altri, della segretaria del Pd Elly Schlein, del presidente del M5s Giuseppe Conte e del deputato di Avs Angelo Bonelli. Nel pomeriggio, dopo la rituale colazione con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la premier farà le comunicazioni al Senato.

Punti chiave

Ascani: “Dovevo intervenire sulle parole di Silvestri, mi scuso con l’Aula”

“Mi scuso, non ho colto quel senso nelle parole di Silvestri. E’ stata una mia mancanza. Se lo avessi colto, sarei intervenuta”. Lo dice Anna Ascani, presidente di turno dell’aula alla Camera, durante l’intervento di Francesco Silvestri dei 5 Stelle nel passaggio sulle ‘ginocchiere’ parlando della premier Giorgia Meloni.

Parla Ravetto (Fn), FdI e Lega lasciano l’aula

Tutti i Fratelli d’Italia e i leghisti hanno lasciato l’aula quando ha preso la parola per la dichiarazione di voto Laura Ravetto di Futuro nazionale, il partito di Vannacci. (di Giovanna Vitale)

Ravetto (Fn) a Meloni: “Questo governo ha tradito la fiducia degli elettori”

Se futuro nazionale “non ha votato la fiducia a questo governo, non è stato per fare un favore alla sinistra, ma perché questo governo ha tradito la fiducia degli elettori. Chi tradisce il programma per cui e stato votato favorisce la sinistra”. Lo dice la deputata Laura Ravetto (Fn).

Magi a Meloni: “Uso distorto parole di Emma Bonino”

“Devo inevitabilmente cambiare un po’ le cose da dire e anteporre una replica alla presidente del Consiglio che ha citato in maniera distorta e parziale le parole di Emma Bonino di qualche anno fa. Se Emma fosse in quest’aula sicuramente replicherebbe in modo più efficace. Ha dimenticato, presidente Meloni, di dire che Emma Bonino rivendicava la missione mare Nostrum nella convinzione che sopra i cadaveri non si costruisse democrazia e non si costruisse benessere e chiedeva la modifica della legge della legge Bossi-Fini”.
Lo ha detto Riccardo Magi nell’intervento per le comunicazione della premier Giorgia Meloni in vista del Consiglio Ue alla Camera. Meloni aveva detto: “Non sono io a sostenere che il governo Renzi abbia barattato la flessibilità con una maggiore accoglienza agli immigrati, l’ha sostenuto una persona molto più autorevole di me, quella persona si chiama Emma Bonino”.

Standing ovation FdI e urla ‘Brava Giorgia!’ al termine intervento premier

Standing ovation dai banchi di FdI al termine dell’intervento della premier Giorgia Meloni. Le sue ultime parole hanno visto i deputati di fratelli d’Italia alzarsi tutti in piedi con qualcuno che ha urlato ‘Brava Giorgia!’, anche dagli altri gruppi della maggioranza sono partiti applausi e in molti si sono alzati.

Meloni ai M5S: “Qui senza mai indossare ginocchiere, mancato rispetto per le donne”

“Boldrini si è indignata perché il collega si rivolgeva alla sottoscritta dicendo ‘signor presidente’. Mi chiedo se questo sia davvero il punto del rispetto delle donne. O sia piuttosto quello di ascoltare un collega che mi dice che ho indossato delle ginocchiere. Collega Silvestri, quello che voi non riuscite ad accettare è che c’è una donna che è arrivata dove è arrivata senza mai indossare delle ginocchiere, senza favoritismi e senza scorciatoie “. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in Aula alla Camera, in fase di replica dopo la discussione generale sulle sue comunicazioni in vista del Consiglio Ue, chiamando in causa l’intervento di Francesco Silvestri del M5S. Alzando la voce e con tono irato, ha concluso: “vi dà fastidio che la prima donna presidente del Consiglio sia arrivata dalla destra perché voi non siete stati capaci di proporla”.

Meloni, forfait a vertice Montenegro? Ero a festa Arma, lo rifarei

“Sulla partecipazione del vertice in Montenegro le ricostruzioni sono francamente abbastanza surreali, cioè io non sarei andata perché ero piccata. Guardate, mi pareva che almeno una cosa fosse chiara, arrivati a questo punto: quando ho qualcosa da dire, io la dico. Non è che faccio queste cose ‘nannimorettiane’, no? Mi si nota di più se vengo e sto in disparte o se non vengo per niente. Io non sono abituata a lavorare così”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel corso delle repliche dopo la discussione generale sulle comunicazioni rese dalla premier nell’Aula della Camera in vista del prossimo Consiglio europeo. “Quando ho qualcosa da dire, io prendo e la dico. Non so se voi eravate abituati, se altri erano abituati a questi atteggiamenti infantili, ma io penso che una grande nazione come l’Italia non debba avere atteggiamenti infantili”, le parole della premier che ha poi aggiunto: “Non sono riuscita ad arrivare al vertice in Montenegro, me ne scuso ancora una volta. Ero ad assistere alla festa dei Carabinieri, è una cosa della quale vado fiera. È una cosa che rifarei. Non cambia nulla del nostro impegno e, se posso dire, proprio perché ho partecipato a tutti i vertici possibili e immaginabili, nessuno dei miei colleghi ha sempre partecipato a tutti i vertici che oltre tutto sono moltissimi. Escludo che nelle altre nazioni accada quello che accade in Italia se il presidente del Consiglio dei Ministri una volta non riesce ad arrivare a quel vertice, escludo che ci sia un analogo dibattito nei loro paesi”.

Meloni: “No contrari a rinnovabili ma a speculazione”

“Non siamo contrari alle energie rinnovabili, ma siamo contrari alla speculazione”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Fdi, vergognosa frase M5s sulle ‘ginocchiere’ di Meloni, si apra istruttoria

Polemica in Aula alla Camera per una frase del pentastellato Francesco Silvestri durante il dibattito sulle comunicazioni della premier. Silvestri è andato all’attacco sottolineando che “dopo il referendum si è detto che la linea del governo era di raddrizzare la schiena, rialzarsi dalla posizione che aveva avuto nei confronti di Netanyahu e di Trump” ma “lei non ha rialzato la schiena, ha semplicemente indossato delle ginocchiere per stare più comoda. Noi abbiamo bisogno di un leader completamente diversi e spero che tra qualche mese” sarà così, ha detto. “E’ vergognoso – ha stigmatizzato nel suo intervento Paolo Trancassini di FdI – dire che qualcuno dovrebbe mettersi le ginocchiere anziché alzare la testa, lo dico alle belle anime della sinistra: sapete perfettamente quando si dice a una donna che si debe mettere le ginocchire davanti a un uomo. Questo è un fatto vergognoso!”. Trancassini ha chiesto alla presidenza di intervenire: “mi auguro che si apra una istruttoria”. “Verificheremo assolutamente”, ha detto il presidente Lorenzo Fontana.

Meloni al vannacciano Pozzolo: “Per sei volte avete votato contro il governo”

“Per sei volte avete votato la fiducia contro il governo, per mandare a casa questo governo. Non mi si parli di vera destra perché la vera destra non è mai funzionale alla sinistra”. Così la premier Giorgia Meloni nella replica dopo la discussione generale sulle sue comunicazioni in vista del Consiglio Ue rivolgendosi ai vannacciani.

Ue: Meloni, errore consentire percorso più veloce ingresso Kiev

Questa “è una maggioranza che non ha ambiguità” neanche sul tema dell’ingresso dell’Ucraina nell’unione europea, mentre il centrosinistra “presenta sei risoluzioni”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni in sede di replica alla Camera dopo il dibattito sulle comunicazioni in vista del Consiglio Ue. “Sarebbe un errore consentire che il percorso di adesione dell’Ucraina fosse più veloce di quello dei Balcani, utilizzando due pesi e due misure. Il Cancelliere tedesco Merz cerca una sintesi, il dibattito deve essere pragmatico”, osserva la premier. “Il lavoro del governo è stato quello di correggere l’Europa”, dice la presidente del Consiglio.

Meloni: “Governo non ha ambiguità, le opposizioni presentano sei risoluzioni”

“Questo governo” in politica estera “non ha ambiguità, sarà difficile quando ci arriverete voi al governo, visto che oggi presentate sei risoluzioni”. Lo dice la premier Giorgia Meloni, durante le repliche alla Camera.

