Guerra Ucraina – Russia. Ambasciatori Londra, Parigi e Berlino al ministero degli Esteri a Mosca

L’ambasciatore russo a Roma Alexiei Paramonov è tornato ad attaccare il Quirinale in occasione della festa della Giornata della Russia: “Qui in Italia, da alcuni degli alti colli romani, ci sentiamo spesso accusati”. Nella notte detriti di un drone hanno provocato un incendio su un condominio a Krasnodar, causando due feriti, e una raffineria russa è stata colpita.


La guerra in Ucraina, gli approfondimenti

Dossier – Sentieri di guerra


Le notizie in diretta dal conflitto Ucraina-Russia

Rutte: “Usa presenti in caso di attacco su alleati”

In caso di attacco su uno dei Paesi alleati Nato, come la Norvegia, gli Stati Uniti interverrebbero in difesa dell’Alleanza Atlantica. Lo ha dichiarato il segretario generale della Nato, Mark Rutte, in conferenza stampa assieme al primo ministro norvegese, Jonas Gahr Store. “Gli Stati Uniti restano pienamente impegnati nella Nato. Questo impegno è evidente ogni giorno, in tutta l’Alleanza, con le truppe statunitensi in Europa, la leadership americana all’interno dell’Alleanza e il contributo degli Stati Uniti alla nostra difesa collettiva”, ha detto Rutte rispondendo a chi chiedeva dell’impegno Usa in caso di attacco contro la Norvegia. “Naturalmente, l’impegno si misura sempre con i fatti e gli Stati Uniti continuano a dimostrare concretamente il loro impegno nei confronti della Nato ogni giorno. Vediamo uomini e donne statunitensi servire al fianco degli alleati, dal Mar Nero all’estremo nord”, ha concluso Rutte.

Kiev: “Raid ucraino su 50 camion russi in Crimea pieni di carburante e munizioni”

I militari ucraini hanno attaccato un convoglio russo formato da circa 50 camion che trasportavano carburante e munizioni vicino ad Armyansk, nel nord della Crimea occupata, distruggendo alcuni dei veicoli presi di mira. Lo ha riferito il comandante del Primo Reggimento d’Assalto Indipendente, Dmitry Filatov, citato da Ukrainska Pravda. “A causa del danneggiamento del ponte di Chongar, il nemico ha concentrato un gran numero di camion carichi di materiale militare, che stavano attraversando Armyansk”, perché “gli occupanti stanno cercando di creare vie di rifornimento alternative, utilizzando ponti galleggianti”, ha spiegato Filatov.

Ue: “Incontro E3-Mosca? Negoziati stanno avvenendo in diversi formati”

“In effetti i negoziati stanno avvenendo in diversi formati, in diversi luoghi, anche a diversi livelli, coinvolgendo capi di Stato, governi, ministri, diplomatici di alto livello, funzionari”. Lo dichiara Anitta Hipper, portavoce della Commissione europea, rispondendo a una domanda nel corso del briefing giornaliero con la stampa sulle dichiarazioni da parte russa riguardo a un incontro tra diplomatici di Francia, Germania e Regno Unito, il cosiddetto gruppo E3, con un rappresentante del Ministero degli Esteri russo. “Conoscete molto bene la nostra posizione: vogliamo la pace. L’Ucraina vuole la pace”, prosegue la portavoce, spiegando che lo sforzo in corso tratta di “cercare con ogni forza di portare la Russia a volere una pace genuina, duratura e giusta, in particolare. Non vediamo segnali che questo stia accadendo in questo momento”, aggiunge, spiegando la necessità di rimanere fermi riguardo a Mosca, anche attraverso il nuovo pacchetto di sanzioni.

Media: “Raid russo su un deposito ferroviario a Sumy, una vittima e quattro feriti”

L’esercito russo ha sferrato un raid contro un deposito locomotive nella città di Konotop, oblast di Sumy, uccidendo un’operaia e ferendo altri quattro dipendenti delle ferrovie di Stato, che sono stati trasportati in ospedale con ustioni. Lo ha riferito il ministro per lo Sviluppo delle Comunità e dei Territori, Oleksii Kuleba, citato da Ukrainska Pravda. “Lo stato terrorista continua a prendere di mira deliberatamente le infrastrutture civili e le persone che mantengono il Paese in funzione”, si legge nella dichiarazione di Kuleba. Nonostante l’attacco russo, le Ferrovie ucraine hanno affermato che i servizi ferroviari regionali e suburbani nella regione di Sumy continueranno ad essere operativi.

Dmitriev: “Vedrò Witkoff e Kushner entro fine mese”

Kirill Dmitriev, capo del fondo sovrano russo e negoziatore del Cremlino, incontrerà entro fine mese gli inviati della Casa Bianca, Steve Witkoff e Jared Kushner, per proseguire il dialogo sull’Ucraina. “Non posso dire le date specifiche ma il nostro regolare incontro avrà luogo a giugno”, ha dichiarato Kushner alla Berliner Zeitung, “abbiamo parlato diverse volte questa settimana e ci aspettiamo che qualcosa accada a un certo punto”.

Kiev celebra per la prima volta la “giornata delle forze dei droni”

L’Ucraina celebra oggi la sua prima Giornata delle Forze dei Sistemi a Pilotaggio Remoto, nota anche come “Giornata delle Forze dei Droni”. La ricorrenza è stata istituita dal presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, per riconoscere il ruolo essenziale che i droni svolgono nella guerra moderna. “La guerra moderna non può più essere immaginata senza i droni, e i sistemi a pilotaggio remoto ucraini operano con successo a vari livelli: dalle missioni in prima linea agli attacchi contro infrastrutture critiche nemiche a centinaia di chilometri all’interno del loro territorio”, ha scritto Zelensky su X. Celebrare ogni settore, professione e ramo delle forze armate in un giorno specifico ogni anno è una delle poche tradizioni sovietiche che l’Ucraina porta avanti.

Gli ambasciatori di Francia, Germania e Regno Unito al ministero degli Esteri a Mosca

Gli ambasciatori di Francia, Gran Bretagna e Germania sono arrivati al ministero degli Esteri a Mosca per colloqui dopo che i leader dei tre Paesi avevano incontrato domenica il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. I tre diplomatici, hanno informato le agenzie russe, hanno in programma un incontro con un vice ministro. Ieri il ministro degli Esteri Serghei Lavrov aveva detto che erano stati gli ambasciatori dei Paesi E3 a chiedere l’incontro. “Ci incontreremo con loro, li ascolteremo – ha detto il capo della diplomazia di Mosca – È interessante vedere come queste persone esporranno qualcosa che potrebbe ispirare idee costruttive”.

Merz attacca l’AfD: “Buon viaggio a Mosca”

“Voi ridete del destino di milioni di persone in questo Paese. È un segnale eloquente”. Lo ha detto il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, intervenendo al Bundestag in vista del prossimo Consiglio europeo, rivolgendosi ai banchi dell’AfD durante il dibattito sull’Ucraina. “A quelli tra voi che partono per Mosca per ricevimenti e incontri: buon viaggio”, ha aggiunto. Merz ha quindi ribadito che “l’Ucraina difende non solo la propria libertà, ma anche la nostra”.

Ft, Francia e Germania valutano di proposta di smantellare il Servizio diplomatico

Francia e Germania stanno discutendo di una radicale revisione del Servizio diplomatico dell’Ue, attivo da 15 anni, nel tentativo di migliorare la risposta del blocco dei 27 alle crisi geopolitiche. E’ quanto riporta il Financial Times citando cinque alti funzionari. Secondo la testata britannica, Parigi, Berlino e altre capitali stanno valutando diverse opzioni, tra cui la revoca dei poteri all’Alta Rappresentante Ue per la Politica estera, Kaja Kallas, e al suo Servizio europeo per l’azione esterna (Seae), che dispone di un budget di 1 miliardo di euro all’anno, per restituirli alla Commissione europea e agli Stati membri. “È chiaro che” il Seae “non funziona come dovrebbe nel mondo di oggi. È disfunzionale”, ha affermato una fonte. “Il problema è strutturale e quindi la struttura deve essere ricostruita”, ha aggiunto.

