Guerra in Iran, le news. Attacchi Usa contro l’Iran, la risposta con raid su obiettivi americani nel Golfo

Dopo l’abbattimento dell’elicottero Apache, il presidente Usa Donald Trump ha chiesto “una risposta molto potente contro l’Iran”. Le forze americane hanno attaccato in diverse ondate delle aree con infrastrutture militari utili al controllo dello Stretto di Hormuz. Raid contro cui Teheran ha promesso una “risposta decisa”, che non si è fatta attendere: missili e droni sono stati lanciati nella notte su obiettivi statunitensi nel Golfo.

Incendio su petroliera nel Golfo, un ferito e 2 dispersi

Un incendio è scoppiato nella sala macchine di una petroliera a 20 miglia nautiche a nord-est di Sohar, in Oman. Lo ha riferito l’agenzia britannica per le operazioni marittime (Ukmto), precisando che risulta un ferito e due membri dell’equipaggio dispersi, ma nessun impatto ambientale.

Rezaei: “Da bugiardi Usa indagine su Apache in soli 2 giorni”

Ebrahim Rezaei, portavoce della commissione parlamentare per la Sicurezza nazionale iraniana, ha messo in dubbio l’accusa degli Stati Uniti secondo cui Teheran sarebbe responsabile dell’abbattimento dell’elicottero Apache. “In soli due giorni, il Pentagono e la Casa Bianca hanno concluso che l’incidente dell’elicottero nello Stretto di Hormuz sia opera dell’Iran”, ha affermato in un post su X. “Eppure sono trascorsi 102 giorni dal massacro della scuola di Minab e l’indagine sull’uccisione delle ragazze di Minab è ancora in corso. Quando si tratta di bambine innocenti, questi bugiardi alla Epstein diventano così smemorati. Vergognatevi”, ha deplorato Rezaei, riferendosi all’attacco alla scuola femminile che ha causato oltre 160 morti all’inizio dell’attacco Usa-Israele dello scorso 28 febbraio.

Iran: “Non esiteremo un istante a rispondere ogni volta lo riterremo necessario”

Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, ha affermato oggi che i messaggi contraddittori provenienti dagli Stati Uniti e le ripetute violazioni del cessate il fuoco hanno danneggiato il processo diplomatico. Lo riferisce Iran International. Baghaei ha affermato che le forze armate iraniane “non esiterebbero un istante” a rispondere ogniqualvolta lo ritenessero necessario. Ha aggiunto che i vari rami del governo sono pienamente coordinati e che ricorreranno alla diplomazia o alla forza militare per difendere il Paese.

Likud “smentisce” Trump, Netanyahu si candida elezioni

“Il primo ministro Netanyahu si candiderà alle prossime elezioni – e con l’aiuto di Dio vincerà”. Lo ha fatto sapere il suo partito, il Likud, dopo che nei giorni scorsi il presidente Usa Donald Trump aveva messo in dubbio la sua partecipazione alla prossima tornata elettorale. Lunedì, durante un’intervista all’emittente Abc, il capo della Casa Bianca, interpellato sul futuro dell’alleato, aveva risposto di non sapere se volesse continuare a fare il primo ministro. “Non lo so, ha avuto una carriera straordinaria”, aveva dichiarato Trump. “Vuole continuare? Perché è un primo ministro in tempo di guerra”.

Baqaei: “Attacchi Usa sono danno a sforzi diplomatici”

Con gli ultimi attacchi notturni contro obiettivi nel sud dell’Iran, gli Stati Uniti hanno danneggiato l’attuale sforzo diplomatico internazionale per porre fine alla guerra. Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri, Esmaeil Baqaei, in un videomessaggio diffuso dai media iraniani. “Purtroppo, gli Stati Uniti stanno danneggiando il processo diplomatico in corso con i messaggi contraddittori che inviano, i loro ripetuti cambiamenti di posizione e di richieste e, peggio ancora, con le ripetute violazioni del cessate il fuoco”, ha affermato Baqaei. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano ha fatto riferimento inoltre “ad azioni illegali sul terreno con l’uso della forza”, sottolineando che il processo diplomatico non si svolge nel vuoto e che è necessario un minimo di spazio adeguato affinchè qualsiasi negoziato possa procedere. Il portavoce del ministero degli Esteri della Repubblica Islamica dell’Iran ha anche affermato che Israele sta danneggiando il processo con “ripetute violazioni del cessate il fuoco” in Libano.