Ue, Meloni: “Non sono d’accordo con ipotesi superamento unanimità”

“Non sono d’accordo sul superamento dell’unanimità nell’Unione europea. Non credo che l’Ue debba essere un club nel quale chi è più forte impone la propria volontà agli altri”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in Aula alla Camera, in fase di replica dopo la discussione generale sulle sue comunicazioni in vista del Consiglio Ue. “La politica le sue sintesi le sa trovare, anche su temi più divisivi come quello dell’Ucraina. Il problema dell’Europa sta semmai da un’altra parte. Il punto è semmai quanto si rispettano quelle sintesi e quanto quelle sintesi vengono ribaltate”, ha aggiunto.

Meloni: “Isolare Israele non è funzionale ai nostri obiettivi”

“Isolare Israele non sarebbe funzionale ai nostri obiettivi, a una presenza europea necessaria, compresa l’opzione dei due stati”. Lo dice la premier.

Ironia Meloni: solidarietà a opposizione per perdita Orban come fonte ispirazione

“Consentitemi in apertura all’esito di questo dibattito di esprimere la mia personale solidarietà, la solidarietà di tutto il governo alla opposizione per la perdita di Victor Orban, principale fonte di ispirazione e principale argomentazione da un decennio a questa parte in quest’aula che oggi chiaramente comincia ad avere delle sue difficoltà”. Così la presidente del Consiglio.

In corso la replica di Meloni

È iniziata la replica della presidente del Consiglio Giorgia Meloni dopo la discussione generale sulle comunicazioni in vista del prossimo Consiglio europeo.

M5s: a differenza Meloni non crediamo in buona fede Israele

“Se ascoltiamo il discorso di Meloni sull’Ucraina di 3 anni fa è uguale a quello di oggi. Forse anni fa il discorso sull’aggressore e l’aggredito poteva funzionare. Poi però è arrivata Gaza. E Gaza ha svelato tutta l’ipocrisia. Meloni sulle sanzioni ad Israele dice: ‘non bisogna isolare la popolazione civile’. Poi però vediamo come trattate i russi, isolando i popoli. Meloni non condanna il bombardamento di Beirut, ma chiede ‘premura per i civili’. Un po’ come ci ha risposto sul commercio di armi con Israele, quando ci ha detto che sarebbe continuato, ‘ma ci premuriamo che Israele non ne faccia uso sui civili’. Il problema è che abbiamo creato le condizioni morali affinché Ben Gvir facesse quello che ha fatto agli attivisti della Flotilla, addirittura davanti alle telecamere. E allora proviamo a immaginare cosa accade quando quelle telecamere sono spente. Ci spiace, ma a differenza di Meloni noi non crediamo alla buonafede di Israele, di chi stermina 70 mila persone”. Lo ha detto in Aula Riccardo Ricciardi, capogruppo M5S alla Camera, nel dibattito dopo le comunicazioni della premier Meloni sul prossimo Consiglio Ue.

Della Vedova (+E), Meloni torna antieuropeista, prenda spunto da Rama

Meloni “prenda appunti da quello che dice il suo amico, il leader albanese, che ha detto: sono pronto a entrare” in Ue “e a rinunciare al diritto di veto. Visto che sta tornando al punto di partenza dell’antieuropeismo”, Meloni “prenda spunti dalle cose che dice Rama: no al diritto di veto e riforma della commissione. Altro che prendersela in modo stucchevole con i burocrati di Bruxelles”. Lo ha detto Benedetto Della Vedova, di Più Europa, intervenendo in Aula alla Camera in occasione delle comunicazioni della premier in vista del Consiglio europeo.

Provenzano (Pd): “Meloni non va più dal benzinaio ma conto lo pagano cittadini”

“Anche oggi ha attaccato l’Europa. La Commissione europea ha molti, tanti limiti, ma ci siete voi dentro, presidente. Siete voi che volete un bilancio europeo risibile e con Fitto, togliete persino ai fondi di coesione ai territori”. Così Giuseppe Provenzano, responsabile esteri del Pd, parlando in Aula dopo le comunicazioni della presidente del Consiglio Giorgia Meloni in vista del Consiglio Europeo del 18 e 19 giugno.

“Siete voi nazionalisti che la rendete immobile, salvo poi festeggiare per un minimo di flessibilità, ma questi 14 miliardi che deve usare per gli investimenti sulle rinnovabili, quello che non ha fatto fin qui e continuate con le misure tampone, come sulle accise, tanto lei dal benzinaio, presidente, non ci va più, ci vanno però i cittadini, i lavoratori, le imprese che pagano il conto delle guerre di Trump e Netanyahu”.

Provenzano (Pd): “Meloni fuori da processi decisionali, ha fallito per vicinanza a Trump”

“L’Italia non c’è ai principali processi decisionali europei”. Così Giuseppe Provenzano, responsabile esteri del Pd, parlando in Aula dopo le comunicazioni della presidente del Consiglio Giorgia Meloni in vista del Consiglio Europeo del 18 e 19 giugno. “Lei non vuole che l’Europa si autoescluda – aggiunge -, ma finora l’unica che si è autoesclusa è lei, presidente Meloni”. Quanto alla mancata partecipazione dell’Italia ai recenti vertici, “io penso che ci sia una ragione di fondo, che la sua assenza sia la conseguenza di un vuoto di strategia, perché la politica estera è stata a lungo il suo terreno di propaganda. Oggi, invece, è la principale ragione della sua crisi e del suo fallimento, perché è crollata l’intera impalcatura su cui si leggeva, la vicinanza a Donald Trump”.

Fratoianni: Meloni dimentica dire crisi originata da suoi amici Trump-Netanyahu

“Lei ci ha parlato lungamente della crisi di Hormuz, della situazione in Iran, in Medio Oriente, dello shock che quella crisi sta producendo a livello globale sul terreno economico e non soltanto, e su questo è necessario impegnarsi per ristabilire la piena libertà di navigazione, per impedire che uno Stretto così decisivo possa essere usato come leva, come strumento di ricatto. Ma ancora una volta, sorprendentemente, misteriosamente, si è dimenticata di dire al Parlamento che la crisi e tutto ciò che ne sta derivando ha una origine molto precisa, l’aggressione criminale e illegale che il suo amico Trump e il suo amico Netanyahu hanno scatenato contro l’Iran”. Così il deputato di Avs, Nicola Fratoianni, parlando nell’Aula della Camera nel corso della discussione generale sulla comunicazioni rese dalla premier Giorgia Meloni in vista della prossima riunione del Consiglio europeo. “Guardate che non è che si può andare avanti all’infinito così, perché altrimenti è anche difficile, se non impossibile, collocare il nostro paese su una sponda non solo giusta, ma utile a costruire una via d’uscita alle crisi che abbiamo di fronte, che si stanno, per altro ulteriormente accentuando”, ha aggiunto. “Signora presidente, senza riconoscere la natura di quello che sta accadendo, è inutile che ci chieda di riconoscere la buona fede di tutti. Il punto è la scelta politica, quella che ancora oggi ha fatto sì che non abbia nominato né Trump né Netanyahu. I nomi scompaiono, ma è una scelta politica”, ha concluso.

Fratoianni: “Il governo ha fatto la patrimoniale sul ceto medio”

“I salari hanno perso 8 punti di potere di acquisto mentre sono aumentati i miliardari e i loro patrimoni. Ma, come ci ha ricordato” Meloni, “mai una patrimoniale sulle grandissime ricchezze, perché volete difendere il ceto medio. Solo che voi la patrimoniale l’avete fatta sul ceto medio, togliendo diritti e opportunità, aumentando il carico fiscale. Il punto sono le scelte politiche”. Lo ha detto Nicola Fratoianni, di Avs, intervenendo in Aula in occasione delle comunicazioni della premier in vista del Consiglio europeo.

Silvestri (M5S): “Con Trump e Netanyahu ha semplicemente indossato delle ginocchiere”

“Dopo il referendum si è detto che la linea del governo era di raddrizzare la schiena, rialzarsi da una posizione supina che aveva avuto nei confronti di Netanyahu e di Trump, lei non ha rialzato la schiena, ha semplicemente indossato delle ginocchiere per stare più comoda. Noi abbiamo bisogno di un leader in una condizione sociale completamente diversa e spero che tra qualche mese arriverà”, ha dichiarato in aula il deputato Francesco Silvestri, capogruppo M5s in commissione Esteri, intervenendo in discussione generale sulle comunicazioni di Meloni in vista del prossimo Consiglio europeo.