Aiea, blackout alla centrale di Zaporizhzhia

Blackout alla centrale nucleare di Zaporizhzhia rimasta senza alimentazione elettrica esterna durante la notte a causa di un attacco a una sottostazione elettrica di riserva. Lo ha annunciato l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (Aiea). Questa interruzione dell’ultima linea esterna a 330 kV della centrale si verifica mentre stavano per essere effettuati lavori di riparazione sulla linea principale a 750 kV, disconnessa dal 24 marzo, ha sottolineato l’agenzia per la sicurezza nucleare in un messaggio su X. “Quest’ultima interruzione dell’alimentazione esterna sottolinea ancora una volta l’estrema fragilità della rete elettrica e i continui pericoli per la sicurezza nucleare in tempo di guerra”, ha dichiarato il direttore generale dell’Aiea, Rafael Grossi, ribadendo il suo appello alla “moderazione militare” per prevenire un incidente nucleare. Secondo l’Aiea, le cui squadre sono presenti permanentemente sul posto dal settembre 2022, questa è la diciannovesima volta dall’invasione russa dell’Ucraina nel febbraio 2022 che la centrale nucleare ucraina, ora sotto il controllo russo, è rimasta completamente senza alimentazione elettrica esterna. L’Aiea ha spiegato di essere stata informata che quest’ultima interruzione di corrente è collegata a un attacco a una sottostazione elettrica sull’altra sponda del fiume Dnepr. Durante queste interruzioni, la centrale si affida a generatori diesel di emergenza per alimentare il sistema di raffreddamento dei suoi sei reattori, spenti dal 2022. “Questa non è una situazione normale”, ha dichiarato martedì Martin Gajdos, coordinatore tecnico dell’Aiea responsabile delle squadre dislocate a Zaporizhzhia. Ha inoltre precisato che finora non sono state rilevate “perdite radioattive”. “I livelli di radioattività rimangono nella norma”, ha aggiunto. Era stato ottenuto un sesto cessate il fuoco locale per consentire la riparazione della linea principale da 750 kV, e i lavori sarebbero dovuti iniziare a breve.

Meloni: “Kiev in Ue nel rispetto del merito e della parità di trattamento”

“Guardiamo al futuro europeo dell’Ucraina come a un elemento importante della sicurezza continentale. L’Ucraina dovrà continuare nel percorso di riforme e nel rafforzamento dello stato di diritto. Il percorso di adesione dovrà proseguire nel rispetto del principio del merito e di parità di trattamento tra i Paesi candidati”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in Aula alla Camera, nelle sue comunicazioni in vista del Consiglio Ue.

Meloni: “Linea Italia non cambia, sostegno a Kiev e pressione su Mosca”

“A oltre 4 anni dall’avvio dell’aggressione russa contro Kiev, quell’aggressione a dispetto dei continui proclami non si è mai trasformata in una vittoria. E questo è stato possibile grazie all’eroica resistenza del popolo ucraino, al sostegno che la nazione aggredita ha ricevuto dagli alleati europei e occidentali, Italia compresa. Dopo il fallimento dell’offensiva invernale, anche l’annunciata offensiva primaverile ed estiva non ha portato insuccessi alla Russia. Il fronte è praticamente fermo e dal primo gennaio 26 ad oggi Mosca non è riuscita a incrementare la percentuale di territorio ucraino sotto il suo controllo. Deriva anche da qui la frustrazione di Mosca che si traduce in nuovi e massicci attacchi contro la popolazione civile, così come gli ultimatum rivolti a Kiev per le ripetute violazioni dello spazio aereo dell’Unione Europea e della Nato che hanno addirittura coinvolto obiettivi civili in Romania, comportamenti inaccettabili che l’Italia ha condannato e condanna con fermezza. La nostra solidarietà all’Ucraina resta piena, convinta, concreta. Sosteniamo attivamente la sua difesa, la resilienza del suo sistema energetico, la sicurezza dei suoi impianti nucleari, progetti per la ricostruzione. La nostra linea non cambia. Sostenere Kiev, mantenere la pressione su Mosca rappresentano ancora oggi, a nostro avviso, l’unico modo concreto di creare condizioni che possano costringere all’apertura di una seria stagione negoziale. Per questo sosteniamo il 20esimo pacchetto di sanzioni europee, perché fino a quando la Russia rifiuterà di cessate il fuoco e l’avvio di trattative reali, sarà necessario mantenere alta la pressione politica ed economica”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, durante le comunicazioni alla Camera in vista del prossimo Consiglio europeo.

Meloni: “L’Ue individui una figura autorevole per negoziato sull’Ucraina”

“Sostengo da tempo la necessità di individuare una figura autorevole investita della fiducia e del mandato di tutti gli Stati membri per portare il punto di vista dell’Europa ed è in questa direzione che continuo a lavorare”.
Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in Aula alla Camera, nelle sue comunicazioni in vista del Consiglio Ue, parlando del negoziato con Russia e Ucraina per la fine della guerra.

Droni ucraini colpiscono raffineria a Krasnodar

Droni ucraini nella notte hanno colpito la raffineria Afipsky a Krasnodar, nel sud della Russia, provocando un vasto incendio che è stato spento. Secondo quanto riferito dal governatore di Krasnodar, Veniamin Kondratyev, su Telegram tre persone sono rimaste ferite quando i detriti dei droni sono caduti su edifici residenziali in altre zone della regione. Secondo i media, l’impianto ha lavorato circa 7 milioni di tonnellate di petrolio greggio nel primo anno di guerra, iniziata nel 2022. Da allora, è stato ripetutamente preso di mira da attacchi di droni ucraini.

Attacchi russi nella notte con 221 droni 2 missili Iskander

Nella notte le forze di difesa ucraine hanno neutralizzato 195 dei 221 droni lanciati dalle forze russe. Secondo quanto riferito dall’Aeronautica militare ucraina la notte scorsa le forze russe hanno attaccato con due missili balistici Iskander-M lanciati dalla regione di Belgorod, in Russia, e 221 droni d’attacco dei tipi Shahed, Herber, Italmas e Parodia, lanciati dalle direzioni di Orel, Kursk, Bryansk e Primorsko-Akhtarsk in Russia, e di Chauda e Hvardiyske nel territorio temporaneamente occupato della Crimea. L’Aeronautica militare ucraina ha precisato che i missili balistici e i 21 droni d’attacco hanno colpito 9 località, con detriti di droni abbattuti caduti in 8 località. Il comando ha aggiunto che l’attacco è ancora in corso e che i droni nemici rimangono nello spazio aereo ucraino.

Media, raffineria russa di Samara ha interrotto lavorazione greggio

La raffineria di petrolio di Kuibyshev, di proprietà del colosso petrolifero russo Rosneft e situata nella città di Samara, ha completamente interrotto la lavorazione del greggio in seguito a un attacco di droni avvenuto nella notte tra il 9 e il 10 giugno. Lo riporta Ukrainska Pravda facendo riferimento a una notizia Reuters che cita due fonti del settore petrolifero e del gas Secondo le fonti, la lavorazione del petrolio è stata sospesa in entrambe le unità di distillazione primaria del greggio, CDU-4 e CDU-5. Ciascuna unità ha una capacità di circa 10.000 tonnellate metriche (73.000 barili) al giorno. L’attacco del drone ha causato danni significativi alle attrezzature e ha innescato incendi, rendendo la raffineria incapace di operare. La raffineria è considerata un importante produttore di carburante, anche per le esigenze dell’esercito russo. Secondo le fonti, nel 2024 la raffineria di Kuibyshev ha lavorato 4,7 milioni di tonnellate di petrolio greggio, pari a circa 94.400 barili al giorno. Nello stesso periodo, l’impianto ha prodotto 800.000 tonnellate di benzina, 1,4 milioni di tonnellate di gasolio e 1,3 milioni di tonnellate di olio combustibile.