Bahrein: “Teheran prende deliberatamente di mira i civili”

La Repubblica Islamica prende di mira deliberatamente i civili con missili e droni. A denunciarlo è il comando generale delle Forze di difesa del Bahrein (Bdf) affermando che il governo iraniano ha continuato il suo “approccio ostile” e ha preso di mira “deliberatamente” i civili del Paese con missili e droni. “L’uso deliberato di missili e droni per colpire civili e proprietà private costituisce una chiara violazione del diritto internazionale umanitario”, afferma la dichiarazione. I sistemi di difesa aerea del Bahrein hanno risposto a questi attacchi con un elevato livello di prontezza operativa, intercettando e distruggendo numerosi raid aerei iraniani, conclude la nota ufficiale. Il comando generale delle Forze di difesa del Bahrein ha sottolineato che tutte le unità e gli armamenti di questa forza sono “al massimo livello di prontezza operativa per proteggere il Paese”. Il comando ha inoltre espresso orgoglio per la prontezza operativa e la vigilanza delle sue forze nell’adempimento del dovere nazionale di difendere il Paese.

Media, esplosione vicino all’isola di Qeshm

Un’esplosione è stata udita nei pressi dell’isola di Qeshm. Lo ha riferito l’agenzia di stampa iraniana Mehr che cita fonti locali. Secondo il rapporto, la natura esatta del suono è sconosciuta così come l’entità di eventuali danni. Data la sua intensità, ha precisato Mehr, la fonte dell’esplosione potrebbe essere stata localizzata relativamente lontano da Qeshm o correlata a movimenti nello Stretto di Hormuz. L’isola di Qeshm si trova nello Stretto di Hormuz ed è separata dalla terraferma iraniana dallo Stretto di Clarence.

Tajani: “Vogliamo sanzioni a Ben-Gvir, infantile e provocatorio”

“Vogliamo che vengano inflitte sanzioni a Ben-Gvir”, cercando di “superare l’ostacolo di qualche Paese che si oppone”. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri Antonio Tajani, ribadendo la condanna delle parole “infantili e provocatorie” da parte del ministro per la Sicurezza nazionale israeliano, che “non è degno di rappresentare un Paese come Israele”. “Per questo noi già avevamo chiesto all’Unione Europea di avviare un procedimento per infliggere sanzioni a questo ministro che aveva avuto un comportamento indegno, con la violazione dei diritti umani” nei confronti degli attivisti della Flotilla.

Mosca, in Medio Oriente “le parti tornino alla diplomazia”

La Russia auspica che le parti impegnate nel conflitto in Medio Oriente tornino “il prima possibile” al “percorso politico e diplomatico”. Lo ha detto la portavoce del ministero degli Esteri, Maria Zakharova, citata dalla Tass.

Nyt, da Witkoff messaggi de-escalation a Teheran

L’inviato speciale statunitense Steve Witkoff ha utilizzato il suo canale di comunicazione con il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi per trasmettere messaggi di de-escalation a Teheran. Lo riferisce il New York Times, che cita due funzionari statunitensi. I messaggi sarebbero stati trasmessi nella notte tra domenica e lunedì, dopo i raid di Israele a Beirut e il successivo attacco dell’Iran quale rappresaglia. Secondo il Nyt, Witkoff ha esortato l’Iran a evitare un’ulteriore escalation dopo gli attacchi missilistici contro Israele, una mossa che, secondo il giornale, ha contribuito all’annuncio iraniano di lunedì di voler interrompere gli attacchi contro Israele. Il quotidiano afferma inoltre che l’annuncio del presidente Donald Trump sulla cessazione degli scambi di fuoco tra Israele e Iran è seguito ai precedenti sforzi diplomatici di Witkoff.