Otto risoluzioni alla Camera su comunicazioni Meloni in vista del Consiglio europeo

Sono otto le risoluzioni che sono state presentate alla camera sulle comunicazioni della premier in vista del consiglio europeo del 18 e 19 giugno. La maggioranza ha presentato un testo, poi ci sono quelli del Pd, del M5s, di Avs, di Azione, di Italia viva, di Più Europa e di Futuro nazionale.

Braga (Pd): Meloni torna in Parlamento nervosa, isolata e senza risposte

“Nervosa e astiosa, esplicitamente irritata per i vertici che la escludono, dichiara aumento delle spese militari, attacca e minaccia l’Europa. Ecco Meloni oggi alla Camera dopo mesi. Non una premier all’altezza dei tempi difficili, ma un capo di partito senza idee e senza soluzioni”. Lo ha scritto su X Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera.

In corso alla Camera la discussione sulle comunicazioni della premier Meloni

È in corso alla Camera la discussione generale sulle comunicazioni della presidente del Consiglio Giorgia Meloni in vista del Consiglio Ue. La premier è in Aula.

Meloni: “Burocrati di Bruxelles non ribaltino decisioni politiche”

“Le sintesi che la politica raggiunge, all’esito di lunghissime discussioni, non sono un esercizio dialettico. Sono l’esercizio della democrazia. Ognuno di noi, quando si presenta in Consiglio Europeo, lo fa con alle spalle un mandato del proprio parlamento. Quel Parlamento, a sua volta, opera secondo un mandato popolare. Per questa ragione le decisioni che noi prendiamo devono essere rispettate, devono essere attuate, non possono essere rimesse in discussione, o addirittura ribaltate, da interpretazioni surreali, ammantate come tecniche, di burocrati che non devono rendere conto a nessuno delle proprie decisioni, e che forse anche per questo hanno finito per perdere il contatto con la realtà”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni alla Camera.

Terminate le comunicazioni alla Camera, aula riprende alle 10.45

(lapresse)

E’ stata sospesa la seduta dell’aula della Camera, dopo le comunicazioni del presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in vista del prossimo consiglio Ue del 18 e 19 giugno. La premier, che è intervenuta per poco meno di un’ora, è ora attesa in Senato per la consegna del testo del suo intervento. L’aula di Montecitorio, come comunicato dal presidente Lorenzo Fontana, riprenderà i lavori alle 10.45, con la discussione generale, la replica del premier, e poi l’esame e il voto delle risoluzioni presentate. Il tutto per circa 5 ore di lavoro previste.

“Italia non insegue corso eventi, vuole contribuire a determinarlo”

“Il contesto è complesso e delicato, e in questo scenario l’Italia sa che la sfida più importante è saper scegliere cosa è più giusto in luogo di ciò che è più facile. Per farlo continueremo a interpretare con lucidità i cambiamenti dello scenario internazionale, a promuovere soluzioni pragmatiche ed efficaci, difendendo i nostri valori e i nostri interessi. Continueremo, cioè, ad agire con realismo e determinazione, senza cedere alle semplificazioni, senza nascondere la realtà dei fatti, perché le decisioni più importanti per il futuro dell’Europa richiedono anzitutto il coraggio della verità”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, durante le comunicazioni alla Camera in vista del prossimo Consiglio europeo. “È con questa consapevolezza che parteciperemo al prossimo Consiglio europeo, non per inseguire il corso degli eventi, ma per contribuire a determinarlo – sottolinea la premier -. Questa, del resto, è la linea che abbiamo seguito finora, una linea fondata sulla chiarezza delle scelte, sulla serietà degli impegni assunti, sulla difesa dell’interesse nazionale nel quadro di una dimensione europea. Una strada che non promette scorciatoie, ma risultati e non cerca il consenso più facile, ma le decisioni più giuste. Ed è su questa strada ancora una volta che chiediamo il sostegno di questo Parlamento”.

Meloni: “Definiremo con l’Ue le misure finanziabili con la flessibilità”

“Con pragmatismo, nelle prossime settimane provvederemo a definire, in stretto raccordo con la Commissione europea, un paniere di misure finanziabili grazie alla flessibilità che abbiamo ottenuto. E questo consentirà, tra l’altro, di alleggerire il bilancio nazionale e di avere più risorse per sostenere le famiglie e le imprese in questa difficile congiuntura”. Lo ha detto la presidente del Consiglio.

“Non accetteremo bilancio Ue con risorse inferiori a fronte maggiori contributi”

“La novità del prossimo Consiglio è che per la prima volta si parlerà dei numeri del prossimo Qfp e quindi vale la pena di ribadire almeno tre concetti per noi fondamentali. Primo, non accetteremo un bilancio in conseguenza del quale a fronte di maggiori contributi l’Italia rischia di avere a disposizione risorse inferiori. Secondo, i cosiddetti rebates vanno eliminati. Se si arriverà a mantenere questo sistema anacronistico chiederemo che in qualità di terzo contributore netto al bilancio dell’Ue anche l’Italia goda dello stesso privilegio. Tre, chi vuole finanziare le nuove priorità tagliando le politiche tradizionali deve guardare altrove. Da parte nostra siamo pronti a investire su competitività e difesa, ma questo non si potrà fare a spese della PAC, della Pesca o della Coesione”. Così la premier.

“Ridicolo l’armamentario opposizione su governo illiberale”

(ansa)

“Ridicolo l’armamentario dell’opposizione sul governo illiberale”. “Questo governo non è contro lo stato di diritto, tutt’altro, sa però che nella civiltà occidentale il fondamento dello stato di diritto è l’uguaglianza di fronte alla legge: quindi il principio va rispettato alla stessa maniera da tutti, Commissione inclusa”, ha continuato, parlando delle “condizionalità legate al rispetto dello stato diritto”.
“Non è concepibile che un documento informale, come la relazione informale sullo stato di diritto, predisposto da funzionari in base ad articoli di giornale, non su istanze giurisdizionali, possa assumere carattere vincolante capace di bloccare senza contraddittorio l’erogazione dei fondi a uno stato membro – ha aggiunto -. E deve far riflettere che Paesi accusati di violare lo stato di diritto quando sono governati da maggioranze reputate sgradite, diventino poi di colpo pienamente in linea con i principi europei al cambio di governo, pur rimanendo inalterate le leggi che vengono contestate”. “Continueremo – ha concluso Meloni – a lavorare per correggere queste distorsioni perché sono lontane dall’idea di Europa che abbiamo in mente”.

“Possiamo investire 14 miliardi in tre anni per mitigare il caro energia”

“La possibilità di attivare su base volontaria la cosiddetta ‘National Escape Clause’ ci consentirà di investire 14 miliardi di euro, nei prossimi tre anni, per mitigare l’impatto dell’aumento dei prezzi dell’energia, che colpisce soprattutto le famiglie vulnerabili e le imprese energivore, ma più in generale tutti gli italiani”. Lo ha detto la presidente del Consiglio. “Si tratta di un risultato molto importante, che in parecchi consideravano impossibile, ma che abbiamo centrato, dimostrando la capacità dell’Italia di far valere in Europa i propri interessi, e di proporre soluzioni efficaci e di buon senso. Anche in questo caso – ha aggiunto – ho ascoltato polemiche surreali, spesso basate su affermazioni infondate, come accade spesso quando gli argomenti scarseggiano. La posizione del nostro governo su alcune misure del Green Deal è nota e non è mutata”.

“Finiti i tempi i cui l’Italia accoglieva più immigrati per avere flessibilità”

“Sono lontani i tempi in cui l’Italia per avere maggiore flessibilità di bilancio doveva dirsi favorevole a ricevere più immigrati illegali. Quelli erano altri tempi. Oggi c’è un governo che riesce a ottenere maggiore flessibilità mentre riesce ad ottenere una riduzione dell’80% degli immigrati illegali che sbarcano sulle coste italiane”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Meloni: “Con noi massimo storico elettricità prodotta da rinnovabili”

“Con il nostro governo abbiamo raggiunto il massimo storico di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili. Lo so, può dare fastidio. Peraltro ricordo che lunedì scorso la Commissione ha approvato ulteriori 23 miliardi di aiuti di stato a sostegno della produzione nazionale di energia elettrica da fonti rinnovabili. Si prevede che gli impianti aggiungeranno un totale di 37,15 GW di capacità di produzione di energia elettrica, un risultato che aumenterà del 48% l’attuale capacità di energia prodotta da fonti rinnovabili”. Così la premier.

Nucleare, Meloni: “E’ vera soluzione a nostra dipendenza energetica”

Il Governo ha varato “il disegno di legge delega sull’energia nucleare che riteniamo la vera soluzione alla nostra dipendenza energetica nel medio-lungo periodo”. Così la premier.

