L’inchiesta dell’organizzazione specializzata in violazione dei diritti umani Global Echo ricostruisce i meccanismi con cui Israele aggira le norme europee sull’origine dei prodotti e importa dagli insediamenti in Cisgiordania la merce con l’etichetta “Prodotto in Israele”
La direttrice d’orchestra contesta la decisione del sovrintendente Colabianchi e si dichiara pronta a proseguire il rapporto professionale fino al 2030. Oggi la presentazione della stagione 2026/27 source
Alla vigilia dell’inizio dei Mondiali, in programma dall’11 giugno al 19 luglio tra Stati Uniti, Canada e Messico, due nuove opere della street artist Laika1954 sono apparse a Zurigo.
La prima installazione, affissa davanti alla sede della Fifa, raffigura il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il presidente della Fifa Gianni Infantino mentre sollevano una provocatoria “death cup”. La seconda, intitolata “FIFA Crime Cup 2026” e comparsa nel centro città, mostra un tifoso messicano fermato, perquisito e arrestato da due agenti dell’ICE, con il volto rivolto al muro e le mani alzate.
“Il Mondiale delle bombe di Trump”
Le opere, spiega l’artista, vogliono denunciare quello che definisce “uno dei Mondiali più controversi della storia” sul piano dei diritti umani. “È il Mondiale di Trump, delle sue bombe che hanno ucciso migliaia di persone, delle deportazioni dell’ICE, delle discriminazioni razziali, del blocco dei visti e del collasso della democrazia”, afferma Laika.
Nel mirino dell’artista c’è anche la Fifa e il suo presidente. “Ha permesso ad Israele di disputare le qualificazioni in pieno genocidio e ha premiato Trump con il FIFA Peace Award”.
Le opere pongono inoltre interrogativi sulle condizioni dei tifosi, in particolare quelli provenienti dall’America Latina: “Quante persone messicane e sudamericane rinunceranno a tifare pubblicamente per le proprie squadre per paura di finire vittime di retate e deportazioni?”, si chiede l’artista.
“Il costo dei biglietti insulto alla povertà mondiale”
Non manca una critica al governo messicano, accusato di utilizzare il torneo come strumento di “sportswashing”: “130.000 sono i desaparecidos, frutto della criminalità organizzata con la partecipazione di agenti statali”, ricorda Laika. Infine, l’artista punta il dito contro i costi dell’evento: “È il mondiale dell’esclusione sociale, a beneficio di una élite ricchissima: il costo dei biglietti è un insulto alla povertà mondiale”.
Altro che calendario e orari già ben definitivi. Ben 36 delle 104 partite dei prossimi Mondiali, incluse la gara inaugurale e le due finali, rischiano di essere sospese o rinviate per il maltempo. Sia per i possibili e violenti temporali che spesso accadono in alcune delle città ospitanti, sia per il rigido protocollo statunitense stabilito dalla Noaa (National Oceanic and Atmospheric Administration): questo prevede che se viene rilevato un fulmine entro 12,7 km da uno stadio, la partita deve essere interrotta. Tutti i giocatori devono lasciare il campo e i tifosi devono cercare riparo al coperto. Da quel momento inizia un conto alla rovescia obbligatorio di 30′. E nel caso, nel frattempo, cadesse un fulmine nelle vicinanze il conto alla rovescia ripartirebbe.
Il tabellone con l’avviso di forti temporali e rischio fulmini
Cosa succede in caso di rinvio?
La Fifa trema e prega. Prega soprattutto che non debbano incorrere in questa situazione le ultime partite della fase a gironi che saranno giocate in contemporanea. Il rischio infatti, in caso di interruzione di una è che venga sospesa, per la regolarità del torneo, anche l’altra. E poi non va esclusa la possibilità di rinvio che, molto probabilmente, visto il calendario ristretto, sarebbe stabilito al giorno seguente ripartendo dal minuto in cui la gara è stata interrotta.
