Previsioni meteo, dopo gli ultimi temporali al Nord, si prepara la prima ondata di caldo di giugno

Nel corso di mercoledì 10 giugno parte del nostro Paese si troverà ancora a fare i conti con temporali, localmente anche intensi, a causa del passaggio di un fronte instabile in discesa dal Nord Europa. Tuttavia, dal prossimo weekend è attesa una svolta con l’arrivo della prima e seria ondata di caldo di giugno.

Veloce fase di maltempo

Mattia Gussoni, meteorologo de iLMeteo.it, conferma che nel corso di mercoledì 10 giugno il passaggio di un fronte instabile, collegato ad un profondo ciclone presente sulle Isole Britanniche, provocherà una veloce fase di maltempo. Proprio dall’interazione tra masse d’aria completamente diverse (l’aria fresca in discesa dal Nord Europa e il caldo preesistente sul bacino del Mediterraneo) e della tanta energia potenziale in gioco nella bassa atmosfera accumulata nei giorni scorsi aumenterà sensibilmente il rischio di locali grandinate e forti raffiche di vento. Le zone maggiormente a rischio saranno dapprima i settori di Alpi e Prealpi, con i fenomeni che si estenderanno poi rapidamente anche alle pianure di Piemonte, Lombardia, Veneto e Friuli Venezia Giulia. Sul resto dell’Italia avremo invece condizioni decisamente più stabili e soleggiate grazie alla protezione offerta dal campo di alta pressione. Qualche rovescio di pioggia potrà interessare parte dei settori adriatici durante la giornata di giovedì 11.

Weekend con ondata di caldo

Veniamo ora alla svolta attesa a livello emisferico a partire dal prossimo fine settimana. Già da sabato 13 assisteremo infatti ad una decisa rimonta dell’anticiclone subtropicale sul bacino del Mediterraneo. Questa vasta area di alta pressione, in espansione dal Nord Africa, non si limiterà a spazzare via l’instabilità garantendo il ritorno del sole, ma innescherà la prima vera ondata di caldo di giugno. L’impennata dei termometri sarà provocata da un doppio fattore: da un lato il richiamo diretto di calde masse d’aria di origine sahariana, dall’altro il fenomeno atmosferico della “subsidenza”, ovvero un lento schiacciamento dell’aria dall’alto verso il basso che, comprimendosi verso il suolo, si surriscalda ulteriormente. Questa dinamica agirà come una vera e propria cappa, facendo schizzare le temperature su valori ben oltre le medie climatiche.

Da domenica sono previste punte massime intorno ai 30-31°C sulle pianure del Nord mentre al Centro Sud e sulle due Isole Maggiori sfioreremo i 34°C durante le ore più calde pomeridiane.

NEL DETTAGLIO

Mercoledì 10. Al Nord: instabile con temporali, forti sul Triveneto. Al Centro: sereno con velature. Al Sud: sereno o poco nuvoloso.

Giovedì 11. Al Nord: temporali in Emilia Romagna. Al Centro: locali piogge su settori adriatici, sole altrove. Al Sud: sole e più caldo.

Venerdì 12. Al Nord: soleggiato, temperature in aumento. Al Centro: sole prevalente. Al Sud: sole prevalente.

Tendenza: alta pressione subtropicale in deciso rinforzo, caldo e sole su tutta Italia

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Luca Parmitano farà parte dell’equipaggio della missione Artemis III: “Sono onorato”

L’astronauta italiano Luca Parmitano parteciperà alla missione Artemis III. Lo ha annunciato la Nasa durante un evento trasmesso in diretta sul suo sito. L’equipaggio, composto da 4 astronauti, metterà alla prova le capacità fondamentali di attracco tra Orion e i sistemi commerciali di atterraggio con equipaggio umano: passi fondamentali per portare gli astronauti sulla superficie lunare e rendere possibili future missioni sulla Luna.

“L’Esa è la launch tower”

“Mi scuso in anticipo se mi emozionerò. Sono onorato. Per un lancio spaziale servono tante componenti. Per me la piattaforma di lancio è l’Italia, il nostro sistema educativo. L’aeronautica italiana mi mi ha dato gli strumenti professionali necessari”, ha detto Parmitano all’annuncio. L’Asi, l’agenzia spaziale italiana, continua Parmitano, “mi ha dato il primo volo per mettere alla prova quelle skill. L’Esa per me è come la launch tower. Connette mondi diversi, costruendo ponti e connessioni per elevare individui per raggiungere il loro potenziale. Il razzo è la Nasa, che mi ha permesso di essere parte di questo gruppo incredibile di persone. Il carburante è proprio qui: Maia, Sara, Marta, tutta la mia famiglia nel pubblico, voi siete l’energia che alimenta la mia anima e il vostro amore è la scintilla”, ha detto commuovendosi Parmitano, che sarà l’unico europeo a partecipare alla missione Artemis III della Nasa.