“Al summit Nato l’Italia con il 2,8% del Pil in spese per la difesa”

Sulla difesa “siamo pronti ad assumerci le nostre responsabilità e lo ribadiremo al vertice Nato, dove l’Italia si presenterà con il 2,8% del Pil investito in difesa e sicurezza. Segnalo un aumento dello 0,71%, garantito però soprattutto dalle spese legate alla sicurezza sul proprio territorio”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Iran. Meloni: negoziato fragile, sempre che sia ancora possibile

“Sul piano diplomatico continuiamo a sostenere l’altalenante dialogo tra Stati Uniti e Iran e l’importante opera di facilitazione svolta da diversi paesi, in particolare Qatar e Pakistan, nella consapevolezza che il negoziato resta fragile e che le questioni ancora aperte sono molteplici e complesse, sempre che un negoziato sia ancora possibile alla luce delle ultime notizie che conoscete anche voi”. Lo afferma la premier.

“Sì a sanzioni contro coloni e Ben Gvir, rispondiamo al mittente sue frasi”

“L’Italia intende sostenere misure contro coloro che come i coloni violenti fomentano l’odio e l’estremismo. Come il ministro Ben Gvir che abbiamo chiesto di sanzionare dopo l’inaccettabile comportamento nei confronti di cittadini italiani. Approfitto per rispedire al mittente le dichiarazioni che lo stesso ministro ha fatto, inaccettabili per l’Italia e poco dignitose per Israele”. Lo ha detto la presidente del Consiglio.

Libano, Meloni: “Chi colpisce Unifil colpisce la comunità internazionale”

“Ogni attacco contro Unifil, contro il suo personale, contro le sue basi, contro la libertà di movimento della missione è inaccettabile. Lo abbiamo condannato senza ambiguità e continueremo a farlo. La sicurezza dei caschi blu deve essere garantita da tutti gli attori sul terreno. Chi colpisce o minaccia Unifil non colpisce soltanto una missione delle Nazioni Unite, colpisce la comunità internazionale e uno dei pochi presidi che in questi anni hanno contribuito a evitare un conflitto ancora più ampio”. Così la premier.

Iran, Meloni: “Italia non è parte del conflitto e non intende diventarlo”

“Nel prossimo Consiglio Europeo si discuterà anche della crisi in Medio Oriente, che continua a destare enorme preoccupazione sotto il profilo umanitario, della sicurezza regionale e della stabilità economica globale. Le conseguenze di questa crisi incidono direttamente sugli equilibri internazionali, sulla libertà di navigazione, sui mercati energetici, sulle catene di approvvigionamento dai fertilizzanti alle materie prime critiche e quindi anche sulle economie europee, compresa quella italiana. Anche qui la nostra linea è la stessa fin dall’inizio, l’Italia non è parte del conflitto e non intende diventarlo”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, durante le comunicazioni alla Camera in vista del prossimo Consiglio europeo. “Il nostro obiettivo è che la guerra termini al più presto, che si eviti un ulteriore allargamento della crisi e che si creino le condizioni per riportare in confronto dentro un percorso politico e diplomatico – spiega la premier -. Chiaramente questo non significa restare fermi o ignorare le conseguenze che la crisi produce a livello globale e direttamente sui nostri interessi nazionali, significa al contrario muoversi con responsabilità, tutelando i cittadini italiani, le nostre imprese, i nostri militari presenti nell’area, la sicurezza degli approvvigionamenti e la libertà delle rotte commerciali”. “E qui voglio ribadire – aggiunge – che consideriamo inaccettabile qualsiasi tentativo di alterare unilateralmente le regole che garantiscono il libero transito attraverso lo Stretto, perché la libertà di navigazione è un bene comune mondiale e non può essere piegato a logiche di ricatto e perché consentire che qualcuno selezioni chi può e chi non può passare da uno snodo marittimo fondamentale significherebbe aprire il varco a un mondo nel quale le grandi rotte marittime diventano tutte strumenti di pressione politica, dico eccezionale militare. Quando accade a Hormuz, dunque, non riguarda soltanto Hormuz. Per questo è necessaria una risposta ferma, coordinata, responsabile della comunità internazionale nel suo insieme. Ed è la ragione per cui in questi mesi abbiamo lavorato in stretto coordinamento con i nostri principali partner europei e atlantici per valutare le opzioni necessarie a garantire la sicurezza della navigazione e la tutela delle rotte commerciali nell’area di Hormuz”.

“Iran, Ue sia pronta rafforzare pressione misure mirate”

“Lavorare perché la guerra” in Medio Oriente “finisca al più presto, mantenere aperto lo spazio della diplomazia e garantire la circolazione nello stretto di Hormuz”. Così la premier Giorgia Meloni. “L’Europa ha gli strumenti” per essere protagonista nella guerra “a partire dal regime sanzionatorio: se l’Iran continuerà a minacciare la libertà di navigazione di Hormuz l’Europa dovrà essere pronta ad aumentare la pressione attraverso misure mirate”, afferma la premier.

“Ucraina, è l’Ue a dover negoziare, nessuna delega a Usa”

“Dobbiamo contribuire a costruire le condizioni della pace, lavorando insieme ai nostri alleati a solide garanzie di sicurezza per l’Ucraina, una nuova architettura di sicurezza europea che possa assicurare stabilità nel lungo periodo, obiettivo per il quale è chiaramente indispensabile preservare l’unità euroatlantica, rafforzare il coordinamento tra Europa e Stati Uniti, sfida non sempre facile ma necessaria, solo che coordinamento non significa delega”. Così la premier, Giorgia Meloni.

“No a formati. Sì a figura che rappresenti Ue”

L’Unione europea deve guidare il dialogo tra Ucraina e Russia “e non subirlo. Occorre individuare chi possa rappresentare gli interessi europei al tavolo negoziale.
Nessun formato ha la legittimità di parlare a nome dell’Europa. Serve una figura autorevole”. Lo dice la premier Giorgia Meloni.

Linea Italia non cambia, sostegno a Kiev e pressione su Mosca”

La nostra solidarietà all’Ucraina resta piena, convinta, concreta. Sosteniamo attivamente la sua difesa, la resilienza del suo sistema energetico, la sicurezza dei suoi impianti nucleari, progetti per la ricostruzione. La nostra linea non cambia. Sostenere Kiev, mantenere la pressione su Mosca rappresentano ancora oggi, a nostro avviso, l’unico modo concreto di creare condizioni che possano costringere all’apertura di una seria stagione negoziale. Per questo sosteniamo il 20esimo pacchetto di sanzioni europee, perché fino a quando la Russia rifiuterà di cessate il fuoco e l’avvio di trattative reali, sarà necessario mantenere alta la pressione politica ed economica”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.

Meloni: “Conflitto in Ucraina supera oggi per durata Prima guerra mondiale”

“Il prossimo Consiglio Europeo si riunirà ancora una volta in una fase di trasformazioni profonde, di sfide complesse, dalla guerra in Ucraina, che proprio oggi supera per durata la Prima guerra mondiale, alla crisi in Medio Oriente, dalle tensioni che impattano sull’economia globale, alle esigenze di rafforzamento della sicurezza e della difesa comune, dalle iniziative necessarie a garantire competitività al nostro al nostro sistema produttivo, fino alle nuove emergenze sanitarie internazionali, l’Unione Europea è chiamata a dimostrare capacità di iniziativa, unità, visione strategica”.

Sui banchi del governo i vicepremier Salvini e Tajani

Sui banchi del governo sono presenti i vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani e, tra gli altri, i ministri Alessandro Giuli, Gilberto Pichetto Fratin, Giuseppe Valditara, Carlo Nordio, Marina Calderone, Andrea Abodi.

Sono iniziate nell’Aula della Camera le comunicazioni della premier Giorgia Meloni in vista del Consiglio europeo del 18 e 19 giugno

Dopo l’intervento di Meloni si svolgerà il dibattito. A seguire, le repliche della presidente del Consiglio, i pareri del governo sulle risoluzioni e, infine, le dichiarazioni di voto e il voto sui documenti presentati dai gruppi. Nel complesso l’Aula sarà impegnata per circa cinque ore. Nel pomeriggio Meloni svolgerà le comunicazioni al Senato.