L’esperienza del Mondiale per Club dello scorso anno non fa presagire nulla di buono: ben 6 gare, infatti, dovettero sottostare alle bizze del tempo. Il calcio d’inizio di Ulsan-Mamelodi Sundowns a Orlando, in Florida, fu rinviato di oltre un’ora a causa di un forte temporale. Salisburgo-Pachuca, disputata a Cincinnati, nell’Ohio, fu sospesa per 1h e 37’ al 54’ per rischio fulmini. Palmeiras-Al Ahly a East Rutherford, nel New Jersey, fu interrotta al 61’ per 40’ a causa dell’annuncio dell’arrivo di una tempesta. Curiosamente in quel momento le due squadre stavano giocando sotto a un caldo torrido. Altre due partite videro coinvolto l’Auckland City: il match con il Benfica a Orlando fu fermato alla fine del primo tempo per un violento temporale. La ripresa iniziò due ore e mezza dopo. I neozelandesi andarono incontro a sorte simile nella partita successiva con il Boca, sospesa al 56’ e ripartita dopo 40’ per un nubifragio. Infine, nella fase a eliminazione diretta, Chelsea-Benfica, in programma a Charlotte, durò ben 4 ore e 38’: il match fu sospeso sull’1-0 all’86’ a causa dell’applicazione del protocollo per il maltempo che vige negli Stati Uniti. Poi, senza che alcuna tempesta s’abbatté sullo stadio, fu ripresa dopo 1h e 53’ e terminata 4-1 ai supplementari visto che alla ripresa del gioco i lusitani pareggiarono in pieno recupero con Di Maria su rigore.
Le città con maggiore allerta meteo
Ai Mondiali, le città che rischiano di andare incontro a maggiori problemi meteorologici sono Atlanta, Houston, Dallas (che sono però tutte e tre dotate di stadi con tetti fissi o retrattili), Boston (si gioca nella vicina Foxborough), Kansas City, Miami e East Rutherford negli Usa più Città del Messico e l’area attorno a Monterrey (si giocherà a Guadalupe), in Messico. Tra tutte trema soprattutto la Scozia che vede a rischio tutte e tre le gare del proprio girone. Ecco le 36 partite a più alta allerta meteo in ordine di data (con orario d’inizio italiano):
11/6: Messico-Sudafrica, ore 21 a Città del Messico 13/6: Brasile-Marocco, alle 24 a East Rutherford 14/6: Haiti-Scozia, alle 3 a Foxborough 15/6: Svezia-Tunisia, alle 4 a Guadalupe 15/6: Arabia Saudita-Uruguay, alle 24 a Miami 16/6: Francia-Senegal, alle 21 a East Rutherford 16/6: Iraq-Norvegia, alle 24 a Foxborough 17/6: Argentina-Algeria, alle 3 a Kansas City 18/6: Uzbekistan-Colombia, alle 4 a Città del Messico 19/6: Scozia-Marocco, alle 24 a Foxborough 21/6: Ecuador-Curaçao, alle 2 a Kansas City 21/6: Tunisia-Giappone, alle 6 a Guadalupe 21/6: Uruguay-Capo Verde, alle 24 a Miami 23/6: Norvegia-Senegal, alle 2 a East Rutherford 23/6: Inghilterra-Ghana, alle 22 a Foxborough 24/6: Scozia-Brasile, alle 24 a Miami 25/6: Messico-Rep. Ceca, alle 3 a Città del Messico 25/6: Sudafrica-Corea del Sud, alle 3 a Guadalupe 25/6: Ecuador-Germania, alle 22 a East Rutherford 26/6: Tunisia-Olanda, all’1 a Kansas City 26/6: Norvegia-Francia, alle 21 a Foxborough 27/6: Panama-Inghilterra, alle 23 a East Rutherford 28/6: Colombia-Portogallo, all’1.30 a Miami 29/6: sedicesimo a Guadalupe 29/6: sedicesimo a Foxborough 30/6: sedicesimo a East Rutherford 30/6: sedicesimo a Città del Messico 3/7: sedicesimo a Kansas City 3/7: sedicesimo a Miami 5/7 ottavo a East Rutherford 5/7 ottavo a Città del Messico 9/7 quarto a Foxborough 11/7 quarto a Kansas City 11/7 quarto a Miami 18/7 Finale 3° posto a Miami 19/7 Finale a East Rutherford
È morta, ieri a Milano, a 66 anni Patrizia Caselli, attrice, conduttrice televisiva, showgirl e cantante. La notizia è stata attraverso i suoi profili social che si stanno riempiendo di pensieri e ricordi. Nata a Udine il 13 maggio 1960, era da tempo malata: nel giugno 2024 aveva rivelato di avere “un tumore al terzo stadio. Mi fa paura” aveva raccontato.