Luca Parmitano 

Luca Parmitano 

 

L’addestramento

La missione sarà infatti comandata dall’astronauta della Nasa Randy Bresnik. Parmitano, per l’Agenzia Spaziale Europea, sarà il pilota. Gli astronauti della Nasa Andre Douglas e Frank Rubio saranno specialisti di missione. Un quarto astronauta della Nasa, Bob Hines, sarà membro di riserva. L’equipaggio inizierà immediatamente l’addestramento sui sistemi della navicella spaziale Orion e assisterà nello sviluppo e nelle operazioni delle versioni di prova dei lander di Blue Origin e SpaceX.

La prima volta di un astronauta Esa

È la prima volta che un astronauta dell’Esa viene assegnato a una missione Artemis. “Artemis III spingerà al limite le operazioni spaziali in orbita. L’assegnazione di Luca come pilota riflette la profonda competenza europea nel volo spaziale umano e si basa sulla sua vasta esperienza operativa in situazioni di alta pressione”, ha dichiarato Josef Aschbacher, direttore generale dell’Agenzia Spaziale Europea. “Allo stesso tempo, il modulo di servizio europeo dell’Esa fornirà ancora una volta le capacità critiche che alimentano Orion, dimostrando il ruolo fondamentale dell’Europa nel cuore stesso del programma. La notizia di oggi da Houston è un importante riconoscimento del ruolo dell’Esa nel consentire il ritorno dell’umanità sulla Luna e un passo avanti fondamentale nella nostra partnership con la Nasa. Gli europei possono essere orgogliosi di far parte di questo entusiasmante viaggio.”

I test nel 2027

La missione effettuerà una serie di test impegnativi in orbita terrestre nel 2027, essenziali per Artemis IV, la prima missione con equipaggio prevista al Polo Sud lunare nel 2028. Durante Artemis III, il razzo SLS (Space Launch System) lancerà la navicella Orion e il suo equipaggio dal Kennedy Space Center della Nasa in Florida verso l’orbita terrestre bassa. Dopo i controlli dei sistemi di Orion, la navicella dimostrerà per la prima volta le capacità di rendez vous e attracco con le versioni di prova di uno o entrambi i sistemi di atterraggio lunare commerciali americani sviluppati da Blue Origin e SpaceX. Prevede una campagna di lanci multipli dei razzi più potenti al mondo, per testare il sistema integrato tra Orion e i lander, comprese le interfacce di sistema, il software, la propulsione e le comunicazioni.

“Un altro passo verso il ritorno sulla Luna”

“Oggi compiamo un altro audace passo verso il ritorno dell’umanità sulla Luna, basandoci sulle straordinarie fondamenta gettate dagli astronauti di Artemis II”, ha dichiarato l’amministratore della Nasa Jared Isaacman.”Le loro imprese hanno riacceso l’entusiasmo globale per l’esplorazione e ora passano il testimone al team di Artemis III, composto da Randy, Luca, Frank e Andre. Artemis III dimostrerà la potenza dell’innovazione americana e della collaborazione internazionale, mentre testeremo complesse operazioni di rendez vous e attracco e faremo progredire le tecnologie che un giorno ci porteranno più in profondità nel sistema solare. Questa missione richiederà il coordinamento più impressionante di lanci di razzi vettori pesanti della storia, attingendo al talento e alle capacità di team provenienti da tutto il governo e dalla comunità spaziale. Gli astronauti di Artemis III, insieme all’Esa e ai nostri partner internazionali, e alle decine di migliaia di tra i migliori e più brillanti talenti dell’agenzia e dell’industria, stanno inaugurando una nuova Età dell’Oro dell’esplorazione, portando avanti le speranze e i sogni della prossima generazione, proprio come gli astronauti dell’Apollo hanno fatto per molti di noi”.

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Tifoso della Juve ferito, torna a casa: “Sono vivo, ma non siamo in Champions”

«Sto bene, a parte un leggero mal di testa: sono felice di essere fuori». Sorride Marco Basoccu mentre esce dall’ospedale Molinette sulle sue gambe, oltre due settimane dopo gli scontri prima del derby tra Torino e Juventus, quando è stato ferito gravement intorno alle 18 del 24 maggio: «Ma non ricordo nulla di quel momento, ho qualche flash e sto ricostruendo piano piano quello che mi è successo» riflette il tifoso bianconero, pantaloni della tuta, canottiera bianca, occhiali scuri e una vistosa fasciatura a coprirgli la testa.

