Bordighera,“foto e video di Beatrice non sono stati trovati sul cellulare di Iannuzzi, ma di Aiello”

«Se il nostro cliente verrà giudicato responsabile dovrà pagare, questo è certo. Ma al momento è un fatto che le foto di Beatrice e i video finiti agli atti, non siano stati trovati sui telefoni sequestrati soltanto lo scorso 30 maggio a Emanuel Iannuzzi, ma sui cellulari della madre Emanuela Aiello, acquisiti a febbraio».

L’avvocata Maria Gioffré, che insieme al collega Cristian Urbini difende il 42enne accusato di maltrattamenti aggravati dalla morte della bambina di due anni, spiega di «voler solo chiarire che quella ormai nota come la “galleria degli orrori” non è riconducibile ai telefoni di Iannuzzi, nonostante sia stato così riferito subito dopo l’arresto», con riferimento in particolare alla conferenza stampa convocata dal procuratore capo di Imperia Alberto Lari.

Negli atti dell’indagine, a partire dalla richiesta di ordinanza di misura cautelare poi accolta dal gip, è specificato che i cellulari sequestrati sono due. Per quanto riguarda il primo, «l’utilizzatore principale del telefono cellulare è Aiello Emanuela ma, di fatto, in alcune circostanze era in uso» alla sorella maggiore di Beatrice. L’altro «era utilizzato principalmente dalla stessa minorenne «ma anche da Aiello Emanuela».

La stessa pm Veronica Meglio scrive che «particolarmente rilevanti sono le fotografie che la sorella maggiore ha scattato alla sorella Beatrice che venivano poi trasmesse alla madre, dalla cui visione emerge che Aiello Beatrice ininterrottamente tra il 31 dicembre 2025 e il 3 febbraio 2026 riportava gravi ecchimosi sul volto».

Da qui l’agghiacciante conclusione: «Ciononostante, né la madre, né gli altri familiari e, in particolare, i nonni materni facevano nulla per sottoporla ai dovuti e necessari soccorsi».

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