Con Walter Chiari
Il debutto con Nanni Loy e l’amore con Walter Chiari
Volto noto della tv degli anni Ottanta e Novanta, Caselli aveva iniziato la sua carriera giovanissima, lavorando anche con Nanni Loy. Si era poi affermata nelle televisioni private – Antennatre e Telealtomilanese – come showgirl e conduttrice, spesso al fianco di Walter Chiari, con cui ebbe una lunga relazione durata fino al 1987. Del rapporto con l’attore, molto tormentato, aveva raccontato in tv con ironia. “Era una vita sorprendente con lui – ha detto – uscivi per andare a cena e ti ritrovavi a casa di Barilla e di Marta Marzotto. Alida Chelli raccontava sempre un aneddoto che Walter se la dimenticò in un autogrill a Verona per cui io tutte le volte che andavamo a Cortina avevo un terrore di scendere dalla macchina per fermarmi all’autogrill. Non sapevi mai cosa sarebbe potuto accadere con lui”.
Musica e teatro ma il successo arriva con la tv
Negli stessi anni si era cimentata anche nella musica, incidendo diversi 45 giri, e nel teatro, recitando in Hai mai provato con l’acqua calda? con Chiari e Ivana Monti, e nella riedizione di Mi è caduta una ragazza nel piatto con Domenico Modugno. Aveva debuttato in Rai nel 1987 nel varietà estivo di Rai2 Bella d’estate, sempre al fianco di Walter Chiari, successivamente aveva fatto parte del cast di Chi tiriamo in ballo?, sempre su Rai2, condotto da Gigi Sabani. Negli anni Novanta Caselli divenne il volto del contenitore pomeridiano di cronaca Detto tra noi, condotto con Piero Vigorelli: tre edizioni fino al 1994, anno in cui il programma si trasformò in La vita in diretta. Nel 1993 condusse anche il gioco del mezzogiorno Se fosse…, già portato al successo da Raffaella Carrà.
Con Giucas Casella
La scelta di lasciare la tv per seguire Craxi a Hammamet
Dopo il 1994 lasciò la televisione per seguire Bettino Craxi ad Hammamet, al quale fu legata sentimentalmente per nove anni, fino alla morte dell’ex presidente del Consiglio nel 2000. “Gli sono rimasta accanto sempre”, aveva raccontato ricordando i giorni più difficili dello scandalo Mani Pulite. Dopo la scomparsa di Craxi aveva sposato il medico Alberto Bossi, con cui aveva adottato un figlio, François. E proprio al figlio era andato il primo pensiero quando aveva avuto la diagnosi del tumore: “Non sono pronta a lasciarlo” aveva detto. Negli anni Duemila era tornata sporadicamente sul set, recitando nei film La fabbrica del vapore (2000) di Ettore Pasculli e Dentro la città (2004) di Andrea Costantini.
(ansa)
I funerali di Patrizia Caselli si terranno nel capoluogo lombardo venerdì 12 giugno alle 14:45 nella chiesa di Gesù del Buon Pastore, Via Sebastiano Caboto 2.
Un’ampia ricerca britannica traccia un legame tra notti troppo corte nei primi anni di vita e fragilità psicologica futura, soprattutto nelle ragazze. Ecco come prevenirlo source
Guerriglia nella capitale nordirlandese, dopo che un rifugiato sudanese aveva quasi decapitato un residente locale: negozi e case di distrutti, famiglie di stranieri in fuga. La leader del governo locale Michelle O’Neill: “Teppisti disgustosi”. Starmer: “Non tollero violenze razziali” source
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Dopo l’abbattimento dell’elicottero Apache, il presidente Usa Donald Trump ha chiesto “una risposta molto potente contro l’Iran”. Le forze americane hanno attaccato in diverse ondate delle aree con infrastrutture militari utili al controllo dello Stretto di Hormuz. Raid contro cui Teheran ha promesso una “risposta decisa”, che non si è fatta attendere: missili e droni sono stati lanciati nella notte su obiettivi statunitensi nel Golfo.
Incendio su petroliera nel Golfo, un ferito e 2 dispersi
Un incendio è scoppiato nella sala macchine di una petroliera a 20 miglia nautiche a nord-est di Sohar, in Oman. Lo ha riferito l’agenzia britannica per le operazioni marittime (Ukmto), precisando che risulta un ferito e due membri dell’equipaggio dispersi, ma nessun impatto ambientale.
Rezaei: “Da bugiardi Usa indagine su Apache in soli 2 giorni”
Ebrahim Rezaei, portavoce della commissione parlamentare per la Sicurezza nazionale iraniana, ha messo in dubbio l’accusa degli Stati Uniti secondo cui Teheran sarebbe responsabile dell’abbattimento dell’elicottero Apache. “In soli due giorni, il Pentagono e la Casa Bianca hanno concluso che l’incidente dell’elicottero nello Stretto di Hormuz sia opera dell’Iran”, ha affermato in un post su X. “Eppure sono trascorsi 102 giorni dal massacro della scuola di Minab e l’indagine sull’uccisione delle ragazze di Minab è ancora in corso. Quando si tratta di bambine innocenti, questi bugiardi alla Epstein diventano così smemorati. Vergognatevi”, ha deplorato Rezaei, riferendosi all’attacco alla scuola femminile che ha causato oltre 160 morti all’inizio dell’attacco Usa-Israele dello scorso 28 febbraio.