Pasdaran: “Distrutti in Giordania hangar caccia e centro di comando Usa”

Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno annunciato che le loro Forze Aerospaziali hanno lanciato missili a lungo raggio a propellente solido contro una base aerea in Giordania, che ospita personale militare degli Stati Uniti. Secondo quanto riportato nel comunicato ripreso da Al Jazeera, i missili dei pasdaran hanno colpito e distrutto quattro obiettivi nella base, tra cui gli hangar dei caccia Usa F-35 e un centro di comando e controllo.

Scontro a fuoco tra nave cargo e uomini armati a largo Yemen

Le guardie a bordo di una nave cargo al largo delle coste dello Yemen, nel Golfo di Aden, hanno ingaggiato uno scontro a fuoco con uomini armati a bordo di una piccola imbarcazione. Il centro Operazioni commerciali marittime del Regno Unito dell’esercito britannico ha dichiarato che le guardie sono riuscite a respingere gli uomini armati. Nessun gruppo ha rivendicato immediatamente la responsabilità dell’attacco.

Araghchi: “L’Iran si riserva il diritto di rispondere agli attacchi statunitensi”

“Teheran condanna i nuovi attacchi militari statunitensi contro l’Iran meridionale, in quanto violazione della sua sovranità nazionale e integrità territoriale”, ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, sottolineando: “L’Iran si riserva il diritto intrinseco all’autodifesa e alla legittima risposta di rappresaglia contro gli attacchi”. Secondo Mehr, Araghchi avrebbe rilasciato queste dichiarazioni in conversazioni telefoniche separate con il suo omologo turco Hakan Fidan e con il ministro degli Esteri saudita, il principe Faisal bin Farhan, nelle prime ore di oggi.

Pasdaran, colpiti 21 obiettivi militari Usa nella regione

Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno dichiarato di aver colpito 21 obiettivi in basi aeree e navali degli Stati Uniti nella regione, nell’ambito delle loro operazioni di rappresaglia. In note separate diffuse da vari media affiliati allo Stato, i pasdaran hanno affermato di aver preso di mira la base aerea statunitense di Ali Al Salem in Kuwait, la base aerea di Al Azraq in Giordania e la Quinta Flotta statunitense in Bahrein.

Pasdaran, abbattuto drone Usa

Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno dichiarato che la loro difesa aerea ha abbattuto un drone degli Stati Uniti MQ-9 durante gli scontri aerei intorno allo Stretto di Hormuz. Secondo i Pasdaran, il drone si stava avvicinando alla zona di combattimento dallo spazio aereo settentrionale del Golfo quando è stato preso di mira e distrutto sopra la contea di Jam, nella provincia di Bushehr. Il comunicato, riportato da Iran International afferma che l’MQ-9 aveva intenzione di “avvicinarsi e intervenire sul campo di battaglia”.

Iran: Paesi Golfo non diano a Usa basi per attaccare

L’Iran ha chiesto ai paesi del Golfo Persico di impedire a Stati Uniti e Israele di usare il loro territorio per attaccarlo. In una nota, il ministero degli Esteri ha fatto un richiamo alla “responsabilità legale e morale di tutti i Paesi della regione, in particolare quelli situati nella parte meridionale del Golfo Persico, affinché impediscano alle forze statunitensi e al ‘regime sionista”, l’uso dei loro territori e delle loro capacità per pianificare, organizzare e compiere azioni ostili contro l’Iran”.