Kiev, attacchi russi nella notte con 221 droni e 2 missili Iskander

Nella notte le forze russe hanno attaccato l’Ucraina con due missili balistici Iskander-M e 221 droni di vario tipo. La difesa aerea ucraina ha abbattuto 195 droni. Lo afferma l’Aeronautica militare ucraina citata da Ukrainska Pravda. Aerei, unità missilistiche antiaeree, sistemi di guerra elettronica, unità di sistemi senza pilota e gruppi di fuoco mobili delle forze di difesa ucraine sono stati impiegati per respingere l’attacco. L’attacco è ancora in corso, poiché diversi droni russi sono tuttora presenti nello spazio aereo.

Russia, detriti di un drone su un condominio a Krasnodar: due feriti

I detriti di un drone ucraino hanno colpito un condominio a Krasnodar, nella Russia meridionale, provocando un incendio. Secondo le prime informazioni, due persone sono rimaste ferite. Lo ha riferito su Telegram il governatore del Territorio di Krasnodar, Veniamin Kondratyev.

Raffineria russa in fiamme dopo attacco con drone

La raffineria russa Afisky è in fiamme dopo un attacco con un drone, secondo quanto riferito dalle autorità locali.

Zelensky, forze di pilotaggio da remoto hanno fatto danni per 40 miliardi alla Russia

A un anno dalla creazione delle Forze per Sistemi a Pilotaggio Remoto (Usf) dell’Ucraina, sono stati colpiti obiettivi russi di vario tipo per un valore di quasi 40 miliardi di dollari. Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky nel suo videomessaggio serale, commentando il decreto che designa l’11 giugno come Giornata delle forze per sistemi a pilotaggio remoto delle forze armate dell’Ucraina. “In un solo anno dalla creazione del Gruppo Usf, sono stati colpiti obiettivi russi di vario tipo per un valore di quasi 40 miliardi di dollari. Cosa ancora più importante, si tratta di attacchi di diverso tipo, e ognuno di essi amplia la nostra capacità di salvare vite umane”, ha affermato. Secondo Zelensky, l’11 giugno sarà d’ora in poi una giornata di rispetto e gratitudine verso le Forze per sistemi a pilotaggio remoto.

Risoluzione maggioranza, phase-out di impianto sanzionatorio per fine guerra

“Garantire la continuità del sostegno multidimensionale alle istituzioni e alla popolazione ucraina, con il pieno coinvolgimento del Parlamento in ordine a qualsiasi iniziativa di potenziale grande impatto economico, iniziando a costruire un phase-out dell’impianto sanzionatorio a seguito del termine del conflitto, suggerendolo anche come leverage negoziale; ad adottare iniziative affinché le istituzioni europee assicurino pieno sostegno politico, economico e operativo alle associazioni e organizzazioni impegnate a fronteggiare le conseguenze umanitarie della guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina”. È uno degli impegni per il governo previsti nella bozza della risoluzione di maggioranza sulle comunicazioni della premier Giorgia Meloni in vista del Consiglio Ue.

Zelensky: “Forze di pilotaggio da remoto hanno fatto danni per 40 miliardi alla Russia in un anno di attività”

A un anno dalla creazione delle Forze per Sistemi a Pilotaggio Remoto (Usf) dell’Ucraina, sono stati colpiti obiettivi russi di vario tipo per un valore di quasi 40 miliardi di dollari. Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky nel suo videomessaggio serale, commentando il decreto che designa l’11 giugno come Giornata delle forze per sistemi a pilotaggio remoto delle forze armate dell’Ucraina.
“In un solo anno dalla creazione del Gruppo Usf, sono stati colpiti obiettivi russi di vario tipo per un valore di quasi 40 miliardi di dollari. Cosa ancora più importante, si tratta di attacchi di diverso tipo, e ognuno di essi amplia la nostra capacità di salvare vite umane”, ha affermato. Secondo Zelensky, l’11 giugno sarà d’ora in poi una giornata di rispetto e gratitudine verso le Forze per sistemi a pilotaggio remoto.

L’ambasciatore russo Paramonov: “Dialogo con Italia ma abbandoni atteggiamento ostile”

“Qui in Italia, da alcuni degli alti colli romani, ci sentiamo spesso accusati: la Russia sarebbe colpevole di tutti gli attuali problemi dell’ordine mondiale odierno, che si tratti dell’Europa dell’Est, del Medio Oriente o dell’Africa. Posso affermare con fermezza che queste accuse non corrispondono assolutamente al vero: sono una palese falsità. I fatti testimoniano l’esatto opposto”. Lo ha detto l’ambasciatore di Mosca in Italia Alexiei Paramonov nel discorso nella sua residenza per la festa della Giornata della Russia.

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Meloni: “Serve figura che rappresenti Ue per Kiev”. Attacco a Vannacci: “Non siete la vera destra”

“La linea dell’Italia non cambia, sostegno a Kiev e pressione su Mosca”. Nessuna delega all’Usa” da parte dell’Europa, ma anche “meno formati che si sovrappongono e che non hanno legittimità per parlare per l’Ue”. “Serve figura che rappresenti Ue per Kiev”. Un chiaro riferimento al recente vertice E3 su Kiev, da cui Roma è stata esclusa. Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni alla Camera in un’ora circa di comunicazioni in vista del Consiglio europeo del 18-19 giugno. Sull’Iran, “sosteniamo il negoziato sempre che sia ancora possibile”. Duro il passaggio contro i coloni e il ministro della Sicurezza nazionale di Israele. Non mancano stoccate alle opposizioni sulle rinnovabili (“massimo storico di energia elettrica prodotta”), migranti (“l’80% in meno”) e la narrazione “del ridicolo armamentario del governo illiberale”.

Dopo l’intervento della premier si è tenuta la discussione generale. Nella replica, durissima la premier contro i 5 stelle che l’avevano accusato di “indossare ginocchiere” con Netanyahu e Trump. Poi ironia contro le opposizioni “per la perdita di Orban”. “Avete presentato 6 risoluzioni”, ha aggiunto. Ai vannacciani: “Avete votato sei volte la fiducia contro il governo, non siete la vera destra.”

Sono in corso le dichiarazioni di voto sulle 8 risoluzioni presentate con gli interventi, tra gli altri, della segretaria del Pd Elly Schlein, del presidente del M5s Giuseppe Conte e del deputato di Avs Angelo Bonelli. Nel pomeriggio, dopo la rituale colazione con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la premier farà le comunicazioni al Senato.

Punti chiave

Ascani: “Dovevo intervenire sulle parole di Silvestri, mi scuso con l’Aula”

“Mi scuso, non ho colto quel senso nelle parole di Silvestri. E’ stata una mia mancanza. Se lo avessi colto, sarei intervenuta”. Lo dice Anna Ascani, presidente di turno dell’aula alla Camera, durante l’intervento di Francesco Silvestri dei 5 Stelle nel passaggio sulle ‘ginocchiere’ parlando della premier Giorgia Meloni.

Parla Ravetto (Fn), FdI e Lega lasciano l’aula

Tutti i Fratelli d’Italia e i leghisti hanno lasciato l’aula quando ha preso la parola per la dichiarazione di voto Laura Ravetto di Futuro nazionale, il partito di Vannacci. (di Giovanna Vitale)

Ravetto (Fn) a Meloni: “Questo governo ha tradito la fiducia degli elettori”

Se futuro nazionale “non ha votato la fiducia a questo governo, non è stato per fare un favore alla sinistra, ma perché questo governo ha tradito la fiducia degli elettori. Chi tradisce il programma per cui e stato votato favorisce la sinistra”. Lo dice la deputata Laura Ravetto (Fn).