Meloni arrivata alla Camera per comunicazioni in vista Consiglio europeo

La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è arrivata alla Camera per rendere le comunicazioni in vista della prossima riunione del Consiglio europeo in programma il 18 e 19 giugno a Bruxelles. Dopo l’intervento della premier si aprirà la discussione generale. Al termine prevista quindi la replica di Meloni e successivamente le dichiarazioni di voto con gli interventi, tra gli altri, della segretaria del Pd Elly Schlein, del presidente del M5s Giuseppe Conte e del deputato di Avs Angelo Bonelli.

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Violento incidente d'auto ieri sera per Pier Silvio Berlusconi, illeso

Violento incidente d’auto per Pier Silvio Berlusconi. L’imprenditore stava tornando a casa dal suo ufficio di Cologno Monzese mercoledì sera. Nonostante la forza dell’impatto, ne è uscito praticamente illeso, riportando solo lievi ferite. Le sue condizioni sono tali per cui oggi non risultano variazioni agli impegni previsti, a partire dalla celebrazione del terzo anniversario della scomparsa di suo padre, Silvio Berlusconi, in programma questa sera nella sede di Mediaset e che coinvolge tutti i collaboratori del Gruppo.

La dinamica

Intorno alle 21.30, mentre rientrava a casa dopo una giornata di lavoro, Berlusconi si trovava al volante della propria autovettura sulla provinciale tra Villasanta e Arcore. Procedeva in fila quando una vettura proveniente dalla corsia opposta ha perso il controllo in piena accelerazione, invadendo la carreggiata e finendo nel senso di marcia contrario. L’impatto, praticamente frontale, ha causato la distruzione della parte anteriore del veicolo e l’apertura di tutti gli airbag.

Nonostante la dinamica dello scontro, Pier Silvio Berlusconi, grazie alla cintura di sicurezza e ai sistemi di protezione della vettura, è uscito illeso dall’incidente. I soccorritori intervenuti sul posto lo hanno sottoposto ai primi controlli sanitari. Berlusconi avrebbe riportato soltanto lievi ferite.

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Inchiesta ponte sullo Stretto, pm: “Gli indagati tentarono di corrompere altri due giudici”

L’avvocato e l’imprenditore, indagati e perquisiti nell’ambito dell’inchiesta della procura di Roma sul Ponte sullo Stretto, tentarono di corrompere altri due magistrati contabili perché ritenuti utili agli interessi del gruppo per la realizzazione dell’opera. Tentativo andato fallito perché i due magistrati non hanno accettato gli inviti proposti.

Incarichi futuri in cambio di informazioni riservate

Lo stesso modus operandi che l’imprenditore Vincenzo Virgiglio e l’avvocato Giacomo Francesco Saccomanno avrebbero utilizzato, secondo l’accusa, con l’ex presidente aggiunto della Corte dei Conti Tommaso Miele, anche lui indagato, promettendogli il loro appoggio per ricoprire cariche in enti dopo il suo pensionamento, subordinandolo alla sua fattiva azione per il progetto con aggiornamenti sull’andamento della procedura condotta dalla Corte Contabile e rivelando informazioni riservate sugli orientamenti dei colleghi.

Nelle intercettazioni i racconti di Miele

Nel decreto viene citata ad esempio un’intercettazione del 31 ottobre 2025 in cui l’imprenditore Virgiglio riferisce all’avvocato Saccomanno le confidenze ricevute da Miele sullo svolgimento della camera di consiglio della Corte dei Conti: ‘Tommaso Miele mi diceva ieri hanno avuto una spaccatura interna pazzesca… e lui se n’è andato per non votare…’. In contemporanea Miele contatta l’imprenditore e gli racconta di avere evitato di partecipare a una manifestazione per non trovarsi in difficoltà davanti alla domande dei giornalisti sulla decisione della Corte, in quanto lui non era “assolutamente allineato a questi deficienti dei miei colleghi” e, al tempo stesso – come viene riportato nel decreto – non poteva esprimere la sua vicinanza di pensiero al gruppo politico favorevole al progetto Ponte (“i miei amici del governo a cominciare da Salvini …si sarebbero aspettati…una presa di distanza”) senza creare crisi istituzionali”.

Miele chiese a Virgiglio architetti per la casa del figlio

Il rapporto di vicinanza con Miele e l’imprenditore indagato è tale che il presidente si rivolge a lui “anche per individuare architetti di sua fiducia al fine di verificare la possibilità di preventivi di importo meno elevato per lavori di progettazione e ristrutturazione delle abitazioni dei figli”.

Il materiale sequestrato al vaglio degli investigatori

Ora tutto il materiale sequestrato nel corso delle perquisizioni da parte dei carabinieri del Ros, svolte a Roma, nella provincia di Reggio Calabria e in quella di Frosinone, dispositivi elettronici e documenti, verrà analizzato dagli investigatori e sottoposto all’attenzione dei pm della procura di Roma, coordinati dal procuratore aggiunto Giuseppe De Falco, che procedono per corruzione per l’esercizio della funzione, corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio, corruzione attiva da parte di pubblico ufficiale e rivelazione ed utilizzazione di segreti d’ufficio.

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Piacenza, influencer su OnlyFans evade al fisco 140mila euro

PIACENZA – Con un seguito da 150mila follower su Instagram e più di 1,6 milioni di ‘Mi Piace’ su Tiktok, in aggiunta a una presenza corposa su OnlyFans, una nota influencer e creatrice di contenuti residente nel piacentino ha intascato circa 140mila euro senza dichiararli. L’evasione è stata scoperta dalla Guardia di finanza di Piacenza.

I militari della tenenza di Fiorenzuola d’Arda hanno accertato che i proventi, derivanti principalmente da Onlyfans, tra abbonamenti e le cosiddette ‘mance’ degli utenti, non erano mai stati dichiarati al fisco. L’analisi dei flussi finanziari ha permesso di inquadrare i guadagni come redditi da lavoro autonomo non tassati.

L’influencer, come ricostruito dalle fiamme gialle, utilizzava i canali Instagram e TikTok principalmente per diffondere video di intrattenimento e fidelizzare la base di utenti. Con slogan a tema si promuoveva online risultando particolarmente attiva sul web, tanto da essere considerata dagli addetti ai lavori come una delle creator italiane più seguite, apprezzate e remunerative di Onlyfans.

Su questa piattaforma – che consente di monetizzare fotografie, video e contenuti esclusivi per adulti accessibili solo tramite abbonamento a pagamento – si concentrava il vero fulcro della sua attività economica e il suo giro d’affari. Oltre ai canoni di abbonamento, i finanzieri hanno documentato la percezione di diffuse donazioni in denaro, inviate direttamente dai numerosi estimatori per sostenere economicamente la creator. Queste transazioni, le ‘tips’ nel gergo di Onlyfans, venivano erogate dai follower a fondo perduto, cioè senza ricevere in cambio video o contenuti esclusivi.

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Guerra in Iran, le news. Attacchi Usa contro l’Iran, la risposta con raid su obiettivi americani nel Golfo

Dopo l’abbattimento dell’elicottero Apache, il presidente Usa Donald Trump ha chiesto “una risposta molto potente contro l’Iran”. Le forze americane hanno attaccato in diverse ondate delle aree con infrastrutture militari utili al controllo dello Stretto di Hormuz. Raid contro cui Teheran ha promesso una “risposta decisa”, che non si è fatta attendere: missili e droni sono stati lanciati nella notte su obiettivi statunitensi nel Golfo.

Incendio su petroliera nel Golfo, un ferito e 2 dispersi

Un incendio è scoppiato nella sala macchine di una petroliera a 20 miglia nautiche a nord-est di Sohar, in Oman. Lo ha riferito l’agenzia britannica per le operazioni marittime (Ukmto), precisando che risulta un ferito e due membri dell’equipaggio dispersi, ma nessun impatto ambientale.

Rezaei: “Da bugiardi Usa indagine su Apache in soli 2 giorni”

Ebrahim Rezaei, portavoce della commissione parlamentare per la Sicurezza nazionale iraniana, ha messo in dubbio l’accusa degli Stati Uniti secondo cui Teheran sarebbe responsabile dell’abbattimento dell’elicottero Apache. “In soli due giorni, il Pentagono e la Casa Bianca hanno concluso che l’incidente dell’elicottero nello Stretto di Hormuz sia opera dell’Iran”, ha affermato in un post su X. “Eppure sono trascorsi 102 giorni dal massacro della scuola di Minab e l’indagine sull’uccisione delle ragazze di Minab è ancora in corso. Quando si tratta di bambine innocenti, questi bugiardi alla Epstein diventano così smemorati. Vergognatevi”, ha deplorato Rezaei, riferendosi all’attacco alla scuola femminile che ha causato oltre 160 morti all’inizio dell’attacco Usa-Israele dello scorso 28 febbraio.