Teheran: “Usa violano la carta Onu. Pronti a colpire le loro basi”

L’Iran ha condannato l’attacco notturno degli Stati Uniti e minacciato di tornare a colpire le basi americane in tutto il Golfo Persico. “Questi bombardamenti rappresentano una violazione manifesta della Carta delle Nazioni Unite”, si legge in un comunicato del ministero degli Esteri, e “con tali azioni aggressive, il governo degli Stati Uniti ha dimostrato ancora una volta la propria natura ostile e incline alla guerra”. Per questo, “esercitando il diritto legittimo alla difesa”, le forze iraniane “hanno colpito duramente le basi e gli asset militari statunitensi nella regione da cui erano partite le aggressioni”. Il ministero, prosegue la nota, avverte che l’Iran, “nell’esercizio del proprio diritto alla legittima difesa, non esiterà a prendere di mira basi e le strutture logistiche impiegate per sostenere e attuare attività aggressive contro l’Iran”. Teheran, poi, sottolinea “la responsabilità delle Nazioni Unite, in particolare del Consiglio di Sicurezza, nel mantenere la pace e la sicurezza internazionale, e nel chiamare gli autori di tali atti aggressivi a risponderne”.

Attacchi di Teheran anche contro Bahrein e Kuwait

L’Iran ha lanciato attacchi anche contro obiettivi in Bahrein e Kuwait. Entrambi i paesi hanno attivato gli allarmi e messo in azione le difese aeree in risposta.

Giordania, intercettati cinque missili

La Giordania ha dichiarato di aver abbattuto cinque missili lanciati dall’Iran contro un’area che ospita una base aerea delle forze statunitensi. Teheran ha dichiarato di aver preso di mira la base aerea di Muwaffaq Salti che caccia americani F-35 e altri velivoli. L’agenzia di stampa statale giordana Petra ha riportato che non ci sono stati feriti nell’attacco e che gli artificieri hanno esaminato i detriti delle missili intercettati.

Contraerea Kuwait in azione, udite esplosioni

I sistemi di difesa aerea kuwaitiani sono stati attivati contro “obiettivi ostili”. Lo ha annunciato lo stato maggiore dell’esercito in un post su X. Media della regione hanno riferito di diverse esplosioni in Kuwait.

Pasdaran: “Finita la nostra operazione di rappresaglia”

I Guardiani della rivoluzione hanno annunciato di avere portato a termine la loro rappresaglia per gli attacchi americani di questa notte. “A seguito dell’operazione di successo condotta dalla Marina del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, che ha colpito 21 obiettivi nelle basi aeree e navali statunitensi nella regione e abbattuto un drone MQ9 sopra la contea di Jam, e in risposta alla continua aggressione del nemico, l’operazione di rappresaglia è stata completata”, si legge in una nota divulgata dall’agenzia Tasnim. “Le nostre forze sono pronte a dare una risposta schiacciante e decisiva a qualsiasi ulteriore aggressione nemica, e le conseguenze di qualsiasi atto del genere saranno a carico del nemico americano”, avvertono i Pasdaran.

Pasdaran: colpita base americana al-Azraq in Giordania

La base americana di Al-Azraq inGiordania è stata colpita da un attacco missilistico iraniano. Lo riferisco i media iraniani citando un annuncio dei Pasdaran.

Usa, conclusi gli attacchi contro l’Iran nei pressi di Hormuz

Gli Stati Uniti hanno concluso gli attacchi contro l’Iran in risposta all’abbattimento dell’elicottero americano da parte delle forze di Teheran. Lo ha annunciato il Comando centrale americano su X precisando che i raid hanno colpito sistemi di difesa aerea, stazioni di controllo a terra e siti radar di sorveglianza iraniani nei pressi dello Stretto di Hormuz, impiegando munizioni di precisione lanciate da caccia dell’aeronautica e della marina Usa.

Pasdaran: attacchi devastanti se Usa non si fermano

I Pasdaran hanno avvertito di attacchi ancora più pesanti contro basi americane nel Golfo Persico se gli Stati Uniti non interromperanno i bombardamenti in corso da ore. “Il criminale Esercito statunitense deve sapere che, in caso di una ripetuta aggressione contro la Repubblica Islamica dell’Iran, saranno sferrati attacchi devastanti e più estesi contro una serie di obiettivi designati nella regione”, si legge nella nota con cui i Guardiani della rivoluzione hanno annunciato un raid sulla Quinta flotta Usa nel Bahrein.