Magi a Meloni: “Uso distorto parole di Emma Bonino”

“Devo inevitabilmente cambiare un po’ le cose da dire e anteporre una replica alla presidente del Consiglio che ha citato in maniera distorta e parziale le parole di Emma Bonino di qualche anno fa. Se Emma fosse in quest’aula sicuramente replicherebbe in modo più efficace. Ha dimenticato, presidente Meloni, di dire che Emma Bonino rivendicava la missione mare Nostrum nella convinzione che sopra i cadaveri non si costruisse democrazia e non si costruisse benessere e chiedeva la modifica della legge della legge Bossi-Fini”.
Lo ha detto Riccardo Magi nell’intervento per le comunicazione della premier Giorgia Meloni in vista del Consiglio Ue alla Camera. Meloni aveva detto: “Non sono io a sostenere che il governo Renzi abbia barattato la flessibilità con una maggiore accoglienza agli immigrati, l’ha sostenuto una persona molto più autorevole di me, quella persona si chiama Emma Bonino”.

Standing ovation FdI e urla ‘Brava Giorgia!’ al termine intervento premier

Standing ovation dai banchi di FdI al termine dell’intervento della premier Giorgia Meloni. Le sue ultime parole hanno visto i deputati di fratelli d’Italia alzarsi tutti in piedi con qualcuno che ha urlato ‘Brava Giorgia!’, anche dagli altri gruppi della maggioranza sono partiti applausi e in molti si sono alzati.

Meloni ai M5S: “Qui senza mai indossare ginocchiere, mancato rispetto per le donne”

“Boldrini si è indignata perché il collega si rivolgeva alla sottoscritta dicendo ‘signor presidente’. Mi chiedo se questo sia davvero il punto del rispetto delle donne. O sia piuttosto quello di ascoltare un collega che mi dice che ho indossato delle ginocchiere. Collega Silvestri, quello che voi non riuscite ad accettare è che c’è una donna che è arrivata dove è arrivata senza mai indossare delle ginocchiere, senza favoritismi e senza scorciatoie “. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in Aula alla Camera, in fase di replica dopo la discussione generale sulle sue comunicazioni in vista del Consiglio Ue, chiamando in causa l’intervento di Francesco Silvestri del M5S. Alzando la voce e con tono irato, ha concluso: “vi dà fastidio che la prima donna presidente del Consiglio sia arrivata dalla destra perché voi non siete stati capaci di proporla”.

Meloni, forfait a vertice Montenegro? Ero a festa Arma, lo rifarei

“Sulla partecipazione del vertice in Montenegro le ricostruzioni sono francamente abbastanza surreali, cioè io non sarei andata perché ero piccata. Guardate, mi pareva che almeno una cosa fosse chiara, arrivati a questo punto: quando ho qualcosa da dire, io la dico. Non è che faccio queste cose ‘nannimorettiane’, no? Mi si nota di più se vengo e sto in disparte o se non vengo per niente. Io non sono abituata a lavorare così”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel corso delle repliche dopo la discussione generale sulle comunicazioni rese dalla premier nell’Aula della Camera in vista del prossimo Consiglio europeo. “Quando ho qualcosa da dire, io prendo e la dico. Non so se voi eravate abituati, se altri erano abituati a questi atteggiamenti infantili, ma io penso che una grande nazione come l’Italia non debba avere atteggiamenti infantili”, le parole della premier che ha poi aggiunto: “Non sono riuscita ad arrivare al vertice in Montenegro, me ne scuso ancora una volta. Ero ad assistere alla festa dei Carabinieri, è una cosa della quale vado fiera. È una cosa che rifarei. Non cambia nulla del nostro impegno e, se posso dire, proprio perché ho partecipato a tutti i vertici possibili e immaginabili, nessuno dei miei colleghi ha sempre partecipato a tutti i vertici che oltre tutto sono moltissimi. Escludo che nelle altre nazioni accada quello che accade in Italia se il presidente del Consiglio dei Ministri una volta non riesce ad arrivare a quel vertice, escludo che ci sia un analogo dibattito nei loro paesi”.

Meloni: “No contrari a rinnovabili ma a speculazione”

“Non siamo contrari alle energie rinnovabili, ma siamo contrari alla speculazione”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Fdi, vergognosa frase M5s sulle ‘ginocchiere’ di Meloni, si apra istruttoria

Polemica in Aula alla Camera per una frase del pentastellato Francesco Silvestri durante il dibattito sulle comunicazioni della premier. Silvestri è andato all’attacco sottolineando che “dopo il referendum si è detto che la linea del governo era di raddrizzare la schiena, rialzarsi dalla posizione che aveva avuto nei confronti di Netanyahu e di Trump” ma “lei non ha rialzato la schiena, ha semplicemente indossato delle ginocchiere per stare più comoda. Noi abbiamo bisogno di un leader completamente diversi e spero che tra qualche mese” sarà così, ha detto. “E’ vergognoso – ha stigmatizzato nel suo intervento Paolo Trancassini di FdI – dire che qualcuno dovrebbe mettersi le ginocchiere anziché alzare la testa, lo dico alle belle anime della sinistra: sapete perfettamente quando si dice a una donna che si debe mettere le ginocchire davanti a un uomo. Questo è un fatto vergognoso!”. Trancassini ha chiesto alla presidenza di intervenire: “mi auguro che si apra una istruttoria”. “Verificheremo assolutamente”, ha detto il presidente Lorenzo Fontana.

Meloni al vannacciano Pozzolo: “Per sei volte avete votato contro il governo”

“Per sei volte avete votato la fiducia contro il governo, per mandare a casa questo governo. Non mi si parli di vera destra perché la vera destra non è mai funzionale alla sinistra”. Così la premier Giorgia Meloni nella replica dopo la discussione generale sulle sue comunicazioni in vista del Consiglio Ue rivolgendosi ai vannacciani.

Ue: Meloni, errore consentire percorso più veloce ingresso Kiev

Questa “è una maggioranza che non ha ambiguità” neanche sul tema dell’ingresso dell’Ucraina nell’unione europea, mentre il centrosinistra “presenta sei risoluzioni”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni in sede di replica alla Camera dopo il dibattito sulle comunicazioni in vista del Consiglio Ue. “Sarebbe un errore consentire che il percorso di adesione dell’Ucraina fosse più veloce di quello dei Balcani, utilizzando due pesi e due misure. Il Cancelliere tedesco Merz cerca una sintesi, il dibattito deve essere pragmatico”, osserva la premier. “Il lavoro del governo è stato quello di correggere l’Europa”, dice la presidente del Consiglio.

Meloni: “Governo non ha ambiguità, le opposizioni presentano sei risoluzioni”

“Questo governo” in politica estera “non ha ambiguità, sarà difficile quando ci arriverete voi al governo, visto che oggi presentate sei risoluzioni”. Lo dice la premier Giorgia Meloni, durante le repliche alla Camera.

Ue, Meloni: “Non sono d’accordo con ipotesi superamento unanimità”

“Non sono d’accordo sul superamento dell’unanimità nell’Unione europea. Non credo che l’Ue debba essere un club nel quale chi è più forte impone la propria volontà agli altri”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in Aula alla Camera, in fase di replica dopo la discussione generale sulle sue comunicazioni in vista del Consiglio Ue. “La politica le sue sintesi le sa trovare, anche su temi più divisivi come quello dell’Ucraina. Il problema dell’Europa sta semmai da un’altra parte. Il punto è semmai quanto si rispettano quelle sintesi e quanto quelle sintesi vengono ribaltate”, ha aggiunto.

Meloni: “Isolare Israele non è funzionale ai nostri obiettivi”

“Isolare Israele non sarebbe funzionale ai nostri obiettivi, a una presenza europea necessaria, compresa l’opzione dei due stati”. Lo dice la premier.