Iran: “Non esiteremo un istante a rispondere ogni volta lo riterremo necessario”
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, ha affermato oggi che i messaggi contraddittori provenienti dagli Stati Uniti e le ripetute violazioni del cessate il fuoco hanno danneggiato il processo diplomatico. Lo riferisce Iran International. Baghaei ha affermato che le forze armate iraniane “non esiterebbero un istante” a rispondere ogniqualvolta lo ritenessero necessario. Ha aggiunto che i vari rami del governo sono pienamente coordinati e che ricorreranno alla diplomazia o alla forza militare per difendere il Paese.
Likud “smentisce” Trump, Netanyahu si candida elezioni
“Il primo ministro Netanyahu si candiderà alle prossime elezioni – e con l’aiuto di Dio vincerà”. Lo ha fatto sapere il suo partito, il Likud, dopo che nei giorni scorsi il presidente Usa Donald Trump aveva messo in dubbio la sua partecipazione alla prossima tornata elettorale. Lunedì, durante un’intervista all’emittente Abc, il capo della Casa Bianca, interpellato sul futuro dell’alleato, aveva risposto di non sapere se volesse continuare a fare il primo ministro. “Non lo so, ha avuto una carriera straordinaria”, aveva dichiarato Trump. “Vuole continuare? Perché è un primo ministro in tempo di guerra”.
Baqaei: “Attacchi Usa sono danno a sforzi diplomatici”
Con gli ultimi attacchi notturni contro obiettivi nel sud dell’Iran, gli Stati Uniti hanno danneggiato l’attuale sforzo diplomatico internazionale per porre fine alla guerra. Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri, Esmaeil Baqaei, in un videomessaggio diffuso dai media iraniani. “Purtroppo, gli Stati Uniti stanno danneggiando il processo diplomatico in corso con i messaggi contraddittori che inviano, i loro ripetuti cambiamenti di posizione e di richieste e, peggio ancora, con le ripetute violazioni del cessate il fuoco”, ha affermato Baqaei. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano ha fatto riferimento inoltre “ad azioni illegali sul terreno con l’uso della forza”, sottolineando che il processo diplomatico non si svolge nel vuoto e che è necessario un minimo di spazio adeguato affinchè qualsiasi negoziato possa procedere. Il portavoce del ministero degli Esteri della Repubblica Islamica dell’Iran ha anche affermato che Israele sta danneggiando il processo con “ripetute violazioni del cessate il fuoco” in Libano.
Bahrein: “Teheran prende deliberatamente di mira i civili”
La Repubblica Islamica prende di mira deliberatamente i civili con missili e droni. A denunciarlo è il comando generale delle Forze di difesa del Bahrein (Bdf) affermando che il governo iraniano ha continuato il suo “approccio ostile” e ha preso di mira “deliberatamente” i civili del Paese con missili e droni. “L’uso deliberato di missili e droni per colpire civili e proprietà private costituisce una chiara violazione del diritto internazionale umanitario”, afferma la dichiarazione. I sistemi di difesa aerea del Bahrein hanno risposto a questi attacchi con un elevato livello di prontezza operativa, intercettando e distruggendo numerosi raid aerei iraniani, conclude la nota ufficiale. Il comando generale delle Forze di difesa del Bahrein ha sottolineato che tutte le unità e gli armamenti di questa forza sono “al massimo livello di prontezza operativa per proteggere il Paese”. Il comando ha inoltre espresso orgoglio per la prontezza operativa e la vigilanza delle sue forze nell’adempimento del dovere nazionale di difendere il Paese.
Media, esplosione vicino all’isola di Qeshm
Un’esplosione è stata udita nei pressi dell’isola di Qeshm. Lo ha riferito l’agenzia di stampa iraniana Mehr che cita fonti locali. Secondo il rapporto, la natura esatta del suono è sconosciuta così come l’entità di eventuali danni. Data la sua intensità, ha precisato Mehr, la fonte dell’esplosione potrebbe essere stata localizzata relativamente lontano da Qeshm o correlata a movimenti nello Stretto di Hormuz. L’isola di Qeshm si trova nello Stretto di Hormuz ed è separata dalla terraferma iraniana dallo Stretto di Clarence.