Pasdaran: attaccata con droni Quinta flotta in Bahrein

I Pasdaran hanno annunciato di avere sferrato un attacco alla base della Quinta flotta americana in Bahrein, dopo i bombardamenti delle forze Usa lanciati per rappresaglia contro l’abbattimento di un elicottero Apache. “In risposta a questo atto ostile, le forze navali del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche hanno sferrato un attacco con droni contro la Quinta flotta del Bahrein alle 2:30 del mattino”, si legge in una nota riportata dall tv di Stato. “Le valorose guardie della nazione iraniana stanno rispondendo alle aggressioni del nemico. Se questa malvagità dovesse continuare, sono in arrivo risposte più pesanti”, hanno avvertito i Pasdaran.

Pasdaran: “Dai negoziatori richiesta di non dare risposta agli attacchi”

I negoziatori iraniani stano bloccando una risposta schiacciante delle forze iraniane all’attacco degli Stati Uniti, nonostante le pressioni dei Guardiani della rivoluzione. A riferirlo sono stati i Pasdaran in post sui loro canali social. La richiesta di non attaccare le basi americane sarebbe arrivata da Donald Trump attraverso i mediatori delle trattative. “Il Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale ha acconsentito alla richiesta della squadra di negoziati e ha impedito la risposta militare al nemico”, si legge.

Media, terza ondata di attacchi Usa

Le forze americane hanno lanciato una terza ondata di attacchi aerei sull’Iran, per rappresaglia contro l’abbattimento di un elicottero Apache. Lo riporta Axios citando fonti dell’amministrazione Usa.

Udite esplosioni a Bandar Abbas

Diverse esplosioni sono state udite nella città portuale di Bandar Abbas, sullo stretto di Hormuz, dopo che gli Stati Uniti hanno lanciato la seconda ondata di attacchi contro l’Iran. Lo ha riferito l’agenzia iraniana Tasnim.

Media, l’Iran ha lanciato missili e droni su obiettivi Usa in Golfo

L’Iran ha lanciato missili e droni verso obiettivi statunitensi nel Golfo Persico. Lo ha riferito il Corpo delle guardie rivoluzionarie islamiche in un post di Telegram. L’agenzia Fars ha mostrato immagini di un drone in volo sull’Iraq “diretto verso i suoi obbiettivi”.

Axios, seconda ondata attacchi mirati Usa su contraerea

Gli Stati Uniti hanno lanciato una seconda ondata di attacchi mirati sull’Iran, con obiettivo i sistemi di difesa aerea e i radar. Lo hanno riferito fonti statunitensi ad Axios.

Media, diverse esplosioni a Jask

Diverse esplosioni sono state udite a Jask, nella provincia dell’Hormozgan, intorno alle 2:35 ora locale, l’1:05 in Italia. Lo ha riferito la televisione iraniana Irib. Jask, nel Golfo di Oman, ospita una base navale iraniana.

Gruppo hacker Handala: “Trasmesse ai Pasdaran le coordinate delle basi Usa”

Il gruppo hacker iraniano Handala ha riferito di avere trasmesso ai Pasdaran “le coordinate di tutte le forze militari terroristiche statunitensi nei paesi del Golfo”. Lo riporta l’agenzia iraniana Fars. “Presto darete il benvenuto ai droni Shahed-136”, ha minacciato il gruppo.

Media: attacchi Usa hanno colpito basi navali, sistemi radar e artiglieria

Gli attacchi aerei americani hanno colpito basi militari e navali, impianti radar e batterie di artiglieria in cinque località lungo la costa meridionale dell’Iran. Lo riferiscono funzionari iraniani al New York Times.
In particolare, i raid Usa avrebbero colpito basi navali a Sirik e Jask, sistemi di difesa aerea a Bandar Abbas e batterie missilistiche a Qeshm.

Massima allerta in basi Usa nel Golfo

Dopo l’attacco americano nel sud dell’Iran, è stato dichiarato il massimo livello di allerta nelle basi statunitensi in Kuwait, Bahrein, Emirati Arabi Uniti e Qatar. Lo riferiscono i media iraniani.