Ironia Meloni: solidarietà a opposizione per perdita Orban come fonte ispirazione

“Consentitemi in apertura all’esito di questo dibattito di esprimere la mia personale solidarietà, la solidarietà di tutto il governo alla opposizione per la perdita di Victor Orban, principale fonte di ispirazione e principale argomentazione da un decennio a questa parte in quest’aula che oggi chiaramente comincia ad avere delle sue difficoltà”. Così la presidente del Consiglio.

In corso la replica di Meloni

È iniziata la replica della presidente del Consiglio Giorgia Meloni dopo la discussione generale sulle comunicazioni in vista del prossimo Consiglio europeo.

M5s: a differenza Meloni non crediamo in buona fede Israele

“Se ascoltiamo il discorso di Meloni sull’Ucraina di 3 anni fa è uguale a quello di oggi. Forse anni fa il discorso sull’aggressore e l’aggredito poteva funzionare. Poi però è arrivata Gaza. E Gaza ha svelato tutta l’ipocrisia. Meloni sulle sanzioni ad Israele dice: ‘non bisogna isolare la popolazione civile’. Poi però vediamo come trattate i russi, isolando i popoli. Meloni non condanna il bombardamento di Beirut, ma chiede ‘premura per i civili’. Un po’ come ci ha risposto sul commercio di armi con Israele, quando ci ha detto che sarebbe continuato, ‘ma ci premuriamo che Israele non ne faccia uso sui civili’. Il problema è che abbiamo creato le condizioni morali affinché Ben Gvir facesse quello che ha fatto agli attivisti della Flotilla, addirittura davanti alle telecamere. E allora proviamo a immaginare cosa accade quando quelle telecamere sono spente. Ci spiace, ma a differenza di Meloni noi non crediamo alla buonafede di Israele, di chi stermina 70 mila persone”. Lo ha detto in Aula Riccardo Ricciardi, capogruppo M5S alla Camera, nel dibattito dopo le comunicazioni della premier Meloni sul prossimo Consiglio Ue.

Della Vedova (+E), Meloni torna antieuropeista, prenda spunto da Rama

Meloni “prenda appunti da quello che dice il suo amico, il leader albanese, che ha detto: sono pronto a entrare” in Ue “e a rinunciare al diritto di veto. Visto che sta tornando al punto di partenza dell’antieuropeismo”, Meloni “prenda spunti dalle cose che dice Rama: no al diritto di veto e riforma della commissione. Altro che prendersela in modo stucchevole con i burocrati di Bruxelles”. Lo ha detto Benedetto Della Vedova, di Più Europa, intervenendo in Aula alla Camera in occasione delle comunicazioni della premier in vista del Consiglio europeo.

Provenzano (Pd): “Meloni non va più dal benzinaio ma conto lo pagano cittadini”

“Anche oggi ha attaccato l’Europa. La Commissione europea ha molti, tanti limiti, ma ci siete voi dentro, presidente. Siete voi che volete un bilancio europeo risibile e con Fitto, togliete persino ai fondi di coesione ai territori”. Così Giuseppe Provenzano, responsabile esteri del Pd, parlando in Aula dopo le comunicazioni della presidente del Consiglio Giorgia Meloni in vista del Consiglio Europeo del 18 e 19 giugno.

“Siete voi nazionalisti che la rendete immobile, salvo poi festeggiare per un minimo di flessibilità, ma questi 14 miliardi che deve usare per gli investimenti sulle rinnovabili, quello che non ha fatto fin qui e continuate con le misure tampone, come sulle accise, tanto lei dal benzinaio, presidente, non ci va più, ci vanno però i cittadini, i lavoratori, le imprese che pagano il conto delle guerre di Trump e Netanyahu”.

Provenzano (Pd): “Meloni fuori da processi decisionali, ha fallito per vicinanza a Trump”

“L’Italia non c’è ai principali processi decisionali europei”. Così Giuseppe Provenzano, responsabile esteri del Pd, parlando in Aula dopo le comunicazioni della presidente del Consiglio Giorgia Meloni in vista del Consiglio Europeo del 18 e 19 giugno. “Lei non vuole che l’Europa si autoescluda – aggiunge -, ma finora l’unica che si è autoesclusa è lei, presidente Meloni”. Quanto alla mancata partecipazione dell’Italia ai recenti vertici, “io penso che ci sia una ragione di fondo, che la sua assenza sia la conseguenza di un vuoto di strategia, perché la politica estera è stata a lungo il suo terreno di propaganda. Oggi, invece, è la principale ragione della sua crisi e del suo fallimento, perché è crollata l’intera impalcatura su cui si leggeva, la vicinanza a Donald Trump”.

Fratoianni: Meloni dimentica dire crisi originata da suoi amici Trump-Netanyahu

“Lei ci ha parlato lungamente della crisi di Hormuz, della situazione in Iran, in Medio Oriente, dello shock che quella crisi sta producendo a livello globale sul terreno economico e non soltanto, e su questo è necessario impegnarsi per ristabilire la piena libertà di navigazione, per impedire che uno Stretto così decisivo possa essere usato come leva, come strumento di ricatto. Ma ancora una volta, sorprendentemente, misteriosamente, si è dimenticata di dire al Parlamento che la crisi e tutto ciò che ne sta derivando ha una origine molto precisa, l’aggressione criminale e illegale che il suo amico Trump e il suo amico Netanyahu hanno scatenato contro l’Iran”. Così il deputato di Avs, Nicola Fratoianni, parlando nell’Aula della Camera nel corso della discussione generale sulla comunicazioni rese dalla premier Giorgia Meloni in vista della prossima riunione del Consiglio europeo. “Guardate che non è che si può andare avanti all’infinito così, perché altrimenti è anche difficile, se non impossibile, collocare il nostro paese su una sponda non solo giusta, ma utile a costruire una via d’uscita alle crisi che abbiamo di fronte, che si stanno, per altro ulteriormente accentuando”, ha aggiunto. “Signora presidente, senza riconoscere la natura di quello che sta accadendo, è inutile che ci chieda di riconoscere la buona fede di tutti. Il punto è la scelta politica, quella che ancora oggi ha fatto sì che non abbia nominato né Trump né Netanyahu. I nomi scompaiono, ma è una scelta politica”, ha concluso.

Fratoianni: “Il governo ha fatto la patrimoniale sul ceto medio”

“I salari hanno perso 8 punti di potere di acquisto mentre sono aumentati i miliardari e i loro patrimoni. Ma, come ci ha ricordato” Meloni, “mai una patrimoniale sulle grandissime ricchezze, perché volete difendere il ceto medio. Solo che voi la patrimoniale l’avete fatta sul ceto medio, togliendo diritti e opportunità, aumentando il carico fiscale. Il punto sono le scelte politiche”. Lo ha detto Nicola Fratoianni, di Avs, intervenendo in Aula in occasione delle comunicazioni della premier in vista del Consiglio europeo.

Silvestri (M5S): “Con Trump e Netanyahu ha semplicemente indossato delle ginocchiere”

“Dopo il referendum si è detto che la linea del governo era di raddrizzare la schiena, rialzarsi da una posizione supina che aveva avuto nei confronti di Netanyahu e di Trump, lei non ha rialzato la schiena, ha semplicemente indossato delle ginocchiere per stare più comoda. Noi abbiamo bisogno di un leader in una condizione sociale completamente diversa e spero che tra qualche mese arriverà”, ha dichiarato in aula il deputato Francesco Silvestri, capogruppo M5s in commissione Esteri, intervenendo in discussione generale sulle comunicazioni di Meloni in vista del prossimo Consiglio europeo.

Otto risoluzioni alla Camera su comunicazioni Meloni in vista del Consiglio europeo

Sono otto le risoluzioni che sono state presentate alla camera sulle comunicazioni della premier in vista del consiglio europeo del 18 e 19 giugno. La maggioranza ha presentato un testo, poi ci sono quelli del Pd, del M5s, di Avs, di Azione, di Italia viva, di Più Europa e di Futuro nazionale.