Tajani: “Vogliamo sanzioni a Ben-Gvir, infantile e provocatorio”
“Vogliamo che vengano inflitte sanzioni a Ben-Gvir”, cercando di “superare l’ostacolo di qualche Paese che si oppone”. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri Antonio Tajani, ribadendo la condanna delle parole “infantili e provocatorie” da parte del ministro per la Sicurezza nazionale israeliano, che “non è degno di rappresentare un Paese come Israele”. “Per questo noi già avevamo chiesto all’Unione Europea di avviare un procedimento per infliggere sanzioni a questo ministro che aveva avuto un comportamento indegno, con la violazione dei diritti umani” nei confronti degli attivisti della Flotilla.
Mosca, in Medio Oriente “le parti tornino alla diplomazia”
La Russia auspica che le parti impegnate nel conflitto in Medio Oriente tornino “il prima possibile” al “percorso politico e diplomatico”. Lo ha detto la portavoce del ministero degli Esteri, Maria Zakharova, citata dalla Tass.
Nyt, da Witkoff messaggi de-escalation a Teheran
L’inviato speciale statunitense Steve Witkoff ha utilizzato il suo canale di comunicazione con il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi per trasmettere messaggi di de-escalation a Teheran. Lo riferisce il New York Times, che cita due funzionari statunitensi. I messaggi sarebbero stati trasmessi nella notte tra domenica e lunedì, dopo i raid di Israele a Beirut e il successivo attacco dell’Iran quale rappresaglia. Secondo il Nyt, Witkoff ha esortato l’Iran a evitare un’ulteriore escalation dopo gli attacchi missilistici contro Israele, una mossa che, secondo il giornale, ha contribuito all’annuncio iraniano di lunedì di voler interrompere gli attacchi contro Israele. Il quotidiano afferma inoltre che l’annuncio del presidente Donald Trump sulla cessazione degli scambi di fuoco tra Israele e Iran è seguito ai precedenti sforzi diplomatici di Witkoff.
Pasdaran: “Distrutti in Giordania hangar caccia e centro di comando Usa”
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno annunciato che le loro Forze Aerospaziali hanno lanciato missili a lungo raggio a propellente solido contro una base aerea in Giordania, che ospita personale militare degli Stati Uniti. Secondo quanto riportato nel comunicato ripreso da Al Jazeera, i missili dei pasdaran hanno colpito e distrutto quattro obiettivi nella base, tra cui gli hangar dei caccia Usa F-35 e un centro di comando e controllo.
Scontro a fuoco tra nave cargo e uomini armati a largo Yemen
Le guardie a bordo di una nave cargo al largo delle coste dello Yemen, nel Golfo di Aden, hanno ingaggiato uno scontro a fuoco con uomini armati a bordo di una piccola imbarcazione. Il centro Operazioni commerciali marittime del Regno Unito dell’esercito britannico ha dichiarato che le guardie sono riuscite a respingere gli uomini armati. Nessun gruppo ha rivendicato immediatamente la responsabilità dell’attacco.
Araghchi: “L’Iran si riserva il diritto di rispondere agli attacchi statunitensi”
“Teheran condanna i nuovi attacchi militari statunitensi contro l’Iran meridionale, in quanto violazione della sua sovranità nazionale e integrità territoriale”, ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, sottolineando: “L’Iran si riserva il diritto intrinseco all’autodifesa e alla legittima risposta di rappresaglia contro gli attacchi”. Secondo Mehr, Araghchi avrebbe rilasciato queste dichiarazioni in conversazioni telefoniche separate con il suo omologo turco Hakan Fidan e con il ministro degli Esteri saudita, il principe Faisal bin Farhan, nelle prime ore di oggi.
Pasdaran, colpiti 21 obiettivi militari Usa nella regione
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno dichiarato di aver colpito 21 obiettivi in basi aeree e navali degli Stati Uniti nella regione, nell’ambito delle loro operazioni di rappresaglia. In note separate diffuse da vari media affiliati allo Stato, i pasdaran hanno affermato di aver preso di mira la base aerea statunitense di Ali Al Salem in Kuwait, la base aerea di Al Azraq in Giordania e la Quinta Flotta statunitense in Bahrein.