Iran: “Non esiteremo un istante a rispondere ogni volta lo riterremo necessario”

Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, ha affermato oggi che i messaggi contraddittori provenienti dagli Stati Uniti e le ripetute violazioni del cessate il fuoco hanno danneggiato il processo diplomatico. Lo riferisce Iran International. Baghaei ha affermato che le forze armate iraniane “non esiterebbero un istante” a rispondere ogniqualvolta lo ritenessero necessario. Ha aggiunto che i vari rami del governo sono pienamente coordinati e che ricorreranno alla diplomazia o alla forza militare per difendere il Paese.

Likud “smentisce” Trump, Netanyahu si candida elezioni

“Il primo ministro Netanyahu si candiderà alle prossime elezioni – e con l’aiuto di Dio vincerà”. Lo ha fatto sapere il suo partito, il Likud, dopo che nei giorni scorsi il presidente Usa Donald Trump aveva messo in dubbio la sua partecipazione alla prossima tornata elettorale. Lunedì, durante un’intervista all’emittente Abc, il capo della Casa Bianca, interpellato sul futuro dell’alleato, aveva risposto di non sapere se volesse continuare a fare il primo ministro. “Non lo so, ha avuto una carriera straordinaria”, aveva dichiarato Trump. “Vuole continuare? Perché è un primo ministro in tempo di guerra”.

Baqaei: “Attacchi Usa sono danno a sforzi diplomatici”

Con gli ultimi attacchi notturni contro obiettivi nel sud dell’Iran, gli Stati Uniti hanno danneggiato l’attuale sforzo diplomatico internazionale per porre fine alla guerra. Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri, Esmaeil Baqaei, in un videomessaggio diffuso dai media iraniani. “Purtroppo, gli Stati Uniti stanno danneggiando il processo diplomatico in corso con i messaggi contraddittori che inviano, i loro ripetuti cambiamenti di posizione e di richieste e, peggio ancora, con le ripetute violazioni del cessate il fuoco”, ha affermato Baqaei. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano ha fatto riferimento inoltre “ad azioni illegali sul terreno con l’uso della forza”, sottolineando che il processo diplomatico non si svolge nel vuoto e che è necessario un minimo di spazio adeguato affinchè qualsiasi negoziato possa procedere. Il portavoce del ministero degli Esteri della Repubblica Islamica dell’Iran ha anche affermato che Israele sta danneggiando il processo con “ripetute violazioni del cessate il fuoco” in Libano.

Bahrein: “Teheran prende deliberatamente di mira i civili”

La Repubblica Islamica prende di mira deliberatamente i civili con missili e droni. A denunciarlo è il comando generale delle Forze di difesa del Bahrein (Bdf) affermando che il governo iraniano ha continuato il suo “approccio ostile” e ha preso di mira “deliberatamente” i civili del Paese con missili e droni. “L’uso deliberato di missili e droni per colpire civili e proprietà private costituisce una chiara violazione del diritto internazionale umanitario”, afferma la dichiarazione. I sistemi di difesa aerea del Bahrein hanno risposto a questi attacchi con un elevato livello di prontezza operativa, intercettando e distruggendo numerosi raid aerei iraniani, conclude la nota ufficiale. Il comando generale delle Forze di difesa del Bahrein ha sottolineato che tutte le unità e gli armamenti di questa forza sono “al massimo livello di prontezza operativa per proteggere il Paese”. Il comando ha inoltre espresso orgoglio per la prontezza operativa e la vigilanza delle sue forze nell’adempimento del dovere nazionale di difendere il Paese.

Media, esplosione vicino all’isola di Qeshm

Un’esplosione è stata udita nei pressi dell’isola di Qeshm. Lo ha riferito l’agenzia di stampa iraniana Mehr che cita fonti locali. Secondo il rapporto, la natura esatta del suono è sconosciuta così come l’entità di eventuali danni. Data la sua intensità, ha precisato Mehr, la fonte dell’esplosione potrebbe essere stata localizzata relativamente lontano da Qeshm o correlata a movimenti nello Stretto di Hormuz. L’isola di Qeshm si trova nello Stretto di Hormuz ed è separata dalla terraferma iraniana dallo Stretto di Clarence.

Tajani: “Vogliamo sanzioni a Ben-Gvir, infantile e provocatorio”

“Vogliamo che vengano inflitte sanzioni a Ben-Gvir”, cercando di “superare l’ostacolo di qualche Paese che si oppone”. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri Antonio Tajani, ribadendo la condanna delle parole “infantili e provocatorie” da parte del ministro per la Sicurezza nazionale israeliano, che “non è degno di rappresentare un Paese come Israele”. “Per questo noi già avevamo chiesto all’Unione Europea di avviare un procedimento per infliggere sanzioni a questo ministro che aveva avuto un comportamento indegno, con la violazione dei diritti umani” nei confronti degli attivisti della Flotilla.

Mosca, in Medio Oriente “le parti tornino alla diplomazia”

La Russia auspica che le parti impegnate nel conflitto in Medio Oriente tornino “il prima possibile” al “percorso politico e diplomatico”. Lo ha detto la portavoce del ministero degli Esteri, Maria Zakharova, citata dalla Tass.

Nyt, da Witkoff messaggi de-escalation a Teheran

L’inviato speciale statunitense Steve Witkoff ha utilizzato il suo canale di comunicazione con il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi per trasmettere messaggi di de-escalation a Teheran. Lo riferisce il New York Times, che cita due funzionari statunitensi. I messaggi sarebbero stati trasmessi nella notte tra domenica e lunedì, dopo i raid di Israele a Beirut e il successivo attacco dell’Iran quale rappresaglia. Secondo il Nyt, Witkoff ha esortato l’Iran a evitare un’ulteriore escalation dopo gli attacchi missilistici contro Israele, una mossa che, secondo il giornale, ha contribuito all’annuncio iraniano di lunedì di voler interrompere gli attacchi contro Israele. Il quotidiano afferma inoltre che l’annuncio del presidente Donald Trump sulla cessazione degli scambi di fuoco tra Israele e Iran è seguito ai precedenti sforzi diplomatici di Witkoff.

Pasdaran: “Distrutti in Giordania hangar caccia e centro di comando Usa”

Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno annunciato che le loro Forze Aerospaziali hanno lanciato missili a lungo raggio a propellente solido contro una base aerea in Giordania, che ospita personale militare degli Stati Uniti. Secondo quanto riportato nel comunicato ripreso da Al Jazeera, i missili dei pasdaran hanno colpito e distrutto quattro obiettivi nella base, tra cui gli hangar dei caccia Usa F-35 e un centro di comando e controllo.

Scontro a fuoco tra nave cargo e uomini armati a largo Yemen

Le guardie a bordo di una nave cargo al largo delle coste dello Yemen, nel Golfo di Aden, hanno ingaggiato uno scontro a fuoco con uomini armati a bordo di una piccola imbarcazione. Il centro Operazioni commerciali marittime del Regno Unito dell’esercito britannico ha dichiarato che le guardie sono riuscite a respingere gli uomini armati. Nessun gruppo ha rivendicato immediatamente la responsabilità dell’attacco.

Araghchi: “L’Iran si riserva il diritto di rispondere agli attacchi statunitensi”

“Teheran condanna i nuovi attacchi militari statunitensi contro l’Iran meridionale, in quanto violazione della sua sovranità nazionale e integrità territoriale”, ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, sottolineando: “L’Iran si riserva il diritto intrinseco all’autodifesa e alla legittima risposta di rappresaglia contro gli attacchi”. Secondo Mehr, Araghchi avrebbe rilasciato queste dichiarazioni in conversazioni telefoniche separate con il suo omologo turco Hakan Fidan e con il ministro degli Esteri saudita, il principe Faisal bin Farhan, nelle prime ore di oggi.

Pasdaran, colpiti 21 obiettivi militari Usa nella regione

Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno dichiarato di aver colpito 21 obiettivi in basi aeree e navali degli Stati Uniti nella regione, nell’ambito delle loro operazioni di rappresaglia. In note separate diffuse da vari media affiliati allo Stato, i pasdaran hanno affermato di aver preso di mira la base aerea statunitense di Ali Al Salem in Kuwait, la base aerea di Al Azraq in Giordania e la Quinta Flotta statunitense in Bahrein.