Braga (Pd): Meloni torna in Parlamento nervosa, isolata e senza risposte

“Nervosa e astiosa, esplicitamente irritata per i vertici che la escludono, dichiara aumento delle spese militari, attacca e minaccia l’Europa. Ecco Meloni oggi alla Camera dopo mesi. Non una premier all’altezza dei tempi difficili, ma un capo di partito senza idee e senza soluzioni”. Lo ha scritto su X Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera.

In corso alla Camera la discussione sulle comunicazioni della premier Meloni

È in corso alla Camera la discussione generale sulle comunicazioni della presidente del Consiglio Giorgia Meloni in vista del Consiglio Ue. La premier è in Aula.

Meloni: “Burocrati di Bruxelles non ribaltino decisioni politiche”

“Le sintesi che la politica raggiunge, all’esito di lunghissime discussioni, non sono un esercizio dialettico. Sono l’esercizio della democrazia. Ognuno di noi, quando si presenta in Consiglio Europeo, lo fa con alle spalle un mandato del proprio parlamento. Quel Parlamento, a sua volta, opera secondo un mandato popolare. Per questa ragione le decisioni che noi prendiamo devono essere rispettate, devono essere attuate, non possono essere rimesse in discussione, o addirittura ribaltate, da interpretazioni surreali, ammantate come tecniche, di burocrati che non devono rendere conto a nessuno delle proprie decisioni, e che forse anche per questo hanno finito per perdere il contatto con la realtà”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni alla Camera.

Terminate le comunicazioni alla Camera, aula riprende alle 10.45

(lapresse)

E’ stata sospesa la seduta dell’aula della Camera, dopo le comunicazioni del presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in vista del prossimo consiglio Ue del 18 e 19 giugno. La premier, che è intervenuta per poco meno di un’ora, è ora attesa in Senato per la consegna del testo del suo intervento. L’aula di Montecitorio, come comunicato dal presidente Lorenzo Fontana, riprenderà i lavori alle 10.45, con la discussione generale, la replica del premier, e poi l’esame e il voto delle risoluzioni presentate. Il tutto per circa 5 ore di lavoro previste.

“Italia non insegue corso eventi, vuole contribuire a determinarlo”

“Il contesto è complesso e delicato, e in questo scenario l’Italia sa che la sfida più importante è saper scegliere cosa è più giusto in luogo di ciò che è più facile. Per farlo continueremo a interpretare con lucidità i cambiamenti dello scenario internazionale, a promuovere soluzioni pragmatiche ed efficaci, difendendo i nostri valori e i nostri interessi. Continueremo, cioè, ad agire con realismo e determinazione, senza cedere alle semplificazioni, senza nascondere la realtà dei fatti, perché le decisioni più importanti per il futuro dell’Europa richiedono anzitutto il coraggio della verità”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, durante le comunicazioni alla Camera in vista del prossimo Consiglio europeo. “È con questa consapevolezza che parteciperemo al prossimo Consiglio europeo, non per inseguire il corso degli eventi, ma per contribuire a determinarlo – sottolinea la premier -. Questa, del resto, è la linea che abbiamo seguito finora, una linea fondata sulla chiarezza delle scelte, sulla serietà degli impegni assunti, sulla difesa dell’interesse nazionale nel quadro di una dimensione europea. Una strada che non promette scorciatoie, ma risultati e non cerca il consenso più facile, ma le decisioni più giuste. Ed è su questa strada ancora una volta che chiediamo il sostegno di questo Parlamento”.

Meloni: “Definiremo con l’Ue le misure finanziabili con la flessibilità”

“Con pragmatismo, nelle prossime settimane provvederemo a definire, in stretto raccordo con la Commissione europea, un paniere di misure finanziabili grazie alla flessibilità che abbiamo ottenuto. E questo consentirà, tra l’altro, di alleggerire il bilancio nazionale e di avere più risorse per sostenere le famiglie e le imprese in questa difficile congiuntura”. Lo ha detto la presidente del Consiglio.

“Non accetteremo bilancio Ue con risorse inferiori a fronte maggiori contributi”

“La novità del prossimo Consiglio è che per la prima volta si parlerà dei numeri del prossimo Qfp e quindi vale la pena di ribadire almeno tre concetti per noi fondamentali. Primo, non accetteremo un bilancio in conseguenza del quale a fronte di maggiori contributi l’Italia rischia di avere a disposizione risorse inferiori. Secondo, i cosiddetti rebates vanno eliminati. Se si arriverà a mantenere questo sistema anacronistico chiederemo che in qualità di terzo contributore netto al bilancio dell’Ue anche l’Italia goda dello stesso privilegio. Tre, chi vuole finanziare le nuove priorità tagliando le politiche tradizionali deve guardare altrove. Da parte nostra siamo pronti a investire su competitività e difesa, ma questo non si potrà fare a spese della PAC, della Pesca o della Coesione”. Così la premier.

“Ridicolo l’armamentario opposizione su governo illiberale”

(ansa)

“Ridicolo l’armamentario dell’opposizione sul governo illiberale”. “Questo governo non è contro lo stato di diritto, tutt’altro, sa però che nella civiltà occidentale il fondamento dello stato di diritto è l’uguaglianza di fronte alla legge: quindi il principio va rispettato alla stessa maniera da tutti, Commissione inclusa”, ha continuato, parlando delle “condizionalità legate al rispetto dello stato diritto”.
“Non è concepibile che un documento informale, come la relazione informale sullo stato di diritto, predisposto da funzionari in base ad articoli di giornale, non su istanze giurisdizionali, possa assumere carattere vincolante capace di bloccare senza contraddittorio l’erogazione dei fondi a uno stato membro – ha aggiunto -. E deve far riflettere che Paesi accusati di violare lo stato di diritto quando sono governati da maggioranze reputate sgradite, diventino poi di colpo pienamente in linea con i principi europei al cambio di governo, pur rimanendo inalterate le leggi che vengono contestate”. “Continueremo – ha concluso Meloni – a lavorare per correggere queste distorsioni perché sono lontane dall’idea di Europa che abbiamo in mente”.

“Possiamo investire 14 miliardi in tre anni per mitigare il caro energia”

“La possibilità di attivare su base volontaria la cosiddetta ‘National Escape Clause’ ci consentirà di investire 14 miliardi di euro, nei prossimi tre anni, per mitigare l’impatto dell’aumento dei prezzi dell’energia, che colpisce soprattutto le famiglie vulnerabili e le imprese energivore, ma più in generale tutti gli italiani”. Lo ha detto la presidente del Consiglio. “Si tratta di un risultato molto importante, che in parecchi consideravano impossibile, ma che abbiamo centrato, dimostrando la capacità dell’Italia di far valere in Europa i propri interessi, e di proporre soluzioni efficaci e di buon senso. Anche in questo caso – ha aggiunto – ho ascoltato polemiche surreali, spesso basate su affermazioni infondate, come accade spesso quando gli argomenti scarseggiano. La posizione del nostro governo su alcune misure del Green Deal è nota e non è mutata”.

“Finiti i tempi i cui l’Italia accoglieva più immigrati per avere flessibilità”

“Sono lontani i tempi in cui l’Italia per avere maggiore flessibilità di bilancio doveva dirsi favorevole a ricevere più immigrati illegali. Quelli erano altri tempi. Oggi c’è un governo che riesce a ottenere maggiore flessibilità mentre riesce ad ottenere una riduzione dell’80% degli immigrati illegali che sbarcano sulle coste italiane”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Meloni: “Con noi massimo storico elettricità prodotta da rinnovabili”

“Con il nostro governo abbiamo raggiunto il massimo storico di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili. Lo so, può dare fastidio. Peraltro ricordo che lunedì scorso la Commissione ha approvato ulteriori 23 miliardi di aiuti di stato a sostegno della produzione nazionale di energia elettrica da fonti rinnovabili. Si prevede che gli impianti aggiungeranno un totale di 37,15 GW di capacità di produzione di energia elettrica, un risultato che aumenterà del 48% l’attuale capacità di energia prodotta da fonti rinnovabili”. Così la premier.