Pasdaran, abbattuto drone Usa
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno dichiarato che la loro difesa aerea ha abbattuto un drone degli Stati Uniti MQ-9 durante gli scontri aerei intorno allo Stretto di Hormuz. Secondo i Pasdaran, il drone si stava avvicinando alla zona di combattimento dallo spazio aereo settentrionale del Golfo quando è stato preso di mira e distrutto sopra la contea di Jam, nella provincia di Bushehr. Il comunicato, riportato da Iran International afferma che l’MQ-9 aveva intenzione di “avvicinarsi e intervenire sul campo di battaglia”.
Iran: Paesi Golfo non diano a Usa basi per attaccare
L’Iran ha chiesto ai paesi del Golfo Persico di impedire a Stati Uniti e Israele di usare il loro territorio per attaccarlo. In una nota, il ministero degli Esteri ha fatto un richiamo alla “responsabilità legale e morale di tutti i Paesi della regione, in particolare quelli situati nella parte meridionale del Golfo Persico, affinché impediscano alle forze statunitensi e al ‘regime sionista”, l’uso dei loro territori e delle loro capacità per pianificare, organizzare e compiere azioni ostili contro l’Iran”.
Teheran: “Usa violano la carta Onu. Pronti a colpire le loro basi”
L’Iran ha condannato l’attacco notturno degli Stati Uniti e minacciato di tornare a colpire le basi americane in tutto il Golfo Persico. “Questi bombardamenti rappresentano una violazione manifesta della Carta delle Nazioni Unite”, si legge in un comunicato del ministero degli Esteri, e “con tali azioni aggressive, il governo degli Stati Uniti ha dimostrato ancora una volta la propria natura ostile e incline alla guerra”. Per questo, “esercitando il diritto legittimo alla difesa”, le forze iraniane “hanno colpito duramente le basi e gli asset militari statunitensi nella regione da cui erano partite le aggressioni”. Il ministero, prosegue la nota, avverte che l’Iran, “nell’esercizio del proprio diritto alla legittima difesa, non esiterà a prendere di mira basi e le strutture logistiche impiegate per sostenere e attuare attività aggressive contro l’Iran”. Teheran, poi, sottolinea “la responsabilità delle Nazioni Unite, in particolare del Consiglio di Sicurezza, nel mantenere la pace e la sicurezza internazionale, e nel chiamare gli autori di tali atti aggressivi a risponderne”.
Attacchi di Teheran anche contro Bahrein e Kuwait
L’Iran ha lanciato attacchi anche contro obiettivi in Bahrein e Kuwait. Entrambi i paesi hanno attivato gli allarmi e messo in azione le difese aeree in risposta.
Giordania, intercettati cinque missili
La Giordania ha dichiarato di aver abbattuto cinque missili lanciati dall’Iran contro un’area che ospita una base aerea delle forze statunitensi. Teheran ha dichiarato di aver preso di mira la base aerea di Muwaffaq Salti che caccia americani F-35 e altri velivoli. L’agenzia di stampa statale giordana Petra ha riportato che non ci sono stati feriti nell’attacco e che gli artificieri hanno esaminato i detriti delle missili intercettati.
Contraerea Kuwait in azione, udite esplosioni
I sistemi di difesa aerea kuwaitiani sono stati attivati contro “obiettivi ostili”. Lo ha annunciato lo stato maggiore dell’esercito in un post su X. Media della regione hanno riferito di diverse esplosioni in Kuwait.
Pasdaran: “Finita la nostra operazione di rappresaglia”
I Guardiani della rivoluzione hanno annunciato di avere portato a termine la loro rappresaglia per gli attacchi americani di questa notte. “A seguito dell’operazione di successo condotta dalla Marina del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, che ha colpito 21 obiettivi nelle basi aeree e navali statunitensi nella regione e abbattuto un drone MQ9 sopra la contea di Jam, e in risposta alla continua aggressione del nemico, l’operazione di rappresaglia è stata completata”, si legge in una nota divulgata dall’agenzia Tasnim. “Le nostre forze sono pronte a dare una risposta schiacciante e decisiva a qualsiasi ulteriore aggressione nemica, e le conseguenze di qualsiasi atto del genere saranno a carico del nemico americano”, avvertono i Pasdaran.
Pasdaran: colpita base americana al-Azraq in Giordania
La base americana di Al-Azraq inGiordania è stata colpita da un attacco missilistico iraniano. Lo riferisco i media iraniani citando un annuncio dei Pasdaran.
Usa, conclusi gli attacchi contro l’Iran nei pressi di Hormuz
Gli Stati Uniti hanno concluso gli attacchi contro l’Iran in risposta all’abbattimento dell’elicottero americano da parte delle forze di Teheran. Lo ha annunciato il Comando centrale americano su X precisando che i raid hanno colpito sistemi di difesa aerea, stazioni di controllo a terra e siti radar di sorveglianza iraniani nei pressi dello Stretto di Hormuz, impiegando munizioni di precisione lanciate da caccia dell’aeronautica e della marina Usa.