Araghchi: “Usa mettono alla prova la nostra determinazione. Iran non lascerà impunito l’attacco”

“Nonostante le sconfitte sul campo di battaglia, gli Stati Uniti hanno scelto di mettere alla prova la propria determinazione. Le nostre potenti forze armate non lasceranno impunito alcun attacco o minaccia. Se volete essere al sicuro, lasciate la nostra regione. La storia del Golfo Persico è ricca di capitoli che narrano le tragiche sorti degli stranieri che si sono intromessi”. Lo scrive il ministro degli esteri iraniano Araghchi su X.

Usa: “Attacchi in Iran sono un avvertimento. Nessun ostacolo ai negoziati”

Gli attacchi di questa notte nel sud dell’Iran sono “un avvertimento” e “gli Stati Uniti ritengono che non ostacoleranno i negoziati per mettere fine alla guerra”. Lo ha riferito un funzionario dell’amministrazione Usa alla Cnn.

Media Pasdaran smentisce attacco su Minab

L’agenzia di stampa dei Pasdaran ha smentito che vi sia stato un attacco su Minab. Lo riferisce la tv di Stato. Secondo il governatore locale, Mohammad Radmehr, governatore di Minab, risulta che finora non sia stato segnalato alcun bombardamento sulla città.

Axios: raid Usa hanno preso di mira sistemi iraniani intorno a Hormuz

I raid Usa hanno preso di mira diversi sistema di difesa aerea iraniani e sistemi radar intorno allo Stretto di Hormuz. E’ quanto riferisce su ‘X’ Barak Ravid di Axios che cita un funzionario statunitense.

Trump: “Voglio una risposta molto potente contro l’Iran”

La risposta degli Stati Uniti all’abbattimento di un elicottero americano deve essere “molto forte, molto potente”. Lo ha assicurato il presidente americano, Donald Trump, in un’intervista rilasciata all’Abc poco prima che gli Stati Uniti annunciassero di aver sferrato raid contro l’Iran.

In corso attacchi Usa, Teheran promette risposta ‘decisa’

L’Iran ha promesso una risposta “decisa” agli attacchi statunitensi in corso. Lo riferisce l’agenzia Mehr. Resoconti non ancora confermati apparsi sui media riferiscono che i raid statunitensi hanno colpito Minab, le basi navali di Sirik e Jask, una postazione della contraerea a Bandar Abbas e il porto di Qeshm, ovvero aree con infrastrutture militari utili al controllo dello Stretto di Hormuz.

Media iraniani, esplosioni nella provincia di Hormozgan

L’agenzia di stampa iraniana Fars riferisce di diverse esplosioni udite nelle zone orientali della provincia di Hormozgan, tra cui Kuhistak, Sirik e Minab. Le fonti hanno anche segnalato attività di difesa aerea in alcune parti della provincia. In precedenza, il Comando Centrale degli Stati Uniti aveva dichiarato che le sue forze avevano “iniziato a lanciare attacchi di autodifesa contro l’Iran”.

Media, udite esplosioni a Sirik, Jask e isola Qeshm

L’agenzia di stampa iraniana Mehr riferisce di esplosioni udite sull’isola di Qeshm, nella città portuale di Jask e in quella di Sirik. La notizia giunge dopo che il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha annunciato di avere lanciato una serie di attacchi contro l’Iran in risposta all’abbattimento di un elicottero statunitense Apache nei pressi dello Stretto di Hormuz.

In corso attacchi Usa contro l’Iran: “Risposta abbattimento Apache”

“Le forze del Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) hanno iniziato a lanciare colpi di autodifesa contro l’Iran su indicazione del comandante in capo, in risposta all’abbattimento di ieri di un elicottero Apache dell’esercito Usai. La missione è una risposta proporzionata all’aggressione iraniana ingiustificata”. Lo si legge sull’account X del Centcom.