Pasdaran, abbattuto drone Usa

Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno dichiarato che la loro difesa aerea ha abbattuto un drone degli Stati Uniti MQ-9 durante gli scontri aerei intorno allo Stretto di Hormuz. Secondo i Pasdaran, il drone si stava avvicinando alla zona di combattimento dallo spazio aereo settentrionale del Golfo quando è stato preso di mira e distrutto sopra la contea di Jam, nella provincia di Bushehr. Il comunicato, riportato da Iran International afferma che l’MQ-9 aveva intenzione di “avvicinarsi e intervenire sul campo di battaglia”.

Iran: Paesi Golfo non diano a Usa basi per attaccare

L’Iran ha chiesto ai paesi del Golfo Persico di impedire a Stati Uniti e Israele di usare il loro territorio per attaccarlo. In una nota, il ministero degli Esteri ha fatto un richiamo alla “responsabilità legale e morale di tutti i Paesi della regione, in particolare quelli situati nella parte meridionale del Golfo Persico, affinché impediscano alle forze statunitensi e al ‘regime sionista”, l’uso dei loro territori e delle loro capacità per pianificare, organizzare e compiere azioni ostili contro l’Iran”.

Teheran: “Usa violano la carta Onu. Pronti a colpire le loro basi”

L’Iran ha condannato l’attacco notturno degli Stati Uniti e minacciato di tornare a colpire le basi americane in tutto il Golfo Persico. “Questi bombardamenti rappresentano una violazione manifesta della Carta delle Nazioni Unite”, si legge in un comunicato del ministero degli Esteri, e “con tali azioni aggressive, il governo degli Stati Uniti ha dimostrato ancora una volta la propria natura ostile e incline alla guerra”. Per questo, “esercitando il diritto legittimo alla difesa”, le forze iraniane “hanno colpito duramente le basi e gli asset militari statunitensi nella regione da cui erano partite le aggressioni”. Il ministero, prosegue la nota, avverte che l’Iran, “nell’esercizio del proprio diritto alla legittima difesa, non esiterà a prendere di mira basi e le strutture logistiche impiegate per sostenere e attuare attività aggressive contro l’Iran”. Teheran, poi, sottolinea “la responsabilità delle Nazioni Unite, in particolare del Consiglio di Sicurezza, nel mantenere la pace e la sicurezza internazionale, e nel chiamare gli autori di tali atti aggressivi a risponderne”.

Attacchi di Teheran anche contro Bahrein e Kuwait

L’Iran ha lanciato attacchi anche contro obiettivi in Bahrein e Kuwait. Entrambi i paesi hanno attivato gli allarmi e messo in azione le difese aeree in risposta.

Giordania, intercettati cinque missili

La Giordania ha dichiarato di aver abbattuto cinque missili lanciati dall’Iran contro un’area che ospita una base aerea delle forze statunitensi. Teheran ha dichiarato di aver preso di mira la base aerea di Muwaffaq Salti che caccia americani F-35 e altri velivoli. L’agenzia di stampa statale giordana Petra ha riportato che non ci sono stati feriti nell’attacco e che gli artificieri hanno esaminato i detriti delle missili intercettati.

Contraerea Kuwait in azione, udite esplosioni

I sistemi di difesa aerea kuwaitiani sono stati attivati contro “obiettivi ostili”. Lo ha annunciato lo stato maggiore dell’esercito in un post su X. Media della regione hanno riferito di diverse esplosioni in Kuwait.

Pasdaran: “Finita la nostra operazione di rappresaglia”

I Guardiani della rivoluzione hanno annunciato di avere portato a termine la loro rappresaglia per gli attacchi americani di questa notte. “A seguito dell’operazione di successo condotta dalla Marina del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, che ha colpito 21 obiettivi nelle basi aeree e navali statunitensi nella regione e abbattuto un drone MQ9 sopra la contea di Jam, e in risposta alla continua aggressione del nemico, l’operazione di rappresaglia è stata completata”, si legge in una nota divulgata dall’agenzia Tasnim. “Le nostre forze sono pronte a dare una risposta schiacciante e decisiva a qualsiasi ulteriore aggressione nemica, e le conseguenze di qualsiasi atto del genere saranno a carico del nemico americano”, avvertono i Pasdaran.

Pasdaran: colpita base americana al-Azraq in Giordania

La base americana di Al-Azraq inGiordania è stata colpita da un attacco missilistico iraniano. Lo riferisco i media iraniani citando un annuncio dei Pasdaran.

Usa, conclusi gli attacchi contro l’Iran nei pressi di Hormuz

Gli Stati Uniti hanno concluso gli attacchi contro l’Iran in risposta all’abbattimento dell’elicottero americano da parte delle forze di Teheran. Lo ha annunciato il Comando centrale americano su X precisando che i raid hanno colpito sistemi di difesa aerea, stazioni di controllo a terra e siti radar di sorveglianza iraniani nei pressi dello Stretto di Hormuz, impiegando munizioni di precisione lanciate da caccia dell’aeronautica e della marina Usa.

Pasdaran: attacchi devastanti se Usa non si fermano

I Pasdaran hanno avvertito di attacchi ancora più pesanti contro basi americane nel Golfo Persico se gli Stati Uniti non interromperanno i bombardamenti in corso da ore. “Il criminale Esercito statunitense deve sapere che, in caso di una ripetuta aggressione contro la Repubblica Islamica dell’Iran, saranno sferrati attacchi devastanti e più estesi contro una serie di obiettivi designati nella regione”, si legge nella nota con cui i Guardiani della rivoluzione hanno annunciato un raid sulla Quinta flotta Usa nel Bahrein.

Pasdaran: attaccata con droni Quinta flotta in Bahrein

I Pasdaran hanno annunciato di avere sferrato un attacco alla base della Quinta flotta americana in Bahrein, dopo i bombardamenti delle forze Usa lanciati per rappresaglia contro l’abbattimento di un elicottero Apache. “In risposta a questo atto ostile, le forze navali del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche hanno sferrato un attacco con droni contro la Quinta flotta del Bahrein alle 2:30 del mattino”, si legge in una nota riportata dall tv di Stato. “Le valorose guardie della nazione iraniana stanno rispondendo alle aggressioni del nemico. Se questa malvagità dovesse continuare, sono in arrivo risposte più pesanti”, hanno avvertito i Pasdaran.

Pasdaran: “Dai negoziatori richiesta di non dare risposta agli attacchi”

I negoziatori iraniani stano bloccando una risposta schiacciante delle forze iraniane all’attacco degli Stati Uniti, nonostante le pressioni dei Guardiani della rivoluzione. A riferirlo sono stati i Pasdaran in post sui loro canali social. La richiesta di non attaccare le basi americane sarebbe arrivata da Donald Trump attraverso i mediatori delle trattative. “Il Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale ha acconsentito alla richiesta della squadra di negoziati e ha impedito la risposta militare al nemico”, si legge.

Media, terza ondata di attacchi Usa

Le forze americane hanno lanciato una terza ondata di attacchi aerei sull’Iran, per rappresaglia contro l’abbattimento di un elicottero Apache. Lo riporta Axios citando fonti dell’amministrazione Usa.

Udite esplosioni a Bandar Abbas

Diverse esplosioni sono state udite nella città portuale di Bandar Abbas, sullo stretto di Hormuz, dopo che gli Stati Uniti hanno lanciato la seconda ondata di attacchi contro l’Iran. Lo ha riferito l’agenzia iraniana Tasnim.

Media, l’Iran ha lanciato missili e droni su obiettivi Usa in Golfo

L’Iran ha lanciato missili e droni verso obiettivi statunitensi nel Golfo Persico. Lo ha riferito il Corpo delle guardie rivoluzionarie islamiche in un post di Telegram. L’agenzia Fars ha mostrato immagini di un drone in volo sull’Iraq “diretto verso i suoi obbiettivi”.

Axios, seconda ondata attacchi mirati Usa su contraerea

Gli Stati Uniti hanno lanciato una seconda ondata di attacchi mirati sull’Iran, con obiettivo i sistemi di difesa aerea e i radar. Lo hanno riferito fonti statunitensi ad Axios.

Media, diverse esplosioni a Jask

Diverse esplosioni sono state udite a Jask, nella provincia dell’Hormozgan, intorno alle 2:35 ora locale, l’1:05 in Italia. Lo ha riferito la televisione iraniana Irib. Jask, nel Golfo di Oman, ospita una base navale iraniana.