Pasdaran: attacchi devastanti se Usa non si fermano
I Pasdaran hanno avvertito di attacchi ancora più pesanti contro basi americane nel Golfo Persico se gli Stati Uniti non interromperanno i bombardamenti in corso da ore. “Il criminale Esercito statunitense deve sapere che, in caso di una ripetuta aggressione contro la Repubblica Islamica dell’Iran, saranno sferrati attacchi devastanti e più estesi contro una serie di obiettivi designati nella regione”, si legge nella nota con cui i Guardiani della rivoluzione hanno annunciato un raid sulla Quinta flotta Usa nel Bahrein.
Pasdaran: attaccata con droni Quinta flotta in Bahrein
I Pasdaran hanno annunciato di avere sferrato un attacco alla base della Quinta flotta americana in Bahrein, dopo i bombardamenti delle forze Usa lanciati per rappresaglia contro l’abbattimento di un elicottero Apache. “In risposta a questo atto ostile, le forze navali del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche hanno sferrato un attacco con droni contro la Quinta flotta del Bahrein alle 2:30 del mattino”, si legge in una nota riportata dall tv di Stato. “Le valorose guardie della nazione iraniana stanno rispondendo alle aggressioni del nemico. Se questa malvagità dovesse continuare, sono in arrivo risposte più pesanti”, hanno avvertito i Pasdaran.
Pasdaran: “Dai negoziatori richiesta di non dare risposta agli attacchi”
I negoziatori iraniani stano bloccando una risposta schiacciante delle forze iraniane all’attacco degli Stati Uniti, nonostante le pressioni dei Guardiani della rivoluzione. A riferirlo sono stati i Pasdaran in post sui loro canali social. La richiesta di non attaccare le basi americane sarebbe arrivata da Donald Trump attraverso i mediatori delle trattative. “Il Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale ha acconsentito alla richiesta della squadra di negoziati e ha impedito la risposta militare al nemico”, si legge.
Media, terza ondata di attacchi Usa
Le forze americane hanno lanciato una terza ondata di attacchi aerei sull’Iran, per rappresaglia contro l’abbattimento di un elicottero Apache. Lo riporta Axios citando fonti dell’amministrazione Usa.
Udite esplosioni a Bandar Abbas
Diverse esplosioni sono state udite nella città portuale di Bandar Abbas, sullo stretto di Hormuz, dopo che gli Stati Uniti hanno lanciato la seconda ondata di attacchi contro l’Iran. Lo ha riferito l’agenzia iraniana Tasnim.
Media, l’Iran ha lanciato missili e droni su obiettivi Usa in Golfo
L’Iran ha lanciato missili e droni verso obiettivi statunitensi nel Golfo Persico. Lo ha riferito il Corpo delle guardie rivoluzionarie islamiche in un post di Telegram. L’agenzia Fars ha mostrato immagini di un drone in volo sull’Iraq “diretto verso i suoi obbiettivi”.
Axios, seconda ondata attacchi mirati Usa su contraerea
Gli Stati Uniti hanno lanciato una seconda ondata di attacchi mirati sull’Iran, con obiettivo i sistemi di difesa aerea e i radar. Lo hanno riferito fonti statunitensi ad Axios.
Media, diverse esplosioni a Jask
Diverse esplosioni sono state udite a Jask, nella provincia dell’Hormozgan, intorno alle 2:35 ora locale, l’1:05 in Italia. Lo ha riferito la televisione iraniana Irib. Jask, nel Golfo di Oman, ospita una base navale iraniana.
Gruppo hacker Handala: “Trasmesse ai Pasdaran le coordinate delle basi Usa”
Il gruppo hacker iraniano Handala ha riferito di avere trasmesso ai Pasdaran “le coordinate di tutte le forze militari terroristiche statunitensi nei paesi del Golfo”. Lo riporta l’agenzia iraniana Fars. “Presto darete il benvenuto ai droni Shahed-136”, ha minacciato il gruppo.
Media: attacchi Usa hanno colpito basi navali, sistemi radar e artiglieria
Gli attacchi aerei americani hanno colpito basi militari e navali, impianti radar e batterie di artiglieria in cinque località lungo la costa meridionale dell’Iran. Lo riferiscono funzionari iraniani al New York Times. In particolare, i raid Usa avrebbero colpito basi navali a Sirik e Jask, sistemi di difesa aerea a Bandar Abbas e batterie missilistiche a Qeshm.