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Guerra in Iran, le news di oggi. Comando Usa: “Nuovi attacchi contro molteplici obiettivi in Iran”. Teheran: “La risposta sarà dura”

Gli Stati Uniti hanno iniziato gli attacchi contro diversi target in Iran alle 17.15 di New York, ore 23.15 italiane. “Tali attacchi costituiscono una risposta alla continua e ingiustificata aggressione da parte dell’Iran”, ha detto il Comando centrale Usa. Esplosioni a Bandar Abbas, Qeshm e Hengam, nel mirino radar e sistemi difesa nei pressi di Hormuz.

Trump: “Se Iran non firma accordo li faremo a pezzi”

Il presidente Usa ha lasciato aperta la porta a nuovi attacchi all’Iran. A chi gli chiedeva cosa accadrà se Teheran non firmerà un accordo, Trump ha risposto: “Li bombarderemo fino a farli a pezzi domani”.

Trump: “Israele non coinvolto nei raid”

“Gli israeliani non sono coinvolti nell’attuale ondata di attacchi aerei” contro l’Iran. Lo ha dichiarato il presidente americano Donald Trump a Fox News.

Trump: “Il raid non è ripresa della guerra ma risposta all’elicottero abbattuto”

Gli attacchi condotti stanotte dagli Stati Uniti contro l’Iran sono una risposta all’abbattimento dell’elicottero Apache da parte di un drone iraniano e non la ripresa di una guerra ampia. Questo il messaggio che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha inviato all’Iran tramite il Qatar. Lo riporta il Wall Street Journal. Una delegazione del Qatar era a Teheran poco prima del lancio del raid proprio con l’obiettivo di proseguire gli sforzi di mediazione per il raggiungimento di un accordo.

Trump: 49 Tomahawk usati per colpire target in Iran

Gli Stati Uniti hanno usato 49 missili Tomahawks per colpire target all’interno Iran, alcuni dei quali a 65 chilometri da Teheran. Lo ha detto il presidente Donald Trump a Fox. “I jet americani stanno operando nello spazio aereo iraniano”, ha aggiunto Trump.

Trump: “Teheran ha chiesto stop ai bombardamenti, finiranno a breve”

“Gli iraniani mi hanno chiesto di interrompere i bombardamenti” e “i bombardamenti cesseranno a breve”. Sono frasi di Donald Trump riportate da Fox News. “Ho parlato direttamente con ufficiali di Teheran”, aggiunge il presidente americano, che ha spiegato di aver parlato con gli iraniani mentre era nella Situation room.

Guardie rivoluzione: due navi colpite a Hormuz

“Due imbarcazioni che hanno tentato di attraversare illegalmente lo Stretto di Hormuz sono state colpite dopo aver violato le restrizioni di passaggio”. Lo riferisce la Marina delle Guardie Rivoluzionarie iraniane secondo alcuni media iraniani.

Iran, militari annunciano chiusura totale di Hormuz a tutte le imbarcazioni

Il comando militare congiunto iraniano ha ordinato la chiusura dello Stretto di Hormuz al passaggio di tutte le imbarcazioni, comprese petroliere e navi mercantili. Qualunque nave tenterà il passaggio da Hormuz verrà considerata un bersaglio, ha precisato. Lo riporta l’agenzia di stampa Mehr.

Nyt: mediatori del Qatar lasciano Teheran senza progressi

Una delegazione di mediatori del Qatar ha lasciato Teheran senza aver compiuto progressi nei colloqui per arrivare a un accordo tra Iran e Stati Uniti. Lo scrive il New York Times segnalando che si sono ridotte le chance di una svolta politica. La delegazione del Qatar era giunta in Iran nell’ambito di sforzi di mediazione, ma, secondo quanto riportato, ha lasciato il Paese senza aver raggiunto un accordo.

Guardie rivoluzione: F-16 allontanato con lancio missile

“In seguito all’incursione di un caccia F-16 nemico nello spazio aereo del Golfo Persico e al lancio di un missile da parte di un sistema di difesa aerea delle Guardie Rivoluzionarie nei suoi confronti, il velivolo intruso si è allontanato dalla zona”, lo annunciano i Guardiani della Rivoluzione.