Dopo aver lottato tra la vita e la morte, il commercialista di 36 anni è stato dimesso qualche minuto fa per continuare la riabilitazione a casa dei genitori, a Casale Monferrato (Alessandria): «Sarà ancora lunga ma almeno adesso potremo “coccolarlo” un po’» è raggiante mamma Maria Teresa mentre lo tiene sotto braccio per attraversare corso Bramante e aiutare il figlio a salire sulla Jeep del papà, Pier Luigi. Sono loro a chiedere che venga fatta chiarezza su quanto successo al figlio: «Ormai sembra acclarato che sia stato colpito da un lacrimogeno lanciato da un poliziotto mentre si trovava a 200 metri dal luogo degli scontri. Speriamo che si faccia giustizia, anche per evitare che possa capitare a qualcun altro: chiediamo ai giornalisti di tenere alta l’attenzione».

Sulle lesioni subite da Basoccu è in corso un’inchiesta della squadra mobile della questura, coordinata dal pm Paolo Scafi. La speranza dei genitori è che ci siano degli sviluppi investigativi a breve ma oggi quello che conta sono le dimissioni del loro Marco: «Non ce lo aspettavamo neanche noi, ci hanno detto che ha recuperato tutto anche dal punto di vista fisica e che per lui era moglie continuare il recupero a casa. Poi, tra 15-20 giorni, dovremo tornare: verrà operato di nuovo al cranio, gli metteranno una protesi per sostituire le parti di osso che sono state distrutte nell’incidente».

Aggiunge il tifoso, membro del gruppo organizzato dei Viking: «L’importante è che ora sia finita questa avventura. Colgo l’opportunità per ringraziare medici e infermieri, sono stati gentilissimi, disponibili e attentissimi con me in questi giorni. Adesso ci vorrà ancora un po’ per la ripresa totale». Anche per ricostruire il momento degli scontri: «Devo parlare con le persone che erano con me e capire cosa è successo davvero. Come ho detto ai poliziotti e ai magistrati che mi hanno interrogato in stanza, non ricordo nulla e ho solo qualche visione qua e là».

In questi giorni si è parlato tanto anche della gestione dell’ordine pubblico e degli scontri tra i tifosi, che forse si potevano evitare. I genitori di Basoccu sono stati tra i più critici, insieme agli ultrà di tutta Italia, che hanno puntato il dito contro la questura: «Non voglio entrare nel tema, non conoscendo i fatti – riflette Marco – In questi giorni non ne abbiamo neanche parlato, una delle dottoresse non voleva che io avessi contatti con l’esterno per non danneggiare la memoria». Però aggiunge: «Non mi sarei mai aspettato che potesse succedere una cosa simile». Sul futuro ritorno allo stadio ammette: «Non so se andrò di nuovo, ci devo pensare». E sulla mancata qualificazione della sua Juve alla Champions League risponde con il sorriso: «Purtroppo me l’hanno raccontato, pensavo che anche quella fosse stata una visione»

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Stefano Addeo, è morto il professore autore del post shock contro la figlia di Giorgia Meloni

È morto in ospedale a Napoli, per arresto cardiaco, Stefano Addeo, il professore di 66 anni che nel giugno 2025 pubblicò un post in cui augurava la morte alla figlia della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Il decesso è avvenuto nell’ospedale del Mare dove era ricoverato, in terapia intensiva, dallo scorso 10 maggio, dopo avere tentato il suicidio lanciandosi da una finestra, da un’altezza di circa due metri.

Dopo essere stato soccorso sul posto venne trasferito, cosciente e non in pericolo di vita, nell’ospedale dove le sue condizioni di salute si sono aggravate fino al decesso. I carabinieri hanno informato l’autorità giudiziaria. La salma è stata restituita ai familiari.

Il post contro la figlia della premier suscitò un anno fa fortissime polemiche e portò alla sospensione di Addeo, docente di tedesco in un istituto superiore della provincia di Napoli.

L’uomo poi si scusò pubblicamente: “È stato un gesto stupido, scritto d’impulso. Chiedo scusa per il contenuto del post: non si augura mai la morte, soprattutto a una bambina. Ma non ritiro le mie idee politiche, non mi sento rappresentato da questo governo”, disse nel pieno del clamore della vicenda augurandosi di poter incontrare personalmente Meloni per scusarsi direttamente con lei.

Nel post, Addeo augurava alla bimba di morire come Martina Carbonaro, la 14enne di Afragola uccisa dall’ex. Due giorni dopo tentò il suicidio ingerendo un mix di psicofarmaci ma avvertendo del suo gesto la dirigente scolastica: scattarono i soccorsi di carabinieri e 118 e Addeo venne salvato.

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