Massima allerta in basi Usa nel Golfo
Dopo l’attacco americano nel sud dell’Iran, è stato dichiarato il massimo livello di allerta nelle basi statunitensi in Kuwait, Bahrein, Emirati Arabi Uniti e Qatar. Lo riferiscono i media iraniani.
Araghchi: “Usa mettono alla prova la nostra determinazione. Iran non lascerà impunito l’attacco”
“Nonostante le sconfitte sul campo di battaglia, gli Stati Uniti hanno scelto di mettere alla prova la propria determinazione. Le nostre potenti forze armate non lasceranno impunito alcun attacco o minaccia. Se volete essere al sicuro, lasciate la nostra regione. La storia del Golfo Persico è ricca di capitoli che narrano le tragiche sorti degli stranieri che si sono intromessi”. Lo scrive il ministro degli esteri iraniano Araghchi su X.
Despite its defeats on the battlefield, the U.S. opted to test our determination.
Our Powerful Armed Forces will leave no attack or threat unanswered.
Leave our region if you want to be safe.
History of the Persian Gulf has many chapters on dire fates of intruding outsiders. pic.twitter.com/O17GGtklxA
Usa: “Attacchi in Iran sono un avvertimento. Nessun ostacolo ai negoziati”
Gli attacchi di questa notte nel sud dell’Iran sono “un avvertimento” e “gli Stati Uniti ritengono che non ostacoleranno i negoziati per mettere fine alla guerra”. Lo ha riferito un funzionario dell’amministrazione Usa alla Cnn.
Media Pasdaran smentisce attacco su Minab
L’agenzia di stampa dei Pasdaran ha smentito che vi sia stato un attacco su Minab. Lo riferisce la tv di Stato. Secondo il governatore locale, Mohammad Radmehr, governatore di Minab, risulta che finora non sia stato segnalato alcun bombardamento sulla città.
Axios: raid Usa hanno preso di mira sistemi iraniani intorno a Hormuz
I raid Usa hanno preso di mira diversi sistema di difesa aerea iraniani e sistemi radar intorno allo Stretto di Hormuz. E’ quanto riferisce su ‘X’ Barak Ravid di Axios che cita un funzionario statunitense.
Trump: “Voglio una risposta molto potente contro l’Iran”
La risposta degli Stati Uniti all’abbattimento di un elicottero americano deve essere “molto forte, molto potente”. Lo ha assicurato il presidente americano, Donald Trump, in un’intervista rilasciata all’Abc poco prima che gli Stati Uniti annunciassero di aver sferrato raid contro l’Iran.
In corso attacchi Usa, Teheran promette risposta ‘decisa’
L’Iran ha promesso una risposta “decisa” agli attacchi statunitensi in corso. Lo riferisce l’agenzia Mehr. Resoconti non ancora confermati apparsi sui media riferiscono che i raid statunitensi hanno colpito Minab, le basi navali di Sirik e Jask, una postazione della contraerea a Bandar Abbas e il porto di Qeshm, ovvero aree con infrastrutture militari utili al controllo dello Stretto di Hormuz.
Media iraniani, esplosioni nella provincia di Hormozgan
L’agenzia di stampa iraniana Fars riferisce di diverse esplosioni udite nelle zone orientali della provincia di Hormozgan, tra cui Kuhistak, Sirik e Minab. Le fonti hanno anche segnalato attività di difesa aerea in alcune parti della provincia. In precedenza, il Comando Centrale degli Stati Uniti aveva dichiarato che le sue forze avevano “iniziato a lanciare attacchi di autodifesa contro l’Iran”.
Media, udite esplosioni a Sirik, Jask e isola Qeshm
L’agenzia di stampa iraniana Mehr riferisce di esplosioni udite sull’isola di Qeshm, nella città portuale di Jask e in quella di Sirik. La notizia giunge dopo che il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha annunciato di avere lanciato una serie di attacchi contro l’Iran in risposta all’abbattimento di un elicottero statunitense Apache nei pressi dello Stretto di Hormuz.
In corso attacchi Usa contro l’Iran: “Risposta abbattimento Apache”
“Le forze del Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) hanno iniziato a lanciare colpi di autodifesa contro l’Iran su indicazione del comandante in capo, in risposta all’abbattimento di ieri di un elicottero Apache dell’esercito Usai. La missione è una risposta proporzionata all’aggressione iraniana ingiustificata”. Lo si legge sull’account X del Centcom.