Raid Usa su impianto petrolchimico nel giacimento di gas di South Pars

Gli Stati Uniti hanno attaccato un impianto petrolchimico nel giacimento di gas di South Pars, situato ad Asalouyeh, nel sud dell’Iran. Lo ha riferito l’agenzia di stampa Tasnim. In precedenza, la televisione di stato iraniana aveva segnalato l’attivazione della difesa aerea intorno all’impianto energetico di Asalouyeh.

Attaccata la città portuale di Bandar Abbas

I media statali iraniani hanno riferito che diverse esplosioni hanno colpito la città portuale meridionale di Bandar Abbas, vicino a un aeroporto e a una base aerea. Bandar Abbas era già stata colpita in precedenti attacchi.

Navi americane attaccate con missili e droni vicino Hormuz

Navi americane sono state attaccate con missili e droni lanciati dall’esercito iraniano nei pressi dello Stretto di Hormuz. Lo riportano i media statali iraniani.

Axios: obiettivi degli attacchi Usa tutti nella parte meridionale del Paese

Tutti gli obiettivi colpiti dagli Usa si trovano nell’Iran meridionale e includono sistemi di difesa aerea, radar e unità di comando e controllo per droni. Lo riporta Axios, citando fonti dell’Amministrazione americana.

Media: scontri navali fra iraniani e statunitensi

Sono in corso “scontri navali” tra forze iraniane e forze statunitensi. Lo riferisce l’agenzia di stampa iraniana Mehr.

Pentagono: gli attacchi sono un atto di diplomazia coercitiva

Gli attacchi all’Iran sono un atto di “diplomazia coercitiva” che punta a ottenere concessioni dall’Iran. Lo afferma il Pentagono, secondo quanto riporta il Wall Street Journal.

Tv iraniana: tre esplosioni a Sirik e Minab

La televisione di Stato iraniana ha riferito che tre esplosioni sono state udite a Sirik e a Minab, colpite nell’ultima ondata di attacchi statunitensi. Queste località si trovano lungo la costa meridionale dell’Iran, sul Golfo Persico, dove sono presenti avamposti militari e navali. Residenti di Teheran hanno detto di aver sentito le sirene della difesa aerea nella parte occidentale del complesso governativo.

I target Usa vicino lo Stretto di Hormuz: nel mirino radar e sistemi difesa

Tutti i target attaccati dagli Stati Uniti in Iran sono nei pressi dello Stretto di Hormuz. Gli Stati Uniti hanno colpito postazioni radar e sistemi di difesa. Lo riporta il Wall Street Journal citando fonti del Pentagono.

Esplosioni a Bandar Abbas, Qeshm e Hengam

I media statali iraniani riferiscono di un’esplosione nella città portuale iraniana di Bandar Abbas.Non sono stati forniti ulteriori dettagli sull’incidente. Altre esplosioni a Qeshm e Hengam causate da “proiettili militari” L’agenzia di stampa iraniana IRNA riporta che le esplosioni udite a Qeshm e Hengam sono state “causate da proiettili…tutti di natura militare”.

Media: esplosioni sentite vicino al porto di Sirik

Esplosioni sono state segnalate vicino al porto di Sirik, vicino a Minab, nella provincia di Hormozgan nel sud dell’Iran. Lo riferisce l’agenzia di stampa Mehr.

Media Iran, difese aeree attive sulla parte ovest di Teheran

Secondo quando riporta l’agenzia iraniana Fars, si sentono rumori di contraerea anche a est di Isfahan, mentre per il Teheran Times le difese sono state attivate anche ad Asaluyeh.

Usa: abbiamo iniziato gli attacchi contro diversi target in Iran

Le forze del Comando Centrale degli Stati Uniti hanno iniziato oggi, alle 17:15 (ora della costa orientale), a condurre ulteriori attacchi per legittima difesa contro molteplici obiettivi in Iran, su disposizione del Comandante in Capo”. Lo annuncia il Centcom in un post su X. “Tali attacchi costituiscono una risposta alla continua e ingiustificata aggressione da parte dell’Iran”, afferma il Comando centrale Usa.

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