Nucleare, Meloni: “E’ vera soluzione a nostra dipendenza energetica”

Il Governo ha varato “il disegno di legge delega sull’energia nucleare che riteniamo la vera soluzione alla nostra dipendenza energetica nel medio-lungo periodo”. Così la premier.

“Al summit Nato l’Italia con il 2,8% del Pil in spese per la difesa”

Sulla difesa “siamo pronti ad assumerci le nostre responsabilità e lo ribadiremo al vertice Nato, dove l’Italia si presenterà con il 2,8% del Pil investito in difesa e sicurezza. Segnalo un aumento dello 0,71%, garantito però soprattutto dalle spese legate alla sicurezza sul proprio territorio”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Iran. Meloni: negoziato fragile, sempre che sia ancora possibile

“Sul piano diplomatico continuiamo a sostenere l’altalenante dialogo tra Stati Uniti e Iran e l’importante opera di facilitazione svolta da diversi paesi, in particolare Qatar e Pakistan, nella consapevolezza che il negoziato resta fragile e che le questioni ancora aperte sono molteplici e complesse, sempre che un negoziato sia ancora possibile alla luce delle ultime notizie che conoscete anche voi”. Lo afferma la premier.

“Sì a sanzioni contro coloni e Ben Gvir, rispondiamo al mittente sue frasi”

“L’Italia intende sostenere misure contro coloro che come i coloni violenti fomentano l’odio e l’estremismo. Come il ministro Ben Gvir che abbiamo chiesto di sanzionare dopo l’inaccettabile comportamento nei confronti di cittadini italiani. Approfitto per rispedire al mittente le dichiarazioni che lo stesso ministro ha fatto, inaccettabili per l’Italia e poco dignitose per Israele”. Lo ha detto la presidente del Consiglio.

Libano, Meloni: “Chi colpisce Unifil colpisce la comunità internazionale”

“Ogni attacco contro Unifil, contro il suo personale, contro le sue basi, contro la libertà di movimento della missione è inaccettabile. Lo abbiamo condannato senza ambiguità e continueremo a farlo. La sicurezza dei caschi blu deve essere garantita da tutti gli attori sul terreno. Chi colpisce o minaccia Unifil non colpisce soltanto una missione delle Nazioni Unite, colpisce la comunità internazionale e uno dei pochi presidi che in questi anni hanno contribuito a evitare un conflitto ancora più ampio”. Così la premier.

Iran, Meloni: “Italia non è parte del conflitto e non intende diventarlo”

“Nel prossimo Consiglio Europeo si discuterà anche della crisi in Medio Oriente, che continua a destare enorme preoccupazione sotto il profilo umanitario, della sicurezza regionale e della stabilità economica globale. Le conseguenze di questa crisi incidono direttamente sugli equilibri internazionali, sulla libertà di navigazione, sui mercati energetici, sulle catene di approvvigionamento dai fertilizzanti alle materie prime critiche e quindi anche sulle economie europee, compresa quella italiana. Anche qui la nostra linea è la stessa fin dall’inizio, l’Italia non è parte del conflitto e non intende diventarlo”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, durante le comunicazioni alla Camera in vista del prossimo Consiglio europeo. “Il nostro obiettivo è che la guerra termini al più presto, che si eviti un ulteriore allargamento della crisi e che si creino le condizioni per riportare in confronto dentro un percorso politico e diplomatico – spiega la premier -. Chiaramente questo non significa restare fermi o ignorare le conseguenze che la crisi produce a livello globale e direttamente sui nostri interessi nazionali, significa al contrario muoversi con responsabilità, tutelando i cittadini italiani, le nostre imprese, i nostri militari presenti nell’area, la sicurezza degli approvvigionamenti e la libertà delle rotte commerciali”. “E qui voglio ribadire – aggiunge – che consideriamo inaccettabile qualsiasi tentativo di alterare unilateralmente le regole che garantiscono il libero transito attraverso lo Stretto, perché la libertà di navigazione è un bene comune mondiale e non può essere piegato a logiche di ricatto e perché consentire che qualcuno selezioni chi può e chi non può passare da uno snodo marittimo fondamentale significherebbe aprire il varco a un mondo nel quale le grandi rotte marittime diventano tutte strumenti di pressione politica, dico eccezionale militare. Quando accade a Hormuz, dunque, non riguarda soltanto Hormuz. Per questo è necessaria una risposta ferma, coordinata, responsabile della comunità internazionale nel suo insieme. Ed è la ragione per cui in questi mesi abbiamo lavorato in stretto coordinamento con i nostri principali partner europei e atlantici per valutare le opzioni necessarie a garantire la sicurezza della navigazione e la tutela delle rotte commerciali nell’area di Hormuz”.

“Iran, Ue sia pronta rafforzare pressione misure mirate”

“Lavorare perché la guerra” in Medio Oriente “finisca al più presto, mantenere aperto lo spazio della diplomazia e garantire la circolazione nello stretto di Hormuz”. Così la premier Giorgia Meloni. “L’Europa ha gli strumenti” per essere protagonista nella guerra “a partire dal regime sanzionatorio: se l’Iran continuerà a minacciare la libertà di navigazione di Hormuz l’Europa dovrà essere pronta ad aumentare la pressione attraverso misure mirate”, afferma la premier.

“Ucraina, è l’Ue a dover negoziare, nessuna delega a Usa”

“Dobbiamo contribuire a costruire le condizioni della pace, lavorando insieme ai nostri alleati a solide garanzie di sicurezza per l’Ucraina, una nuova architettura di sicurezza europea che possa assicurare stabilità nel lungo periodo, obiettivo per il quale è chiaramente indispensabile preservare l’unità euroatlantica, rafforzare il coordinamento tra Europa e Stati Uniti, sfida non sempre facile ma necessaria, solo che coordinamento non significa delega”. Così la premier, Giorgia Meloni.

“No a formati. Sì a figura che rappresenti Ue”

L’Unione europea deve guidare il dialogo tra Ucraina e Russia “e non subirlo. Occorre individuare chi possa rappresentare gli interessi europei al tavolo negoziale.
Nessun formato ha la legittimità di parlare a nome dell’Europa. Serve una figura autorevole”. Lo dice la premier Giorgia Meloni.

Linea Italia non cambia, sostegno a Kiev e pressione su Mosca”

La nostra solidarietà all’Ucraina resta piena, convinta, concreta. Sosteniamo attivamente la sua difesa, la resilienza del suo sistema energetico, la sicurezza dei suoi impianti nucleari, progetti per la ricostruzione. La nostra linea non cambia. Sostenere Kiev, mantenere la pressione su Mosca rappresentano ancora oggi, a nostro avviso, l’unico modo concreto di creare condizioni che possano costringere all’apertura di una seria stagione negoziale. Per questo sosteniamo il 20esimo pacchetto di sanzioni europee, perché fino a quando la Russia rifiuterà di cessate il fuoco e l’avvio di trattative reali, sarà necessario mantenere alta la pressione politica ed economica”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.

Meloni: “Conflitto in Ucraina supera oggi per durata Prima guerra mondiale”

“Il prossimo Consiglio Europeo si riunirà ancora una volta in una fase di trasformazioni profonde, di sfide complesse, dalla guerra in Ucraina, che proprio oggi supera per durata la Prima guerra mondiale, alla crisi in Medio Oriente, dalle tensioni che impattano sull’economia globale, alle esigenze di rafforzamento della sicurezza e della difesa comune, dalle iniziative necessarie a garantire competitività al nostro al nostro sistema produttivo, fino alle nuove emergenze sanitarie internazionali, l’Unione Europea è chiamata a dimostrare capacità di iniziativa, unità, visione strategica”.