Gruppo hacker Handala: “Trasmesse ai Pasdaran le coordinate delle basi Usa”

Il gruppo hacker iraniano Handala ha riferito di avere trasmesso ai Pasdaran “le coordinate di tutte le forze militari terroristiche statunitensi nei paesi del Golfo”. Lo riporta l’agenzia iraniana Fars. “Presto darete il benvenuto ai droni Shahed-136”, ha minacciato il gruppo.

Media: attacchi Usa hanno colpito basi navali, sistemi radar e artiglieria

Gli attacchi aerei americani hanno colpito basi militari e navali, impianti radar e batterie di artiglieria in cinque località lungo la costa meridionale dell’Iran. Lo riferiscono funzionari iraniani al New York Times.
In particolare, i raid Usa avrebbero colpito basi navali a Sirik e Jask, sistemi di difesa aerea a Bandar Abbas e batterie missilistiche a Qeshm.

Massima allerta in basi Usa nel Golfo

Dopo l’attacco americano nel sud dell’Iran, è stato dichiarato il massimo livello di allerta nelle basi statunitensi in Kuwait, Bahrein, Emirati Arabi Uniti e Qatar. Lo riferiscono i media iraniani.

Araghchi: “Usa mettono alla prova la nostra determinazione. Iran non lascerà impunito l’attacco”

“Nonostante le sconfitte sul campo di battaglia, gli Stati Uniti hanno scelto di mettere alla prova la propria determinazione. Le nostre potenti forze armate non lasceranno impunito alcun attacco o minaccia. Se volete essere al sicuro, lasciate la nostra regione. La storia del Golfo Persico è ricca di capitoli che narrano le tragiche sorti degli stranieri che si sono intromessi”. Lo scrive il ministro degli esteri iraniano Araghchi su X.

Usa: “Attacchi in Iran sono un avvertimento. Nessun ostacolo ai negoziati”

Gli attacchi di questa notte nel sud dell’Iran sono “un avvertimento” e “gli Stati Uniti ritengono che non ostacoleranno i negoziati per mettere fine alla guerra”. Lo ha riferito un funzionario dell’amministrazione Usa alla Cnn.

Media Pasdaran smentisce attacco su Minab

L’agenzia di stampa dei Pasdaran ha smentito che vi sia stato un attacco su Minab. Lo riferisce la tv di Stato. Secondo il governatore locale, Mohammad Radmehr, governatore di Minab, risulta che finora non sia stato segnalato alcun bombardamento sulla città.

Axios: raid Usa hanno preso di mira sistemi iraniani intorno a Hormuz

I raid Usa hanno preso di mira diversi sistema di difesa aerea iraniani e sistemi radar intorno allo Stretto di Hormuz. E’ quanto riferisce su ‘X’ Barak Ravid di Axios che cita un funzionario statunitense.

Trump: “Voglio una risposta molto potente contro l’Iran”

La risposta degli Stati Uniti all’abbattimento di un elicottero americano deve essere “molto forte, molto potente”. Lo ha assicurato il presidente americano, Donald Trump, in un’intervista rilasciata all’Abc poco prima che gli Stati Uniti annunciassero di aver sferrato raid contro l’Iran.

In corso attacchi Usa, Teheran promette risposta ‘decisa’

L’Iran ha promesso una risposta “decisa” agli attacchi statunitensi in corso. Lo riferisce l’agenzia Mehr. Resoconti non ancora confermati apparsi sui media riferiscono che i raid statunitensi hanno colpito Minab, le basi navali di Sirik e Jask, una postazione della contraerea a Bandar Abbas e il porto di Qeshm, ovvero aree con infrastrutture militari utili al controllo dello Stretto di Hormuz.

Media iraniani, esplosioni nella provincia di Hormozgan

L’agenzia di stampa iraniana Fars riferisce di diverse esplosioni udite nelle zone orientali della provincia di Hormozgan, tra cui Kuhistak, Sirik e Minab. Le fonti hanno anche segnalato attività di difesa aerea in alcune parti della provincia. In precedenza, il Comando Centrale degli Stati Uniti aveva dichiarato che le sue forze avevano “iniziato a lanciare attacchi di autodifesa contro l’Iran”.

Media, udite esplosioni a Sirik, Jask e isola Qeshm

L’agenzia di stampa iraniana Mehr riferisce di esplosioni udite sull’isola di Qeshm, nella città portuale di Jask e in quella di Sirik. La notizia giunge dopo che il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha annunciato di avere lanciato una serie di attacchi contro l’Iran in risposta all’abbattimento di un elicottero statunitense Apache nei pressi dello Stretto di Hormuz.

In corso attacchi Usa contro l’Iran: “Risposta abbattimento Apache”

“Le forze del Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) hanno iniziato a lanciare colpi di autodifesa contro l’Iran su indicazione del comandante in capo, in risposta all’abbattimento di ieri di un elicottero Apache dell’esercito Usai. La missione è una risposta proporzionata all’aggressione iraniana ingiustificata”. Lo si legge sull’account X del Centcom.


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È morta Patrizia Caselli, conduttrice e showgirl. Aveva 66 anni

È morta, ieri a Milano, a 66 anni Patrizia Caselli, attrice, conduttrice televisiva, showgirl e cantante. La notizia è stata attraverso i suoi profili social che si stanno riempiendo di pensieri e ricordi. Nata a Udine il 13 maggio 1960, era da tempo malata: nel giugno 2024 aveva rivelato di avere “un tumore al terzo stadio. Mi fa paura” aveva raccontato.

Con Walter Chiari

Con Walter Chiari 

Il debutto con Nanni Loy e l’amore con Walter Chiari

Volto noto della tv degli anni Ottanta e Novanta, Caselli aveva iniziato la sua carriera giovanissima, lavorando anche con Nanni Loy. Si era poi affermata nelle televisioni private – Antennatre e Telealtomilanese – come showgirl e conduttrice, spesso al fianco di Walter Chiari, con cui ebbe una lunga relazione durata fino al 1987. Del rapporto con l’attore, molto tormentato, aveva raccontato in tv con ironia. “Era una vita sorprendente con lui – ha detto – uscivi per andare a cena e ti ritrovavi a casa di Barilla e di Marta Marzotto. Alida Chelli raccontava sempre un aneddoto che Walter se la dimenticò in un autogrill a Verona per cui io tutte le volte che andavamo a Cortina avevo un terrore di scendere dalla macchina per fermarmi all’autogrill. Non sapevi mai cosa sarebbe potuto accadere con lui”.

Musica e teatro ma il successo arriva con la tv

Negli stessi anni si era cimentata anche nella musica, incidendo diversi 45 giri, e nel teatro, recitando in Hai mai provato con l’acqua calda? con Chiari e Ivana Monti, e nella riedizione di Mi è caduta una ragazza nel piatto con Domenico Modugno. Aveva debuttato in Rai nel 1987 nel varietà estivo di Rai2 Bella d’estate, sempre al fianco di Walter Chiari, successivamente aveva fatto parte del cast di Chi tiriamo in ballo?, sempre su Rai2, condotto da Gigi Sabani. Negli anni Novanta Caselli divenne il volto del contenitore pomeridiano di cronaca Detto tra noi, condotto con Piero Vigorelli: tre edizioni fino al 1994, anno in cui il programma si trasformò in La vita in diretta. Nel 1993 condusse anche il gioco del mezzogiorno Se fosse…, già portato al successo da Raffaella Carrà.

Con Giucas Casella

Con Giucas Casella 

La scelta di lasciare la tv per seguire Craxi a Hammamet

Dopo il 1994 lasciò la televisione per seguire Bettino Craxi ad Hammamet, al quale fu legata sentimentalmente per nove anni, fino alla morte dell’ex presidente del Consiglio nel 2000. “Gli sono rimasta accanto sempre”, aveva raccontato ricordando i giorni più difficili dello scandalo Mani Pulite. Dopo la scomparsa di Craxi aveva sposato il medico Alberto Bossi, con cui aveva adottato un figlio, François. E proprio al figlio era andato il primo pensiero quando aveva avuto la diagnosi del tumore: “Non sono pronta a lasciarlo” aveva detto. Negli anni Duemila era tornata sporadicamente sul set, recitando nei film La fabbrica del vapore (2000) di Ettore Pasculli e Dentro la città (2004) di Andrea Costantini.

(ansa)

I funerali di Patrizia Caselli si terranno nel capoluogo lombardo venerdì 12 giugno alle 14:45 nella chiesa di Gesù del Buon Pastore, Via Sebastiano Caboto 2.

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