Sui banchi del governo i vicepremier Salvini e Tajani

Sui banchi del governo sono presenti i vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani e, tra gli altri, i ministri Alessandro Giuli, Gilberto Pichetto Fratin, Giuseppe Valditara, Carlo Nordio, Marina Calderone, Andrea Abodi.

Sono iniziate nell’Aula della Camera le comunicazioni della premier Giorgia Meloni in vista del Consiglio europeo del 18 e 19 giugno

Dopo l’intervento di Meloni si svolgerà il dibattito. A seguire, le repliche della presidente del Consiglio, i pareri del governo sulle risoluzioni e, infine, le dichiarazioni di voto e il voto sui documenti presentati dai gruppi. Nel complesso l’Aula sarà impegnata per circa cinque ore. Nel pomeriggio Meloni svolgerà le comunicazioni al Senato.

Meloni arrivata alla Camera per comunicazioni in vista Consiglio europeo

La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è arrivata alla Camera per rendere le comunicazioni in vista della prossima riunione del Consiglio europeo in programma il 18 e 19 giugno a Bruxelles. Dopo l’intervento della premier si aprirà la discussione generale. Al termine prevista quindi la replica di Meloni e successivamente le dichiarazioni di voto con gli interventi, tra gli altri, della segretaria del Pd Elly Schlein, del presidente del M5s Giuseppe Conte e del deputato di Avs Angelo Bonelli.

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Violento incidente d'auto ieri sera per Pier Silvio Berlusconi, illeso

Violento incidente d’auto per Pier Silvio Berlusconi. L’imprenditore stava tornando a casa dal suo ufficio di Cologno Monzese mercoledì sera. Nonostante la forza dell’impatto, ne è uscito praticamente illeso, riportando solo lievi ferite. Le sue condizioni sono tali per cui oggi non risultano variazioni agli impegni previsti, a partire dalla celebrazione del terzo anniversario della scomparsa di suo padre, Silvio Berlusconi, in programma questa sera nella sede di Mediaset e che coinvolge tutti i collaboratori del Gruppo.

La dinamica

Intorno alle 21.30, mentre rientrava a casa dopo una giornata di lavoro, Berlusconi si trovava al volante della propria autovettura sulla provinciale tra Villasanta e Arcore. Procedeva in fila quando una vettura proveniente dalla corsia opposta ha perso il controllo in piena accelerazione, invadendo la carreggiata e finendo nel senso di marcia contrario. L’impatto, praticamente frontale, ha causato la distruzione della parte anteriore del veicolo e l’apertura di tutti gli airbag.

Nonostante la dinamica dello scontro, Pier Silvio Berlusconi, grazie alla cintura di sicurezza e ai sistemi di protezione della vettura, è uscito illeso dall’incidente. I soccorritori intervenuti sul posto lo hanno sottoposto ai primi controlli sanitari. Berlusconi avrebbe riportato soltanto lievi ferite.

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Piacenza, influencer su OnlyFans evade al fisco 140mila euro

PIACENZA – Con un seguito da 150mila follower su Instagram e più di 1,6 milioni di ‘Mi Piace’ su Tiktok, in aggiunta a una presenza corposa su OnlyFans, una nota influencer e creatrice di contenuti residente nel piacentino ha intascato circa 140mila euro senza dichiararli. L’evasione è stata scoperta dalla Guardia di finanza di Piacenza.

I militari della tenenza di Fiorenzuola d’Arda hanno accertato che i proventi, derivanti principalmente da Onlyfans, tra abbonamenti e le cosiddette ‘mance’ degli utenti, non erano mai stati dichiarati al fisco. L’analisi dei flussi finanziari ha permesso di inquadrare i guadagni come redditi da lavoro autonomo non tassati.

L’influencer, come ricostruito dalle fiamme gialle, utilizzava i canali Instagram e TikTok principalmente per diffondere video di intrattenimento e fidelizzare la base di utenti. Con slogan a tema si promuoveva online risultando particolarmente attiva sul web, tanto da essere considerata dagli addetti ai lavori come una delle creator italiane più seguite, apprezzate e remunerative di Onlyfans.

Su questa piattaforma – che consente di monetizzare fotografie, video e contenuti esclusivi per adulti accessibili solo tramite abbonamento a pagamento – si concentrava il vero fulcro della sua attività economica e il suo giro d’affari. Oltre ai canoni di abbonamento, i finanzieri hanno documentato la percezione di diffuse donazioni in denaro, inviate direttamente dai numerosi estimatori per sostenere economicamente la creator. Queste transazioni, le ‘tips’ nel gergo di Onlyfans, venivano erogate dai follower a fondo perduto, cioè senza ricevere in cambio video o contenuti esclusivi.

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Inchiesta ponte sullo Stretto, pm: “Gli indagati tentarono di corrompere altri due giudici”

L’avvocato e l’imprenditore, indagati e perquisiti nell’ambito dell’inchiesta della procura di Roma sul Ponte sullo Stretto, tentarono di corrompere altri due magistrati contabili perché ritenuti utili agli interessi del gruppo per la realizzazione dell’opera. Tentativo andato fallito perché i due magistrati non hanno accettato gli inviti proposti.

Incarichi futuri in cambio di informazioni riservate

Lo stesso modus operandi che l’imprenditore Vincenzo Virgiglio e l’avvocato Giacomo Francesco Saccomanno avrebbero utilizzato, secondo l’accusa, con l’ex presidente aggiunto della Corte dei Conti Tommaso Miele, anche lui indagato, promettendogli il loro appoggio per ricoprire cariche in enti dopo il suo pensionamento, subordinandolo alla sua fattiva azione per il progetto con aggiornamenti sull’andamento della procedura condotta dalla Corte Contabile e rivelando informazioni riservate sugli orientamenti dei colleghi.

Nelle intercettazioni i racconti di Miele

Nel decreto viene citata ad esempio un’intercettazione del 31 ottobre 2025 in cui l’imprenditore Virgiglio riferisce all’avvocato Saccomanno le confidenze ricevute da Miele sullo svolgimento della camera di consiglio della Corte dei Conti: ‘Tommaso Miele mi diceva ieri hanno avuto una spaccatura interna pazzesca… e lui se n’è andato per non votare…’. In contemporanea Miele contatta l’imprenditore e gli racconta di avere evitato di partecipare a una manifestazione per non trovarsi in difficoltà davanti alla domande dei giornalisti sulla decisione della Corte, in quanto lui non era “assolutamente allineato a questi deficienti dei miei colleghi” e, al tempo stesso – come viene riportato nel decreto – non poteva esprimere la sua vicinanza di pensiero al gruppo politico favorevole al progetto Ponte (“i miei amici del governo a cominciare da Salvini …si sarebbero aspettati…una presa di distanza”) senza creare crisi istituzionali”.

Miele chiese a Virgiglio architetti per la casa del figlio

Il rapporto di vicinanza con Miele e l’imprenditore indagato è tale che il presidente si rivolge a lui “anche per individuare architetti di sua fiducia al fine di verificare la possibilità di preventivi di importo meno elevato per lavori di progettazione e ristrutturazione delle abitazioni dei figli”.

Il materiale sequestrato al vaglio degli investigatori

Ora tutto il materiale sequestrato nel corso delle perquisizioni da parte dei carabinieri del Ros, svolte a Roma, nella provincia di Reggio Calabria e in quella di Frosinone, dispositivi elettronici e documenti, verrà analizzato dagli investigatori e sottoposto all’attenzione dei pm della procura di Roma, coordinati dal procuratore aggiunto Giuseppe De Falco, che procedono per corruzione per l’esercizio della funzione, corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio, corruzione attiva da parte di pubblico ufficiale e rivelazione ed utilizzazione di segreti d’ufficio.

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